Salute 29 Gennaio 2024 11:32

Dolore addominale funzionale: ne soffrono tre bambini su 10. Staiano (Sip): “Non va trascurato”

Il mal di pancia nei bambini non è banale e "può incidere negativamente sul benessere e sulla qualità di vita". Al via una campagna sanitaria europea sul dolore addominale funzionale per aumentarne la consapevolezza. Presentata oggi al Ministero della Salute
Dolore addominale funzionale: ne soffrono tre bambini su 10. Staiano (Sip): “Non va trascurato”

“Se tuo figlio lamenta un dolore localizzato prevalentemente intorno all’ombelico, che si manifesta per almeno quattro giorni al mese e per almeno due mesi consecutivi, allora potrebbe trattarsi di dolore addominale funzionale”. L’avvertimento arriva dalla Presidente della Società Italiana di Pediatria, Annamaria Staiano, in occasione della una campagna sanitaria lanciata oggi, in tutta Europa, per aumentare la consapevolezza sul dolore addominale funzionale.

Incidenza e sintomi

“Il dolore addominale funzionale colpisce tre bambini su 10 in età scolare, ed è la prima causa di assenze scolastiche in tutto il mondo – continua la presidente Staiano, in un’intervista a Sanità Informazione -. Oltre al  dolore addominale il bambino potrà lamentare mal di testa, stordimento, stanchezza, dolore agli arti e nausea”. Eppure, nonostante la frequenza degli attacchi e i sintomi variegati, il dolore addominale funzionale è una condizione benigna che nell’80% dei casi si risolve entro due anni dal consulto medico.

Come si fa la diagnosi

“Tuttavia – aggiunge la pediatra  – non va trascurato: può incidere negativamente sul benessere e sulla qualità di vita del bambino e può allarmare non poco le mamme ed i papà”. Per diagnosticarlo bastano pochi esami ematici e delle feci, oltre all’anamnesi del pediatra: “Semplici analisi del sangue e delle feci ed un consulto con il proprio pediatra di fiducia – continua la presidente Staiano – sono sufficienti affinché possano essere escluse altre patologie, come la celiachia o altre malattie acute e/o croniche a carico dell’intestino”.

Le Società promotrici

Si tratta del disturbo più comune descritto dai pediatri e, pur non avendo una causa organica, comporta frequentemente l’esecuzione di indagini non necessarie, visite mediche ripetute, giorni di scuola e di lavoro persi, depressione e ansia. Ed è proprio per evitare che la vita sociale e scolastica dei bambini sia compromessa e che i loro genitori ne subiscano le conseguenze in termini di eccessiva preoccupazione che la Società Europea di Gastroenterologia, Epatologia e Nutrizione Pediatrica (ESPGHAN), in collaborazione con le Società Pediatriche Generali e le Società Nazionali di Gastroenterologia, Epatologia e Nutrizione Pediatrica (PGHAN), ha promosso una campagna sanitaria in tutta Europa. Iniziativa che in Italia è stata realizzata in collaborazione con la Società Italiana di Pediatria (SIP) e con la Società Italiana di Gastroenterologia Epatologia e Nutrizione Pediatrica (SIGENP).

La Campagna europea

La campagna di comunicazione, presentata in Italia oggi al Ministero della Salute, prevede anche la distribuzione di volantini, poster, brochure e un fumetto, nelle varie lingue europee, sia direttamente ai pediatri, che attraverso i canali social e sul sito della Società Italiana di Pediatria. “Questa campagna è un progetto di estrema importanza per la necessità di una migliore conoscenza della problematica con percorsi diagnostici ottimizzati e gestione condivisa dei bambini con disordine funzionale gastrointestinale tra centro specialistico e territorio. La SIGENP – dice il Presidente della stessa Società, Claudio Romano – è da anni impegnata su questo fronte attraverso progetti di ricerca e di formazione per i giovani medici”.

Quello che c’è da sapere: diagnosi e sintomi

Il dolore addominale funzionale è diagnosticato sulla base dei criteri di Roma, una serie di linee guida utilizzate dai medici per diagnosticare e trattare i disturbi gastrointestinali funzionali. Questi criteri stabiliscono che la diagnosi debba prevedere quanto segue: dolore di tipo episodico o continuo che dura almeno quattro giorni al mese per almeno due mesi, dolore che si presenta non soltanto in concomitanza con l’alimentazione o il ciclo mestruale, non soddisfa i criteri relativi ad altri disturbi gastrointestinali funzionali e non corrisponde a un’altra condizione medica.  “In merito alla gestione e alla diagnosi del dolore addominale funzionale, si sottolinea l’importanza di evitare la sovradiagnosi e il rischio che il bambino sia sottoposto a procedure diagnostiche invasive e non necessarie. Nonostante non vi sia una causa organica – spiega la presidente Staiano – l’individuazione tempestiva della condizione, il sostegno e le rassicurazioni al bambino colpito e alla sua famiglia, nonché l’eventuale integrazione di altri trattamenti,  aiuteranno la maggior parte dei  bambini a stare meglio.

Una condizione benigna da non sottovalutare

“Anche se si tratta di una condizione benigna, sottovalutare i sintomi può peggiorare la situazione – afferma la Presidente della Società Italiana di Pediatria -. È importante incoraggiare i bambini e i ragazzi a continuare a svolgere le normali attività come andare a scuola, fare attività fisica, uscire con gli amici: ciò può distrarli e alleviare i sintomi. È importante inoltre aiutarli a mantenere un buon ritmo del sonno e una corretta alimentazione e rassicurarli sul fatto che il dolore non ha una causa grave, ed è temporaneo. Il dolore addominale funzionale può essere causato dallo stress e, a sua volta, provocarlo: il consiglio, quindi, – conclude la pediatra – è parlare con i bambini e i ragazzi di ciò che crea loro preoccupazioni e ansie”.

 

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