Nella Repubblica Democratica del Congo restano confermati 321 casi di Ebola e 48 decessi, mentre in Uganda i casi accertati sono nove
Mentre proseguono gli sforzi per contenere l’epidemia di Ebola che sta interessando l’Africa centrale, l’Organizzazione mondiale della sanità ha aggiornato il quadro epidemiologico con una significativa revisione dei dati. Il numero dei casi sospetti segnalati nella Repubblica Democratica del Congo è stato infatti drasticamente ridotto, passando da oltre 900 a 116.La revisione non indica una diminuzione dei controlli o della sorveglianza sanitaria, ma riflette il progressivo lavoro di verifica svolto sui casi inizialmente segnalati come possibili infezioni da virus Ebola.
Molti casi esclusi dopo i test
Secondo quanto spiegato dall’Oms, chiunque presenti sintomi compatibili con la malattia o venga individuato attraverso i sistemi di sorveglianza viene classificato inizialmente come caso sospetto in attesa degli accertamenti diagnostici. Una volta effettuati i test, molti di questi pazienti sono stati esclusi dal conteggio perché affetti da altre patologie con manifestazioni cliniche simili nelle fasi iniziali o da episodi febbrili non correlati al virus. La nuova fotografia dell’epidemia mostra quindi 321 casi confermati nella Repubblica Democratica del Congo, con 48 decessi registrati. Nella vicina Uganda i casi confermati sono nove, tra cui una vittima.
L’epidemia dichiarata a maggio
L’epidemia è stata ufficialmente dichiarata il 15 maggio nella provincia di Ituri, nel nord-est della Repubblica Democratica del Congo, una delle aree più fragili del Paese, segnata da anni di instabilità e conflitti. Secondo gli esperti, il virus potrebbe aver circolato per diverse settimane prima dell’identificazione ufficiale del focolaio. Questo aspetto continua a rappresentare una delle principali criticità nella gestione dell’emergenza, poiché rende più complessa la ricostruzione della catena dei contagi.
Anche i decessi sospetti vengono rivalutati
La revisione dei dati ha riguardato non soltanto i casi sospetti, ma anche i decessi inizialmente attribuiti all’epidemia. Nelle precedenti rilevazioni erano stati inclusi 223 decessi sospetti, una categoria che non compare più nei dati aggiornati diffusi dall’Organizzazione mondiale della sanità. Secondo l’agenzia delle Nazioni Unite, la valutazione di questi casi era particolarmente complessa perché riguardava persone decedute anche molto tempo prima e per le quali, in molti casi, non era possibile effettuare accertamenti diagnostici sui resti. Accanto ai dati sui contagi arriva anche una notizia incoraggiante. L’Oms ha infatti segnalato che sei persone risultate positive al virus Ebola durante l’attuale epidemia sono state dichiarate guarite. Un dato ancora limitato, ma che testimonia l’efficacia dell’identificazione precoce dei casi e dell’assistenza clinica garantita ai pazienti.
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