È “Donne e diabete, il nostro diritto a un futuro in salute” il tema scelto quest’anno dalla Idf, International diabetes federation, per la Giornata mondiale del diabete, in programma, come sempre, il 14 novembre.
Il World diabetes day, lanciato nel 1991 da Idf e Oms, è la più grande campagna mondiale di informazione e sensibilizzazione sul diabete e coinvolge più di un miliardo di persone in oltre centosessanta Paesi (compresa, naturalmente, l’Italia), dove ogni anno si svolgono manifestazioni di vario tipo (convegni, screening glicemici nelle piazze, ma anche spettacoli e iniziative originali) per richiamare l’attenzione di tutti, popolazione e istituzioni, sull’emergenza diabete e sulla necessità di combatterla attraverso conoscenza, prevenzione, piani sanitari, azioni comuni tra associazioni e tra Stati. La Giornata è il culmine di un lavoro condotto per tutto l’anno con iniziative e attività di comunicazione e studio e si focalizza ogni 14 novembre su uno specifico tema. Un cerchio blu è dal 2007 il logo simbolo della Giornata mondiale, che dal 2006 è stata ufficialmente riconosciuta come “Giornata delle Nazioni unite” grazie a una risoluzione dell’Onu.
Quest’anno Idf (autorevole federazione internazionale sotto il cui ombrello operano oltre 230 associazioni di diabetici e diabetologi di 165 Paesi) ha eletto le donne con il diabete quale tema centrale, perché la popolazione femminile vive la condizione diabetica in maniera particolare, per diverse ragioni sia sociali, sia biologiche. (Argomenti connessi alla problematica delle donne con diabete e del “diabete di genere” in Italia sono stati trattati qui, qui e qui).
Nel mondo una donna su dieci convive con il diabete. Molte di loro non hanno pieno accesso a educazione, cure e assistenza.
Lo slogan del World Diabetes Day 2017 è appunto “Donne e diabete – Il nostro diritto a un futuro in salute” (“Women and diabetes – our right to a healthy future”). Idf ricorda che oggi nel mondo una donna su dieci ha il diabete e dedica questa campagna a promuovere l’impegno a garantire pieno, agevole e paritario accesso, per le donne con diabete e per quelle a rischio, ai farmaci, alle tecnologie medicali, all’educazione all’autogestione, all’informazione, al rafforzamento della capacità individuali di prevenire l’insorgenza del diabete di tipo 2 (la forma di diabete che può essere prevenuta, diversamente dal tipo 1). Condizioni che oggi non si possono certo considerare acquisite per tutte le donne del mondo.
Oggi vi sono in tutto il mondo quasi 200 milioni di donne con diabete. Nel 2040 potrebbero diventare 313.
Idf cita alcuni numeri e dati che fotografano bene lo scenario della tematica “Donne e diabete”.
Le problematiche connesse alla gravidanza rappresentano una assoluta specificità femminile che deve essere affrontata, raccomanda Idf, con appositi servizi di assistenza mirata, per aiutare la futura mamma a ridurre i rischi per sé stessa e per il bambino, con una speciale attenzione al diabete gestazionale (sul quale potete leggere articoli qui e qui).
In un caso su sette la donna in gravidanza ha un diabete gestazionale. Idf raccomanda azioni per proteggere la salute della madre e del figlio, rafforzando l’accesso allo screening, alle cure e all’educazione sanitaria.
Su questo importante tema Idf fornisce ulteriori significative cifre e considerazioni fattuali.
Di fronte a tutti questi dati, Idf raccomanda l’adozione di strategie di prevenzione sistematiche, che permettano di seguire da vicino le donne prima e durante la gravidanza per gestire nel modo migliore il percorso, prevenire i rischi, consolidare la capacità della donna di praticare comportamenti sani e stili di vita corretti e salutari. Le raccomandazioni sono dunque rivolte sia ai servizi sanitari, che devono approntare e assicurare opportune strategie di prevenzione, controllo e assistenza, sia alle donne, che devono imparare a prendersi correttamente cura di sé stesse.
Secondo Idf, tutto questo si può e si deve fare e ne vale la pena, per una serie di buone ragioni. Eccole.
Ecco perché -afferma Idf- donne e ragazze devone essere sostenute consentendo loro un agevole ed equo accesso alla conoscenza e alle risorse per rafforzare la loro capacità di prevenire il diabete di tipo 2 nelle loro famiglie e di salvaguardare meglio la loro stessa salute.
Una ulteriore fondamentale raccomandazione di Idf riguarda la necessità di promuovere l’esercizio fisico nelle ragazze e nelle adolescenti, particolarmente nei Paesi in via di sviluppo, perche questa deve diventare una priorità nella prevenzione del diabete.
Chi conosca l’inglese e volesse approfondire può leggere qui.