Un test non invasivo, basato su microRNA, proteine e ormoni nel sangue, mostra ottime performance diagnostiche e individua numerosi casi di endometriosi che gli esami tradizionali non rilevano
L’endometriosi colpisce circa il 5-10% delle donne in età fertile e fino alla metà di quelle con infertilità. I sintomi più comuni includono dolore pelvico, cicli irregolari, dolore durante i rapporti e disturbi gastrointestinali. Nonostante la diffusione e l’impatto sulla qualità della vita, la diagnosi spesso arriva dopo molti anni. La laparoscopia è lo standard, ma è invasiva e dipende dall’esperienza del chirurgo. Ecografia e risonanza magnetica non sempre individuano le lesioni, causando ritardi diagnostici.
Un test del sangue multi-omico
Per affrontare queste difficoltà, i ricercatori hanno sviluppato un test non invasivo che combina:
I dati vengono analizzati con un algoritmo di machine learning che riconosce pattern complessi tra i biomarcatori, permettendo di distinguere con precisione chi ha l’endometriosi. Lo studio, condotto su coorti internazionali, apre nuove prospettive per la diagnosi precoce e la gestione della malattia.
Risultati promettenti e costanti
Il test è stato eseguito su 298 donne con sospetta endometriosi. Nella coorte di validazione ha ottenuto ottimi risultati: AUC 0,944, sensibilità 80% e specificità 97,5%. Anche considerando le fasi del ciclo mestruale, le prestazioni sono rimaste alte: 0,935 nella fase proliferativa e 0,993 in quella secretiva. Rispetto a ecografia e risonanza magnetica, il test ha individuato oltre il 60% dei casi confermati che gli esami tradizionali non avevano rilevato, dimostrando il suo valore come supporto alla diagnosi.
Verso una diagnosi più rapida e precisa
Il test conferma che l’endometriosi non è solo una malattia locale, ma coinvolge alterazioni molecolari e ormonali sistemiche. La possibilità di rilevare la malattia con un semplice prelievo di sangue può ridurre ritardi diagnostici e migliorare la gestione clinica delle pazienti. Gli autori sottolineano che saranno necessarie ulteriori validazioni su coorti più ampie e diversificate per confermare i risultati e rendere il test utilizzabile su scala più ampia. Questo test multi-omico rappresenta un passo avanti nella diagnostica dell’endometriosi. Può essere usato come strumento di triage o supporto alla diagnosi, aiutando a individuare le donne che potrebbero beneficiare di ulteriori esami o trattamenti. Convalidato su popolazioni internazionali, potrebbe contribuire a percorsi diagnostici più rapidi, precisi e personalizzati, con vantaggi concreti per le pazienti.
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