Il sonno femminile cambia nel corso della vita: ormoni, gravidanza e menopausa influenzano la qualità del riposo, rendendo più frequenti insonnia e risvegli notturni
Un’indagine realizzata da Synlab, presso l’Ambulatorio per i disturbi del sonno di Synlab Data Medica di Padova, ha analizzato il sonno femminile nelle diverse fasi della vita, dalla gravidanza alla menopausa. Lo studio, diffuso in occasione della Giornata mondiale del sonno, che si celebra il secondo venerdì di marzo, quest’anno il 13 marzo 2026, ha coinvolto centinaia di donne monitorando difficoltà ad addormentarsi, risvegli frequenti e altri disturbi notturni. I risultati mostrano come oscillazioni di estrogeni e progesterone siano determinanti nella regolazione del riposo e quanto i cambiamenti fisiologici e culturali possano influenzare la gestione dei disturbi del sonno, incluse le apnee notturne spesso sottovalutate.
L’insonnia femminile tra stress e ormoni
L’insonnia si manifesta con difficoltà ad addormentarsi, risvegli precoci o sonno frammentato, e può avere molteplici cause: stress, ansia, cattive abitudini, condizioni mediche o fattori ambientali. Le donne risultano più vulnerabili rispetto agli uomini, principalmente per le oscillazioni ormonali che influiscono direttamente sui meccanismi neurofisiologici del sonno. Quando estrogeni e progesterone variano, il riposo diventa leggero e discontinuo. Riconoscere tempestivamente il problema è fondamentale per intervenire con igiene del sonno, tecniche di rilassamento, supporto psicologico e trattamenti mirati.
Gravidanza: il sonno che cambia con il corpo
Durante la gravidanza, i cambiamenti ormonali e fisici influenzano in modo significativo la qualità del sonno. Nel primo trimestre, alcune donne sperimentano sonnolenza o difficoltà ad addormentarsi; nel terzo trimestre, il sonno tende a frammentarsi a causa dell’aumento del volume corporeo e di disturbi come la sindrome delle gambe senza riposo, favorita da carenze di ferro. Questi fattori riducono la qualità del riposo e possono avere un impatto sul benessere fisico e psicologico della futura madre.
Menopausa e transizione: sonno fragile e risvegli frequenti
La menopausa e la fase di transizione che la precede sono momenti critici per il sonno femminile. Le oscillazioni ormonali irregolari provocano risvegli frequenti, sonno frammentato, vampate e sudorazioni notturne, influendo anche sull’umore: irritabilità, sbalzi d’umore e, in alcuni casi, disturbi depressivi. A spiegare il ruolo della transizione ormonale è Giorgia Chinaglia, neurologa ed esperta del sonno Aims (Associazione Italiana di Medicina del Sonno) e responsabile dell’Ambulatorio per i disturbi del sonno presso Synlab Data Medica Padova. “Non è tanto l’arrivo della menopausa a creare difficoltà, quanto gli anni di transizione in cui il sonno perde continuità. La qualità del riposo peggiora e, proprio perché estrogeni e progesterone partecipano alla promozione del sonno profondo, la loro riduzione rende le donne più vulnerabili ai disturbi notturni”.
Apnee notturne femminili: sottovalutate e poco trattate
Oltre all’insonnia, un altro disturbo spesso trascurato nelle donne sono le apnee notturne. Sebbene più frequenti negli uomini, nei soggetti femminili i sintomi principali includono insonnia, stanchezza diurna e risvegli frequenti, mentre il russamento può non essere evidente. Dopo la menopausa l’incidenza si avvicina a quella maschile, con conseguenze cardiovascolari e sulla qualità della vita.
La terapia più efficace rimane la Cpap, ma molte donne non la adottano per motivi estetici, psicologici o culturali. Strategie innovative come le “4 T” – telemedicina, supporto dedicato, tracciabilità e personalizzazione – puntano a migliorare la compliance e garantire un uso costante e realmente efficace del trattamento.
Come migliorare il sonno femminile
Affrontare l’insonnia, dunque, richiede un approccio multifattoriale: curare le abitudini di sonno, gestire stress e ansia, monitorare disturbi fisici e ormonali e ricorrere a trattamenti specifici. Conoscere il ruolo degli ormoni e i cambiamenti fisiologici permette interventi mirati, migliorando il riposo e prevenendo conseguenze psicofisiche a lungo termine.
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