Salute 2 Febbraio 2026 09:58

Cuore: sei un gufo o un’allodola? Salute cardiaca più a rischio per chi vive di sera

Un maxi studio prospettico su oltre 322mila adulti della UK Biobank mostra che il cronotipo serale, tipico dei cosiddetti “gufi”, si associa a una salute cardiovascolare complessivamente peggiore e a un rischio più alto di infarto e ictus

di Isabella Faggiano
Cuore: sei un gufo o un’allodola? Salute cardiaca più a rischio per chi vive di sera

C’è chi si sveglia presto, avendo programmato tutti gli impegni della giornata, e chi, invece, comincia a ‘funzionare’ davvero quando fuori si fa buio. Allodole e gufi: due modi di abitare il tempo che sembrano solo una questione di abitudini, quasi di temperamento. Ma la scienza, ancora una volta, ci ricorda che anche i ritmi più quotidiani possono lasciare tracce profonde nella salute. Un nuovo studio pubblicato sul Journal of the American Heart Association suggerisce che le persone con un cronotipo serale – chi tende naturalmente ad andare a dormire tardi e a sentirsi più attivo nelle ore notturne – potrebbero avere un rischio cardiovascolare più alto rispetto a chi segue un ritmo intermedio.

Quando l’orologio interno non coincide con la vita sociale

Secondo i ricercatori, gli individui con un cronotipo serale sperimentano più spesso un “disallineamento circadiano”: il loro orologio biologico interno non coincide con i ritmi sociali, lavorativi e con il ciclo naturale luce-buio. Questo scarto può compromettere i comportamenti salutari e le funzioni cardiometaboliche. Non è solo questione di dormire meno, ma di vivere costantemente fuori fase, con effetti che nel tempo possono accumularsi.

Lo studio: oltre 322mila persone seguite per quasi 14 anni

La ricerca è stata condotta su 322.777 partecipanti della UK Biobank, tra i 39 e i 74 anni, tutti senza una diagnosi nota di malattia cardiovascolare al momento dell’arruolamento. Il cronotipo è stato auto-riferito con una singola domanda rappresentativa, mentre la salute cardiovascolare è stata valutata attraverso il punteggio Life’s Essential 8 (LE8), un indice che sintetizza otto fattori di rischio chiave e varia da 0 a 100: più alto è il punteggio, migliore è la salute del cuore.

Gli eventi cardiovascolari incidenti sono stati definiti come il primo infarto miocardico o ictus. Per stimare l’associazione tra cronotipo e rischio cardiovascolare, i ricercatori hanno utilizzato modelli di rischio proporzionale di Cox, aggiustando per caratteristiche sociodemografiche, lavoro su turni e familiarità per malattie cardiovascolari.

I risultati: i “gufi” hanno parametri di salute peggiori

Il primo dato che emerge è legato alla qualità complessiva della salute cardiovascolare. I partecipanti con un cronotipo “decisamente serale” presentavano una prevalenza del 79% più alta di un punteggio LE8 complessivamente scarso (inferiore a 50 punti) rispetto a chi aveva un cronotipo intermedio. Un segnale che suggerisce come, spesso, il vivere di sera si accompagni anche a un minor raggiungimento di quei parametri essenziali per la prevenzione.

Più infarti e ictus nel lungo periodo

Durante un follow-up mediano di 13,8 anni, si sono verificati 17.584 eventi cardiovascolari:

  • 11.091 infarti miocardici
    7.214 ictus
  • Rispetto al cronotipo intermedio, l’hazard ratio per malattia cardiovascolare totale era:
  • 1,03 per il cronotipo “decisamente mattutino”
  • 1,16 per il cronotipo “decisamente serale”

In altre parole, i nottambuli avevano un rischio del 16% più alto di sviluppare un primo evento cardiovascolare.

Come ha sottolineato anche Matteo Bassetti in un commento sui social, “essere nottambuli non fa bene alla salute. Meglio essere attivi nelle ore centrali della giornata”.

Il ruolo dello stile di vita: il 75% del rischio passa dai fattori modificabili

Uno degli aspetti più rilevanti dello studio è che gran parte dell’associazione non sembra inevitabile. Il punteggio LE8 spiegava infatti il 75% del legame tra cronotipo serale e rischio cardiovascolare. Questo significa che il rischio aumentato dei “gufi” è in larga parte mediato da fattori modificabili: sonno, alimentazione, attività fisica, fumo, controllo di pressione e colesterolo. Le persone con un cronotipo serale, dunque, potrebbero trarre particolare beneficio da interventi mirati sui fattori di rischio cardiovascolare. In un’epoca in cui si parla sempre più di medicina di precisione, anche il ritmo sonno-veglia potrebbe diventare un tassello utile per costruire strategie preventive su misura.

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy e Associazioni

Malattie rare, #UNIAMOleforze 2026: un mese per rendere effettivo il diritto alla cura

Dal 29 gennaio al 28 febbraio, un mese di iniziative per affermare il diritto a un accesso equo, tempestivo e omogeneo a terapie e trattamenti, anche non farmacologici, per oltre 2 milioni di persone ...
di Redazione
Nutri e Previeni

Non solo il prosciutto cotto è cancerogeno: quattro cibi da consumare con moderazione

Carni lavorate sotto la lente dell’Oms e inserite nella stessa categoria del tabacco. L’immunologo Mauro Minelli spiega i rischi, le corrette abitudini e quali altri quattro alimenti merit...
di Viviana Franzellitti
Salute

Scrivere a mano non è un vezzo: salva memoria, concentrazione e fantasia

Rinunciare alla scrittura manuale significa perdere un prezioso allenamento per mente e linguaggio. Scopri perché gli esperti ritengono carta e penna insostituibili per il cervello
di Viviana Franzellitti
Advocacy e Associazioni

Caregiver familiari, approvato il disegno di legge dal Consiglio dei Ministri

Tutele, riconoscimento e risorse per chi si prende cura dei propri cari
di Redazione