Salute 24 Febbraio 2026 11:22

Diabete di tipo 2: il fattore nascosto nel cromosoma Y

Uno studio su larga scala mostra che variazioni ereditarie e perdita somatica del cromosoma Y contribuiscono al rischio di diabete di tipo 2 negli uomini, con differenze significative tra popolazioni europee e asiatiche.

di Arnaldo Iodice
Diabete di tipo 2: il fattore nascosto nel cromosoma Y

Uno studio pubblicato su Nature Medicine ha portato alla luce un elemento finora sottovalutato nella comprensione del diabete maschile: il cromosoma Y. I ricercatori hanno dimostrato che variazioni genetiche sia ereditarie sia acquisite nel corso della vita su questo cromosoma influenzano il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2. L’analisi ha coinvolto centinaia di migliaia di individui maschi provenienti da grandi database biomedici internazionali, in modo da mettere in relazione assetti genetici paterni e perdita somatica del cromosoma con l’incidenza della malattia.

Il risultato è chiaro: il cromosoma Y non è un semplice determinante del sesso biologico, ma partecipa attivamente alla regolazione di processi metabolici complessi, con effetti misurabili sulla salute pubblica.

Il cromosoma Y oltre la determinazione sessuale: genetica, regolazione e metabolismo

Per decenni il cromosoma Y è stato considerato geneticamente povero e funzionalmente limitato. Questa ricerca ribalta l’impostazione tradizionale mostrando che le sue varianti regolano l’espressione di geni coinvolti nell’infiammazione, nel metabolismo glucidico e nella funzione cellulare. Gli studiosi hanno analizzato sia la componente “germinale”, cioè trasmessa di padre in figlio attraverso specifici aplogruppi, sia la componente “somatica”, ossia la perdita parziale o totale del cromosoma in alcune cellule del sangue con l’avanzare dell’età (fenomeno noto come LOY, loss of Y).

Incrociando i dati genetici con parametri clinici e metabolici, è emerso che alcune configurazioni del cromosoma Y modulano il rischio diabetico indipendentemente dai tradizionali fattori autosomici. Questo significa che non si tratta solo di predisposizione familiare generica o stile di vita, ma di un meccanismo biologico specifico legato al patrimonio genetico maschile. È un passaggio concettuale importante: riconoscere che le differenze tra i sessi non sono solo ormonali o comportamentali, ma possono essere radicate nella regolazione cromosomica fine dei circuiti metabolici.

Differenze tra popolazioni: quando la genetica incontra il contesto

Un aspetto particolarmente interessante riguarda la diversa associazione tra perdita del cromosoma Y e rischio metabolico in popolazioni differenti. I dati provenienti da Biobank Japan e UK Biobank mostrano infatti un andamento non sovrapponibile. In alcuni gruppi asiatici la perdita somatica del cromosoma Y è correlata a un aumento significativo del rischio di diabete, mentre in campioni europei l’effetto appare attenuato o persino inverso.

Questa divergenza suggerisce un’interazione complessa tra assetto genetico, ambiente, dieta e storia evolutiva delle popolazioni. Non basta quindi individuare una variante: occorre comprenderne il contesto biologico e demografico. È una lezione importante per la medicina di precisione, che non può basarsi su modelli universali senza considerare le differenze genetiche tra gruppi umani.

I meccanismi cellulari: cosa succede nelle cellule metaboliche

Lo studio ha integrato dati genomici con analisi funzionali, mostrando che la perdita del cromosoma Y può influenzare il comportamento di specifici tipi cellulari coinvolti nella regolazione del glucosio. In particolare, alcune cellule del sistema immunitario e potenzialmente anche cellule pancreatiche mostrano alterazioni nei percorsi di segnalazione quando manca il contributo regolatorio del cromosoma Y.

Queste modifiche possono tradursi in una maggiore infiammazione sistemica o in una ridotta efficienza nella gestione dell’insulina, due meccanismi chiave nello sviluppo del diabete di tipo 2. Non si tratta quindi di un’associazione statistica astratta, ma di un possibile effetto biologico diretto. Il passo successivo sarà chiarire quali geni specifici del cromosoma Y esercitino questa funzione modulatrice e se esistano bersagli terapeutici potenzialmente sfruttabili.

Implicazioni cliniche e prospettive future

Le implicazioni sono concrete. Se la variabilità del cromosoma Y contribuisce in modo misurabile al rischio metabolico, allora i modelli predittivi per il diabete negli uomini dovranno includere anche questo parametro. Ciò potrebbe migliorare la stratificazione del rischio, anticipare interventi preventivi e personalizzare le strategie terapeutiche.

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