Dal 2006, tra eventi, formazione e campagne di sensibilizzazione, l’A.P.E. costruisce una rete nazionale che unisce pazienti, professionisti della salute e cittadini
Era il 14 febbraio 2006 quando nasceva l’A.P.E. – Associazione Progetto ENDOMETRIOSI, formata da donne volontarie di tutta Italia determinate a fare informazione e creare consapevolezza su una malattia ancora poco conosciuta. L’endometriosi è una patologia infiammatoria cronica che colpisce circa il 10% delle donne in età fertile in Italia, con sintomi che vanno dai dolori mestruali intensi e dolore durante l’ovulazione, a cistiti ricorrenti, irregolarità intestinali, pesantezza al basso ventre, dolore nei rapporti sessuali e infertilità nel 35% dei casi. Nonostante la sua diffusione, il ritardo diagnostico resta significativo: tra i cinque e gli otto anni, quasi un decennio di sofferenza evitabile. È proprio per colmare questo vuoto che l’A.P.E. ha costruito in vent’anni una rete solida e appassionata, fatta di pazienti, medici e operatori sanitari, con l’obiettivo di dare supporto e strumenti concreti a chi convive con la malattia.
Informazione e prevenzione in tutta Italia
Ogni anno l’associazione organizza eventi informativi, attività nelle scuole e corsi di formazione per ginecologi e professionisti della salute. La collaborazione con medici esperti garantisce aggiornamento e strumenti pratici per migliorare la diagnosi precoce e la gestione dei sintomi. Marzo è il Mese della Consapevolezza sull’ENDOMETRIOSI, e quest’anno le iniziative si moltiplicano su tutto il territorio nazionale. Con la 12esima edizione di “Vetrine Consapevoli”, centinaia di negozi e attività commerciali allestiranno le proprie vetrine con decorazioni rosa e materiali informativi, trasformando le strade di paesi e città in luoghi di informazione accessibile e visibile a tutti.
Una rete che cresce ogni giorno
In vent’anni, l’A.P.E. è diventata un punto di riferimento per le donne, costruendo un percorso di supporto concreto e diffondendo conoscenza su una malattia troppo spesso silenziosa. Dai momenti di formazione alle campagne di sensibilizzazione, ogni iniziativa serve a ridurre i tempi di diagnosi, migliorare la qualità di vita delle pazienti e creare consapevolezza nella società. La sfida continua, ma la strada tracciata dall’A.P.E. dimostra che la divulgazione, unita a solidarietà e professionalità, può fare la differenza nella vita di milioni di donne.
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