Advocacy e Associazioni 23 Luglio 2026 09:18

Ebola in Congo, Save the Children: “Oltre 180 bambini morti”

L'epidemia di Ebola continua a colpire duramente i più piccoli. Save the Chilldren chiede maggiori finanziamenti per la salute mentale e la protezione dell'infanzia

di Redazione
Ebola in Congo, Save the Children: “Oltre 180 bambini morti”

L’epidemia di Ebola che da maggio interessa l’est della Repubblica Democratica del Congo continua a lasciare un segno profondo sui bambini. Secondo Save the Children, almeno 189 minori sono morti a causa della malattia e migliaia di altri convivono con paura, traumi e gravi conseguenze psicologiche dopo aver assistito a decessi e sofferenze nelle proprie comunità. L’organizzazione umanitaria lancia un nuovo appello alla comunità internazionale affinché aumentino i finanziamenti destinati alla protezione dell’infanzia, al supporto psicosociale e ai servizi di salute mentale, sottolineando come, nell’est del Paese, i bisogni continuino a superare di gran lunga le risorse disponibili.

Oltre 4mila bambini seguiti negli spazi sicuri

Nella provincia dell’Ituri, epicentro dell’epidemia, Save the Children ha attivato 18 spazi a misura di bambino, fissi e mobili, dove oltre 4mila minori ricevono assistenza psicologica e partecipano ad attività educative e ricreative pensate per aiutarli a elaborare il trauma. Attraverso il gioco, il disegno, la lettura, la narrazione di storie, la modellazione dell’argilla e momenti di rilassamento, i bambini vengono accompagnati in un percorso di recupero emotivo. Le attività, precisa l’organizzazione, sono state adattate alle esigenze dell’emergenza sanitaria, con rigorosi protocolli di prevenzione delle infezioni e misure di distanziamento fisico.

Il doppio peso di guerra ed Ebola

Per molti bambini dell’Ituri, l’epidemia rappresenta una seconda emergenza. Molti erano già stati costretti a lasciare le proprie case a causa dei conflitti armati che da anni interessano la regione e oggi si trovano ad affrontare anche la paura del contagio e la perdita di familiari. Gli operatori sul campo riferiscono che la malattia ha modificato profondamente anche le relazioni sociali: molti bambini evitano il contatto ravvicinato con coetanei e adulti e mostrano segni di ansia e isolamento. Secondo gli ultimi dati citati da Save the Children, circa 476 bambini hanno contratto l’Ebola dall’inizio dell’epidemia dichiarata il 15 maggio e i decessi pediatrici rappresentano oltre il 20% delle morti confermate.

Bambini separati dalle famiglie

L’organizzazione segnala inoltre che alcuni minori hanno dovuto essere allontanati temporaneamente dal proprio nucleo familiare dopo che genitori o caregiver si sono ammalati, sono stati posti in isolamento o sono deceduti. “I bambini dell’Ituri portano con sé un enorme fardello emotivo. Molti hanno assistito a episodi di violenza, hanno perso i propri cari a causa dell’Ebola o hanno vissuto ripetuti sfollamenti”, afferma Babou Rukengeza, responsabile della risposta all’Ebola di Save the Children nella Repubblica Democratica del Congo. “Gli spazi a misura di bambino offrono loro un ambiente sicuro dove possono esprimersi, ricostruire la fiducia in se stessi e tornare a essere bambini. Un sostegno socio-emotivo adeguato è fondamentale per evitare conseguenze durature sullo sviluppo, sul benessere e sulla salute mentale”.

L’appello: investire nella salute mentale dei più piccoli

Save the Children ricorda che gli effetti dello stress prolungato e dell’esposizione a eventi traumatici durante l’infanzia possono protrarsi ben oltre la fase acuta dell’emergenza, con ripercussioni sullo sviluppo cognitivo, sul benessere emotivo e sulla salute fisica e mentale. Per questo l’organizzazione rinnova l’appello alla comunità internazionale affinché vengano rafforzati gli investimenti nella protezione dell’infanzia e nei servizi di salute mentale, considerati essenziali quanto le cure mediche per aiutare i bambini a superare le conseguenze dell’epidemia e ricostruire il proprio futuro.

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