Advocacy e Associazioni 19 Febbraio 2026 10:24

Emergency, nel 2025 assistite 10mila persone fragili nei presidi territoriali

Nei presidi fissi e mobili di Emergency erogate oltre 38mila prestazioni. Dati che raccontano le difficoltà di accesso alle cure per le fasce più vulnerabili, tra barriere burocratiche, sociali e territoriali

di I.F.
Emergency, nel 2025 assistite 10mila persone fragili nei presidi territoriali

Sono oltre 10mila le persone appartenenti alle fasce più fragili accolte nel 2025 nei presidi territoriali di Emergency, per un totale di circa 38mila prestazioni sanitarie e socioassistenziali. Un’attività che si sviluppa da anni nelle periferie e nelle aree più vulnerabili del Paese, con ambulatori fissi e mobili attivi dal 2006 in diverse città italiane, da Milano a Napoli, fino a Rosarno e Ragusa. Per l’organizzazione fondata da Gino Strada, questi numeri rappresentano un segnale chiaro: il diritto alla salute, pur sancito dalla Costituzione, incontra ancora ostacoli concreti nella vita quotidiana di molte persone. Gli ambulatori offrono servizi di medicina generale, assistenza infermieristica, supporto psicologico e orientamento sociosanitario gratuito, con un approccio che punta alla presa in carico complessiva della persona. Oltre la metà delle prestazioni riguarda la mediazione culturale, elemento che evidenzia quanto le difficoltà linguistiche e amministrative incidano sull’accesso alle cure.

Accesso alle cure e nuove forme di vulnerabilità

“In un Paese che riconosce la salute come un diritto fondamentale, non è accettabile che così tante persone restino escluse dalle cure – sottolinea Marco Latrecchina, direttore Area Europa dell’Ong -. Succede ogni giorno e a farne le spese sono soprattutto le persone più fragili: donne, anziani, cittadini stranieri o chi vive in condizioni economiche precarie”. Secondo Latrecchina, una parte significativa del problema è legata alla crescente complessità del sistema sanitario: “La salute non è un favore personale e non può dipendere dalla capacità di orientarsi tra moduli e procedure. È un diritto, e come tale va difeso, ogni giorno”. I dati mostrano come l’utenza sia composta prevalentemente da persone tra i 18 e i 40 anni, ma tra i cittadini italiani prevalgono gli over 60, spesso residenti in contesti di isolamento sociale o con difficoltà nell’accesso ai servizi digitali.

La medicina di prossimità come risposta

L’esperienza dei presidi territoriali conferma il ruolo centrale della medicina di prossimità, soprattutto nelle aree dove la carenza di servizi sanitari si intreccia con fragilità economiche e sociali. “Cerchiamo di contrapporre a un sistema che vede il paziente solo come un numero, un altro che lo considera come persona – spiega Sauro Forni, responsabile delle attività sanitarie di Emergency in Italia -. Misurare la pressione non è solo un atto tecnico: è un momento di ascolto, da cui può partire un percorso di cura e di fiducia”. L’Ong lavora anche per rafforzare la collaborazione con Asl, Regioni e Comuni, con l’obiettivo di costruire modelli replicabili di assistenza territoriale integrata.

Barriere invisibili tra burocrazia e condizioni sociali

Dall’analisi delle attività emerge che gli ostacoli all’accesso alle cure si collocano su più livelli: burocratico, economico e geografico. Documenti difficili da ottenere, costi indiretti delle prestazioni, distanze dai servizi sanitari e difficoltà linguistiche rappresentano fattori determinanti. Una quota rilevante degli utenti è costituita da cittadini extra UE con regolare permesso di soggiorno, segno che anche chi ha diritto all’assistenza sanitaria incontra spesso difficoltà concrete nel percorso di cura. Accanto ai bisogni sanitari emergono anche fragilità sociali. Nei presidi con sportelli dedicati, oltre duemila persone hanno richiesto supporto per questioni abitative, lavorative e amministrative, confermando quanto salute e condizioni sociali siano strettamente collegate. Nel complesso, i dati raccolti da Emergency restituiscono l’immagine di un sistema in cui il diritto alla salute resta universale sul piano normativo, ma ancora diseguale nella sua applicazione reale, soprattutto per chi vive ai margini dei servizi.

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