Prevenzione 25 Marzo 2026 10:53

Epatite A, dal focolaio di Latina all’allerta nel Lazio

Sintomi, contagio e rischi tra casi in aumento, con cluster nella provincia pontina e collegamenti ai contagi in Campania: sotto osservazione la filiera alimentare

di Viviana Franzellitti
Epatite A, dal focolaio di Latina all’allerta nel Lazio

Il focolaio di epatite A emerso in Campania nelle scorse settimane ha raggiunto anche il Lazio, con un aumento dei casi nella provincia di Latina che ha spinto le autorità sanitarie ad attivare misure straordinarie di contenimento e controllo.

Il focolaio a Latina e la risposta sanitaria

Nella provincia di Latina sono stati accertati finora 24 casi, distribuiti in diversi comuni del territorio, con 6 ricoveri in condizioni stabili. La Asl ha attivato una task force multidisciplinare e avviato controlli su ristoranti, punti vendita e filiera alimentare, oltre a campagne informative rivolte a cittadini, medici e scuole. Tra le misure allo studio anche un monitoraggio straordinario degli allevamenti di molluschi, considerati un possibile vettore del virus.

Il legame con i contagi in Campania

L’incremento dei casi nel Lazio si inserisce in un quadro più ampio, legato al focolaio sviluppatosi a Napoli, dove si registrano numerosi ricoveri ma senza criticità cliniche diffuse. Le indagini epidemiologiche indicano come possibile origine del contagio il consumo di prodotti ittici contaminati, in particolare frutti di mare crudi o poco cotti, ipotesi che viene verificata anche nel Lazio.

Come si trasmette l’epatite A

L’epatite A è un’infezione acuta del fegato causata dal virus HAV, che si diffonde per via oro-fecale.

Il contagio avviene attraverso:

  • ingestione di acqua o alimenti contaminati;
  • consumo di cibi crudi o poco cotti;
  • contatto diretto con persone infette.

La trasmissione può avvenire anche prima della comparsa dei sintomi, favorendo la diffusione dei focolai.

Sintomi e decorso

Dopo un’incubazione che può arrivare fino a diverse settimane, l’infezione si manifesta con sintomi che possono includere febbre, nausea, malessere generale e disturbi gastrointestinali. Nei casi più evidenti compare l’ittero, mentre nei bambini la malattia può essere anche asintomatica. Il decorso è generalmente benigno, ma può risultare più impegnativo negli adulti.

Prevenzione e misure in corso

Non esiste una terapia specifica contro il virus: la gestione è di supporto. Per questo la prevenzione è centrale. Le autorità sanitarie, dunque, raccomandano:

  • igiene accurata delle mani;
  • lavaggio e corretta cottura degli alimenti;
  • evitare il consumo di prodotti crudi a rischio.

Nel Lazio proseguono i controlli e il tracciamento dei contatti, con l’obiettivo di contenere rapidamente il focolaio ed evitare un’estensione ulteriore sul territorio.

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