La SINU avverte sui rischi di alcune indicazioni per la salute pubblica, mentre l’AIGO segnala confusione nei messaggi, pur riconoscendo l’importanza dei cibi poco processati
Le nuove Dietary Guidelines for Americans 2025-2030 puntano a contrastare il consumo eccessivo di alimenti pronti e zuccheri aggiunti, promuovendo un ritorno ai cibi poco processati. Tuttavia, gli esperti della SINU sottolineano che alcune raccomandazioni rischiano di generare confusione, non considerando differenze di età, sesso, stato nutrizionale o stile di vita. In particolare, mentre negli Stati Uniti fino al 60% dell’energia proviene da alimenti pronti, in Italia la quota è del 20%. Pertanto, la sola promozione del cibo “naturale” non basta senza politiche culturali e alimentari adeguate.
Piramide capovolta e aumento delle proteine
Le linee guida propongono una piramide capovolta, con un aumento delle proteine, soprattutto di origine animale. La SINU mette in guardia: “L’incremento fino a 1,2-1,6 g/kg di peso corporeo, senza distinguere tra fonti vegetali e animali, può avere implicazioni negative a lungo termine”. Le evidenze scientifiche continuano a indicare che proteine vegetali e pesce sono più salutari rispetto a diete ricche di carne rossa. Altro elemento critico riguarda la liberalizzazione del consumo di carne, latte intero, formaggi stagionati e burro. Gli esperti avvertono che l’aumento del colesterolo HDL non compensa l’incremento del rischio cardiovascolare legato ai grassi saturi. Le principali linee guida internazionali raccomandano invece di privilegiare i grassi insaturi. Le linee guida accompagnano il documento con la piramide capovolta, ma la rappresentazione grafica non è chiara: non indica frequenze di consumo quotidiane o settimanali. Inoltre, legumi e cereali integrali risultano poco rappresentati o collocati in posizioni contraddittorie rispetto alle raccomandazioni testuali.
Aspetti condivisibili delle LG 2026 includono:
Restano invece critici la mancanza di attenzione agli impatti ambientali e socioeconomici e la metodologia di revisione non indipendente, che rischiano di ridurre l’efficacia delle linee guida. La SINU ricorda l’importanza della Dieta Mediterranea, patrimonio immateriale dell’umanità, che coniuga biodiversità, convivialità e sostenibilità. Diffondere la piramide USA senza commento potrebbe generare scelte alimentari non salutari, vanificando il lavoro dei professionisti sanitari italiani.
Il commento di AIGO: più confusione che svolta
L’AIGO (Associazione Italiana Gastroenterologi ed Endoscopisti Digestivi) definisce le nuove linee guida statunitensi più un messaggio confuso che una rivoluzione. Secondo il dott. Maurizio Vinti, presidente eletto AIGO Sicilia, “la piramide capovolta è disallineata rispetto ai testi, rischiando di indebolire anche i messaggi corretti le quantità elevate di proteine e latticini interi non trovano solide evidenze scientifiche il recupero di burro e grassi animali è ambiguo senza indicazioni chiare sulle porzioni”. Concordano invece con l’invito a privilegiare i “cibi veri” e a ridurre zuccheri, farine raffinate e cibi ultra-processati. “Questo documento non va demonizzato, ma nemmeno celebrato come una rivoluzione. La salute pubblica ha bisogno di messaggi chiari e scientificamente solidi”, conclude Vinti.
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