Nutri e Previeni 12 Gennaio 2026 13:52

Diabete, dalle feste alla routine: come iniziare l’anno senza mettere a rischio la glicemia

La Società Italiana di Diabetologia invita a evitare diete drastiche, digiuni improvvisati e programmi “tutto o niente”, puntando su cambiamenti sostenibili, controllo glicemico e adesione alle terapie

di I.F.
Diabete, dalle feste alla routine: come iniziare l’anno senza mettere a rischio la glicemia

Gennaio è tradizionalmente il mese dei buoni propositi. Dopo le feste, le agende si riempiono di intenzioni salutari: diete lampo, percorsi detox, iscrizioni in palestra a tappeto. Ma per chi convive con il diabete – o ha fattori di rischio – queste strategie possono trasformarsi in “false partenze” e creare più danni che benefici. “Le diete lampo, i digiuni improvvisati e i programmi ‘tutto o niente’ non solo sono difficili da seguire, ma possono risultare controproducenti, se non pericolosi, per il controllo della glicemia”, avverte la professoressa Raffaella Buzzetti, presidente della Società Italiana di Diabetologia (SID). Secondo gli esperti, il corpo dopo le vacanze non ha bisogno di punizioni, ma di un ritorno graduale all’equilibrio: pasti regolari, scelte alimentari consapevoli e movimento quotidiano.

Cambiamenti graduali e sostenibili

Uno dei concetti chiave è la gradualità. Piccoli cambiamenti ripetuti nel tempo – come ridurre bevande zuccherate, cucinare a casa o camminare di più – hanno un impatto molto più consistente sul controllo glicemico rispetto a soluzioni drastiche e improvvise. Anche l’attività fisica va integrata nella routine senza esagerare. Non serve iscriversi in palestra e seguire corsi intensivi per pochi giorni: più efficace è camminare quotidianamente e ridurre il tempo passato seduti.

Alcol e sensi di colpa: un approccio equilibrato

Gennaio è anche il momento di ridurre il consumo di alcol dopo le feste. “Evitare l’alcol aiuta il controllo glicemico, riduce il rischio di ipoglicemie e aumenta la sicurezza, soprattutto in chi assume farmaci o insulina”, spiega Buzzetti. Allo stesso tempo, evitare i sensi di colpa a tavola è fondamentale. Punirsi per gli eccessi festivi non aiuta né la salute fisica né quella mentale. Al contrario, obiettivi realistici e gentilezza verso se stessi favoriscono l’aderenza alle terapie e il mantenimento delle abitudini salutari nel lungo periodo.

Adesione alle terapie: il buon proposito più importante

Tra i propositi del nuovo anno, quello prioritario è l’aderenza alle terapie. Assumere correttamente i farmaci, rispettare tempi e modalità prescritte dal medico e non sospendere mai le cure di propria iniziativa ha un impatto sulla salute decisamente maggiore di qualsiasi dieta alla moda”, sottolinea la Presidente SID. Il vero buon proposito non è inseguire la perfezione, ma costruire equilibrio quotidiano, basato su scelte concrete e sostenibili, suggerite dal proprio medico. Solo così i risultati possono durare fino al prossimo dicembre, evitando scorciatoie rischiose e mantenendo sotto controllo la glicemia. “Per chi convive con il diabete – conclude Buzzetti – il miglior obiettivo è giorno dopo giorno costruire un equilibrio possibile e realistico. Le scorciatoie non funzionano e, in alcuni casi, possono rivelarsi pericolose”.

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy 2030

Dati clinici e “dati di esperienza”: così Novartis porta la voce dei pazienti dentro le decisioni

Dalle barriere organizzative al burden su caregiver: l’advocacy come leva per una valutazione più completa del valore e per percorsi di cura più equi. Chiara Gnocchi per Advocacy 2...
di Corrado De Rossi Re
Advocacy e Associazioni

Giornata Mondiale del Malato: “Il prendersi cura sia responsabilità condivisa”

Il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere la cura oggi. Un invito alla compassione che diventa responsab...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Fibromialgia nei LEA, FIRA: “Un passo avanti, ma resta cruciale migliorare la diagnosi”

L’inserimento della fibromialgia nei LEA rappresenta un primo riconoscimento istituzionale per i pazienti, ma resta cruciale migliorare diagnosi, percorsi di cura e personalizzazione terapeutica
di I.F.
Pandemie

Long Covid e cervello: il ruolo dell’infezione nelle complicanze neurologiche e psicologiche

Una collaborazione tra il Centro di ricerca coordinata Aldo Ravelli dell’Università Statale di Milano e università internazionali come Yale, University of California e University o...
di Viviana Franzellitti