Un nuovo studio evidenzia come l’esposizione costante al rumore dei trasporti aumenti il rischio di eventi cardiovascolari maggiori. Strade trafficate, ferrovie e corridoi aerei non sono solo un fastidio
Lo stridulo sferragliare del tram, motori incolonnati ai semafori, sirene notturne e aerei in decollo: vivere in aree costantemente rumorose non mette alla prova solo l’udito. Il cuore entra in stato di allerta permanente, e il rischio cardiovascolare cresce. Secondo un nuovo studio presentato alla sessione scientifica annuale dell’American College of Cardiology (ACC.26), le persone che abitano in zone ad alto rumore derivante da strade, ferrovie e corridoi aerei hanno un rischio significativamente più alto di eventi cardiaci maggiori, come infarto, ictus o necessità di rivascolarizzazione coronarica, rispetto a chi vive in quartieri più tranquilli. “Il rumore dei trasporti è spesso trascurato, eppure rappresenta un fattore modificabile con importanti implicazioni per la salute pubblica – spiega il dott. Jad Ardakani, medico e ricercatore clinico presso l’Houston Methodist Hospital e autore principale dello studio -. Dovremmo considerare il rumore ambientale insieme ai tradizionali fattori di rischio cardiovascolare e valutare modi per ridurlo nella vita quotidiana”.
Dati e numeri: il rumore come fattore di rischio concreto
I ricercatori hanno esaminato le cartelle cliniche di oltre 1,2 milioni di adulti residenti nell’area di Houston tra il 2016 e il 2023, incrociando i dati sanitari con la National Transportation Noise Map del Dipartimento dei Trasporti statunitense per valutare l’esposizione al rumore legato ai trasporti. Il rumore è stato classificato in tre livelli: basso, se inferiore a 45 decibel; moderato, tra 45 e 54 decibel; elevato, sopra i 55 decibel. Sebbene quest’ultimo livello corrisponda a suoni simili a una conversazione normale o a musica di sottofondo, l’esposizione costante può avere effetti fisiologici significativi e disturbare il sonno. Dallo studio emerge che chi vive in aree con rumore elevato ha circa il 17% in più di probabilità rispetto a chi abita in zone tranquille di morire per qualsiasi causa, subire un infarto o un ictus, o dover ricorrere a procedure di rivascolarizzazione coronarica. Quando si analizzano le diverse fonti di rumore, il quadro diventa ancora più chiaro: il forte rumore stradale è associato a un incremento del rischio del 17%, la combinazione di rumore stradale e aereo al 16%, mentre il forte rumore ferroviario aumenta il rischio del 10%.
Tipi di rumore e meccanismi biologici
Ogni tipo di rumore dei trasporti può comportare rischi diversi. Sebbene quello stradale mostri la correlazione più forte complessiva, un aumento di 10 decibel del rumore ferroviario è associato a un aumento del rischio del 14%, rispetto al 3% del rumore stradale. “Il rumore ferroviario è forte e intermittente: i picchi improvvisi, soprattutto di notte, possono disturbare l’organismo anche se percepiti come rumore di fondo”, chiarisce Ardakani. La perturbazione del sonno sembra giocare un ruolo centrale: l’attivazione notturna della risposta allo stress può avere impatti fisiologici anche durante il sonno. Le vibrazioni del treno, inoltre, potrebbero generare effetti biologici assenti nel rumore stradale, più costante e con minori vibrazioni.
Strategie per proteggere il cuore
I ricercatori sottolineano l’importanza di interventi sia a livello urbano che individuale. Tra le possibili misure:
Limiti e prospettive future
I dati sul rumore si basano su stime del 2020, mentre gli esiti sanitari sono stati valutati tra il 2016 e il 2023, con possibile imprecisione nella classificazione dell’esposizione. Lo studio non ha considerato fattori individuali come l’uso di condizionatori o finestre aperte, che possono modificare l’esposizione. I ricercatori prevedono ulteriori studi per valutare l’impatto di altri fattori ambientali, come la luce notturna o la vulnerabilità ai cambiamenti climatici, sul rischio cardiovascolare.
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