L’associazione Amici Obesi diventa Amici Oltre il Peso ETS, un cambiamento che nasce dal riconoscimento dell’obesità come malattia cronica e che punta a superare etichette e pregiudizi, promuovendo una cultura più inclusiva e centrata sulla persona
Amici Obesi cambia nome e diventa Amici Oltre il Peso ETS. Una scelta che va oltre l’aspetto formale e che riflette un’evoluzione culturale e scientifica: il riconoscimento dell’obesità come malattia cronica, recidivante e multifattoriale. Restano invariati missione e obiettivi dell’associazione, impegnata da oltre vent’anni nel supporto alle persone che vivono con obesità e disturbi alimentari, attraverso informazione, sensibilizzazione e collaborazione con la comunità scientifica. Il nuovo nome nasce dall’esigenza di superare un linguaggio che, nel tempo, ha contribuito a consolidare stigma e semplificazioni. “Amici, perché è ciò che si diventa frequentando la nostra associazione. Oltre il Peso, perché ogni persona è unica, con sogni e progetti, e merita rispetto indipendentemente dal peso”, sottolinea la presidente Iris Zani. L’associazione richiama l’attenzione sul bisogno di un cambiamento culturale che restituisca complessità a una patologia ancora troppo spesso ridotta a giudizio sociale.
Lo stigma che pesa sulla salute
Intorno all’obesità continua a persistere uno stigma sociale significativo. Pregiudizi e semplificazioni contribuiscono a rendere più difficile la vita delle persone, con conseguenze che possono incidere anche sulla salute fisica e mentale. Le evidenze scientifiche mostrano come l’obesità sia ancora frequentemente interpretata come risultato esclusivo di scelte individuali, mentre il ruolo di fattori genetici, biologici e ambientali è spesso sottovalutato. Il nuovo nome vuole rappresentare anche una visione: costruire una comunità più consapevole, capace di accogliere la diversità e di valorizzare ogni persona nella sua interezza. Amici Oltre il Peso ETS prosegue il proprio impegno nell’assistenza sociale e socio-sanitaria, nell’informazione, nella lotta allo stigma e al body shaming, e nella tutela dei diritti delle persone con obesità e disturbi alimentari. Il cambiamento segna una nuova fase del percorso associativo, senza modificarne la direzione. L’obiettivo resta quello di favorire il dialogo tra pazienti, istituzioni e comunità scientifica, contribuendo a una maggiore comprensione dell’obesità come patologia complessa e multifattoriale. Un cambiamento che riguarda il nome, ma soprattutto il modo di guardare alle persone.
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