Un’alimentazione salutare e un’attività fisica regolare riducono significativamente il rischio di morte per malattie epatiche correlate all’abuso di alcol, anche tra i forti bevitori e i consumatori occasionali compulsivi. Lo rivela uno studio guidato da Rory Appleton, dell’Indiana University School of Medicine, pubblicato sul Journal of Hepatology. La ricerca ha analizzato come la qualità della dieta e i livelli di attività fisica influenzino il rischio di mortalità epatica attribuibile al consumo di alcol su una vasta coorte multietnica statunitense di 60.334 adulti. Nonostante oltre la metà degli adulti negli Stati Uniti consumi alcol regolarmente e circa 178.000 persone muoiano ogni anno a causa del consumo eccessivo, la ricerca dimostra che stili di vita salutari possono attenuare molto il danno epatico.
In particolare, i risultati mostrano che l’attività fisica riduce la mortalità epatica rispettivamente del 36% e del 69% tra forti bevitori e bevitori occasionali, mentre una dieta sana comporta riduzioni dell’84-86% in questi gruppi. Lo studio ha classificato i partecipanti in base al consumo di alcol, leggero, moderato, forte, e ha valutato la qualità della dieta con l’Healthy Eating Index. Una dieta associata a minor rischio epatico è caratterizzata da alto consumo di verdura, frutta, cereali integrali, frutti di mare, proteine vegetali e grassi sani, con riduzione dell’apporto di calorie da grassi saturi, zuccheri aggiunti e alcol. Le donne risultano più vulnerabili alla mortalità epatica da alcol ma traggono maggiore beneficio dall’attività fisica e dalla dieta sana rispetto agli uomini.
Inoltre, le persone economicamente svantaggiate sono esposte a fattori di rischio combinati: consumo elevato di alcol, dieta povera e scarsa attività fisica, aumentando il rischio di mortalità epatica. Naga Chalasani, ricercatore principale presso la Indiana University School of Medicine, ha evidenziato l’importanza di questa analisi combinata di abitudini alimentari e movimento nella comprensione e prevenzione del rischio epatico legato all’alcol, offrendo una visione più dettagliata dei fattori di protezione e rischio a livello di popolazione.
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