Prevenzione 17 Marzo 2026 11:43

Demenza, in Italia ne soffrono quasi un milione e mezzo di persone: siglato protocollo per la prevenzione

Intesa tra la Società italiana di neurologia, la Croce Rossa e la Fondazione Aletheia per la campagna nazionale “Salute del cervello: prevenzione, politiche, prospettive”. Intervenire sui fattori di rischio potrebbe ridurre l’incidenza della demenza fino al 45%

di Redazione
Demenza, in Italia ne soffrono quasi un milione e mezzo di persone: siglato protocollo per la prevenzione

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, i disturbi neurologici interessano 3,4 miliardi di persone nel mondo e rappresentano la principale causa di cattiva salute e disabilità. In Italia il peso della demenza è destinato a crescere rapidamente: oggi sono oltre 1,4 milioni le persone affette, un numero che potrebbe raggiungere circa 2,2 milioni entro il 2050, con un incremento del 54%, secondo Alzheimer Europe. Il protocollo per la prevenzione Per contrastare questa emergenza, la Società italiana di neurologia (Sin), la Croce Rossa italiana e la Fondazione Aletheia hanno firmato oggi al Senato un protocollo d’intesa. L’iniziativa è stata presentata durante un convegno promosso dalla senatrice Tilde Minasi, in occasione della Settimana del cervello. Il documento dà il via alla campagna nazionale “Salute del cervello: prevenzione, politiche, prospettive”, con l’obiettivo di promuovere interventi concreti per ridurre il rischio di demenza.

Intervenire sui fattori di rischio

Questo protocollo nasce dalla volontà di portare la prevenzione neurologica allo stesso livello di ciò che il nostro Paese ha già saputo fare per le malattie oncologiche o cardiovascolari. Le evidenze indicano che intervenire sui fattori di rischio — ipertensione, diabete, obesità, inattività fisica, fumo, perdita uditiva non trattata, isolamento sociale e inquinamento — potrebbe ridurre il rischio di demenza fino al 45%”, spiega Mario Zappia, presidente della Sin, sottolineando l’importanza di agire tempestivamente. Un altro elemento chiave nella prevenzione riguarda l’alimentazione: “L’apparato digerente è come un secondo cervello e i nostri due cervelli dialogano tra loro. Oggi sappiamo che un consumo di alimenti ultraprocessati determina alcune malattie, tra cui quelle neurologiche. Da clinico mi preoccupo sapendo che molti dei nostri ragazzi assumono il 50% delle calorie da alimenti ultraprocessati: se noi ci nutriamo male da piccoli, poi avremo delle conseguenze negative per tutta la nostra vita”, aggiunge Antonio Gasbarrini, direttore scientifico del Gemelli e presidente del comitato scientifico della Fondazione Aletheia.

Il ruolo delle Istituzioni

Ad evidenziare gli interventi pubblici sul fronte delle patologie neurodegenerative è Giovanni Leonardi, capo del dipartimento ‘One Health’ del ministero della Salute: “Il fondo per l’Alzheimer, finanziato con 34 milioni di euro, è uno degli esempi di collaborazione virtuosa tra il Ministero e le Regioni– dice -. Inoltre, nell’ambito del Piano nazionale per la salute mentale, il 30% delle risorse è destinato ad attività di prevenzione”. Il protocollo e la campagna associata puntano a costruire una rete integrata tra istituzioni, associazioni e professionisti sanitari, con l’obiettivo di intervenire precocemente sui fattori di rischio e promuovere uno stile di vita sano, riducendo così il numero dei casi futuri e migliorando la qualità della vita delle persone a rischio.

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