Uno studio pubblicato sul Journal of the Endocrine Society suggerisce che una dieta ricca di grassi e povera di carboidrati può migliorare la funzione delle cellule beta nei pazienti con diabete di tipo 2
Una dieta ricca di grassi e povera di carboidrati potrebbe aiutare a migliorare il controllo del diabete di tipo 2, andando persino a incidere sui meccanismi alla base della malattia. A indicarlo è uno studio pubblicato sul Journal of the Endocrine Society e condotto dai ricercatori della University of Alabama at Birmingham. Il risultato, a prima vista controintuitivo, suggerisce che ridurre drasticamente i carboidrati – e non i grassi – possa alleggerire il carico di lavoro del pancreas e migliorare la funzione delle cellule che producono insulina.
Lo studio: 12 settimane per cambiare la funzione delle cellule beta
La ricerca ha coinvolto 51 persone con diabete di tipo 2, con un’età media di circa 55 anni, suddivise in due gruppi: uno sottoposto a dieta chetogenica e l’altro a una dieta povera di grassi. Dopo 12 settimane, i ricercatori hanno osservato che la dieta chetogenica determinava una riduzione più marcata del rapporto tra proinsulina e peptide C, un indicatore considerato affidabile dello stress delle cellule beta pancreatiche. Questo significa, in termini semplici, che il pancreas lavorava in condizioni migliori, con una maggiore efficienza nella produzione di insulina.
Perché ridurre i carboidrati aiuta il pancreas
Nel diabete di tipo 2, le cellule beta sono costrette a produrre grandi quantità di insulina per compensare l’aumento della glicemia. Nel tempo, questo “superlavoro” porta a un progressivo esaurimento della loro funzione. La dieta chetogenica, riducendo l’apporto di carboidrati a meno del 10% delle calorie totali, abbassa i picchi glicemici dopo i pasti e riduce la richiesta di insulina. In questo modo, il pancreas viene “messo a riposo”. I dati dello studio suggeriscono che questo effetto si traduce in una minore secrezione di proinsulina — una forma immatura dell’insulina — e quindi in un miglioramento complessivo della funzione delle cellule beta.
Un possibile nuovo strumento terapeutico
I risultati mostrano che la dieta chetogenica può ridurre lo stress pancreatico in misura maggiore rispetto a una dieta povera di grassi, anche a parità di peso corporeo. Un elemento rilevante, perché indica che i benefici non dipendono solo dal dimagrimento, ma anche dalla composizione della dieta. “Al momento, a parte la chirurgia bariatrica e la perdita di peso, non esistono interventi efficaci per migliorare la funzione delle cellule beta”, sottolinea la coordinatrice dello studio, Marian Yurchishin. In questo contesto, l’approccio nutrizionale potrebbe rappresentare una nuova opzione da esplorare.
I limiti e le prospettive future
Gli autori invitano comunque alla cautela. Lo studio ha coinvolto un numero limitato di partecipanti e una durata relativamente breve. Saranno necessari ulteriori approfondimenti per confermare i risultati e capire se gli effetti si mantengono nel tempo. Resta però un dato importante: intervenire sulla qualità dei nutrienti, e in particolare sulla quota di carboidrati, potrebbe avere un impatto diretto sulla salute del pancreas. Un aspetto che apre nuove prospettive nella gestione del diabete di tipo 2, sempre più orientata verso strategie personalizzate e integrate.
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