L'epidemia da virus Bundibugyo continua a espandersi nella Repubblica Democratica del Congo, dove sono stati confermati 1.460 casi e 452 decessi. In Uganda la trasmissione rimane contenuta, ma l'OMS mantiene alta l'allerta e prosegue il monitoraggio internazionale
L’epidemia di Ebola causata dal virus Bundibugyo continua a rappresentare una grave emergenza sanitaria nella Repubblica Democratica del Congo. Secondo l’ultimo aggiornamento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, riferito al 1° luglio, sono stati registrati 1.460 casi confermati e 452 decessi, numeri che confermano la progressiva diffusione del focolaio in nuove aree del Paese. L’OMS classifica attualmente il rischio come “molto alto”, sottolineando che la trasmissione del virus è ancora attiva e che l’epidemia continua a estendersi in nuove zone sanitarie. A preoccupare è soprattutto la capacità del virus di raggiungere territori finora non coinvolti, complicando ulteriormente le attività di sorveglianza e contenimento. Diversa, almeno per il momento, la situazione nella vicina Uganda, dove sono stati confermati 20 casi, con due decessi e un ulteriore caso probabile risultato fatale. Dei casi confermati, quindici sono stati importati dalla Repubblica Democratica del Congo, mentre i restanti cinque riguardano contatti stretti, tra cui alcuni operatori sanitari. Nonostante la trasmissione sia ancora circoscritta, l’OMS considera alto il rischio per il Paese a causa degli intensi collegamenti transfrontalieri. Tra gli episodi monitorati dall’Organizzazione rientra anche il caso di un medico rientrato recentemente in Francia dopo una missione nella Repubblica Democratica del Congo. Le autorità sanitarie riferiscono che il professionista è in condizioni stabili e non presenta febbre né manifestazioni emorragiche caratteristiche della malattia, ma continua a essere seguito secondo i protocolli previsti.
Prosegue la risposta sanitaria
Sul campo proseguono le attività di contenimento dell’epidemia, nonostante le difficoltà legate ai conflitti armati presenti in alcune aree del Congo e al consistente numero di persone sfollate. Al 1° luglio erano stati identificati e posti sotto sorveglianza quasi 11 mila contatti di persone risultate positive, un’attività fondamentale per interrompere la catena dei contagi. Nei giorni scorsi è stato inoltre annunciato l’avvio della prima sperimentazione clinica di due farmaci contro il virus Ebola Bundibugyo, un passaggio che potrebbe ampliare le opzioni terapeutiche disponibili per una variante del virus per la quale le evidenze cliniche sono ancora limitate. L’OMS continua infine a non raccomandare restrizioni ai viaggi o agli scambi commerciali con la Repubblica Democratica del Congo e l’Uganda. L’Organizzazione ribadisce tuttavia che la situazione viene monitorata costantemente e che eventuali aggiornamenti delle raccomandazioni saranno valutati in base all’evoluzione dell’epidemia.
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