Salute 21 Luglio 2026 12:12

Energy drink, SIP: “Quasi 4 adolescenti su 10 iniziano a consumarli prima dei 12 anni”

Uno studio della Società Italiana di Pediatria, pubblicato sull'Italian Journal of Pediatrics, rivela che il consumo di bevande energetiche comincia sempre più precocemente

di Redazione
Energy drink, SIP: “Quasi 4 adolescenti su 10 iniziano a consumarli prima dei 12 anni”

Quasi quattro adolescenti consumatori di energy drink su dieci hanno iniziato a berli prima dei 12 anni e, in alcuni casi, addirittura prima dei 9 anni. È il dato che più preoccupa emerso da uno studio del Gruppo di Studio Adolescenza della Società Italiana di Pediatria (SIP), pubblicato sull’Italian Journal of Pediatrics, che ha coinvolto 430 ragazzi tra i 9 e i 17 anni. L’indagine fotografa un fenomeno ormai ampiamente diffuso: il 65% dei giovani intervistati ha dichiarato di aver consumato almeno una volta una bevanda energetica, mentre circa un ragazzo su dieci riferisce un consumo frequente. A preoccupare i pediatri non è soltanto la diffusione, ma soprattutto la precocità dell’esposizione, in un’età in cui cervello e sistema cardiovascolare sono ancora in pieno sviluppo.

Un consumo sempre più precoce

Secondo lo studio, il 39,2% dei ragazzi ha iniziato a consumare energy drink prima dei 12 anni, mentre il 49% lo ha fatto tra i 12 e i 14 anni. Un dato che contrasta con le raccomandazioni delle principali società scientifiche pediatriche, che invitano a evitare il consumo di queste bevande sotto i 18 anni, sottolineando come non esista una dose considerata sicura nei bambini più piccoli.

Cosa contengono gli energy drink

“Le bevande energetiche non sono semplici bibite- sottolinea Rino Agostiniani, presidente della Società Italiana di Pediatria -. Quando parliamo di energy drink ci riferiamo a un concentrato di sostanze stimolanti. Non è solo la caffeina ad agire, ma anche ingredienti come taurina, guaranà e L-carnitina, che possono avere un effetto sinergico. Nei bambini e negli adolescenti questi mix non sono stati adeguatamente studiati e, proprio per questo, dovrebbero essere evitati”. Secondo gli esperti, nei più giovani l’organismo risulta particolarmente vulnerabile agli effetti della caffeina e degli altri stimolanti.

I possibili rischi per cuore e cervello

Entrando nel dettaglio clinico, Elena Bozzola, del Gruppo di Studio Adolescenza della SIP, ricorda che le evidenze scientifiche collegano il consumo di energy drink a possibili effetti sul sistema cardiovascolare e neurologico. Tra i principali rischi figurano l’aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca e, nei soggetti predisposti, la comparsa di aritmie, che possono essere particolarmente pericolose quando una patologia cardiaca non è ancora stata diagnosticata. Sul piano neurologico, invece, gli esperti richiamano l’attenzione su disturbi del sonno, irritabilità, ansia e possibili interferenze con i delicati processi di maturazione cerebrale che caratterizzano l’adolescenza.

Supermercati, pubblicità e amici: così inizia il consumo

Per molti ragazzi il primo contatto con gli energy drink avviene grazie alla loro estrema facilità di reperimento. Tra le motivazioni più frequentemente indicate compaiono infatti la disponibilità nei supermercati, il consiglio degli amici e la pubblicità sui social network, su internet e in televisione. A differenza di quanto avviene in altri Paesi europei, in Italia non esistono limiti di età per l’acquisto delle bevande energetiche. Una situazione destinata a differenziarsi ulteriormente dal Regno Unito, dove il Governo ha confermato che da aprile 2027 sarà vietata in Inghilterra la vendita agli under 16 degli energy drink con un contenuto di caffeina superiore a 150 milligrammi per litro.

La famiglia influenza le abitudini

Lo studio mette in luce anche un elemento spesso trascurato: il ruolo della famiglia. In oltre il 40% dei casi, infatti, almeno un familiare consuma abitualmente energy drink. Quando queste bevande fanno parte della quotidianità domestica, gli adolescenti tendono a iniziare prima, a consumarle più frequentemente e a percepirne meno i possibili rischi. “Il modello genitoriale resta uno dei fattori più importanti nella costruzione dei comportamenti di salute”, osserva Agostiniani. “La prevenzione non può rivolgersi soltanto ai ragazzi, ma deve coinvolgere anche le famiglie.”

La percezione del rischio è ancora insufficiente

Più della metà degli adolescenti intervistati riconosce che gli energy drink possono rappresentare un rischio per la salute, ma questa consapevolezza appare spesso superficiale. Oltre il 55% dei ragazzi dichiara infatti di non conoscere le linee guida dedicate a queste bevande e quasi uno su quattro ritiene che siano sicure durante l’adolescenza. Secondo gli autori, i giovani percepiscono genericamente l’esistenza di un rischio, ma ne ignorano le possibili conseguenze cliniche.

Anche gli sportivi li consumano

L’indagine ha coinvolto adolescenti appartenenti a diversi gruppi, tra cui atleti, ragazzi con disturbi del comportamento alimentare, pazienti ricoverati per altre patologie e un gruppo di controllo composto da soggetti sani. Il consumo precoce è risultato presente in tutti i gruppi. Particolarmente interessante il dato relativo agli sportivi: pur essendo tra i più informati sui possibili effetti indesiderati, come tachicardia, insonnia e ansia, quasi uno su due riferisce di consumare comunque energy drink almeno occasionalmente.

Più informazione e possibili regole

Per la Società Italiana di Pediatria il fenomeno richiede una risposta che combini educazione sanitaria, prevenzione e una riflessione sulle misure normative. Non a caso, oltre un terzo degli adolescenti coinvolti nello studio si è detto favorevole all’introduzione di regole più restrittive per la vendita di queste bevande. “Abbiamo davanti un fenomeno diffuso, precoce e ancora sottovalutato – conclude Agostiniani -. Servono più informazione, maggiore prevenzione e una riflessione seria su possibili misure di tutela. La salute dei nostri ragazzi deve venire prima di qualsiasi strategia commerciale”.

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