Dalla Redazione 8 Giugno 2026 11:59

Cronicità, le Associazioni di pazienti: “Oncoematologia e psoriasi entrino nel Piano nazionale”

Le associazioni dei pazienti chiedono al Ministero della Salute di aggiornare il Piano nazionale della cronicità includendo le neoplasie ematologiche croniche e la psoriasi. L'obiettivo è garantire percorsi assistenziali uniformi, ridurre le disuguaglianze territoriali e migliorare l'accesso alle cure

Neoplasie ematologiche croniche e psoriasi continuano a rimanere escluse dal Piano nazionale della cronicità, nonostante interessino centinaia di migliaia di persone e presentino tutte le caratteristiche richieste per essere considerate patologie croniche a tutti gli effetti. Per questo AIL (Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma) e APIAFCO (Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza), insieme a Salutequità, hanno rivolto un appello alle istituzioni affinché il Piano venga aggiornato. Secondo le associazioni, l’attuale esclusione si traduce in percorsi di cura non uniformi sul territorio, difficoltà di accesso alle terapie innovative e un peso economico significativo per pazienti, famiglie e sistema sanitario.

Le neoplasie ematologiche sono sempre più malattie croniche

In Italia convivono con una patologia oncoematologica circa 500 mila persone e ogni anno vengono diagnosticati oltre 30 mila nuovi casi tra leucemie, linfomi e mieloma. Grazie ai progressi della ricerca e all’arrivo di nuove terapie, molte di queste malattie consentono oggi una sopravvivenza sempre più lunga, trasformandosi di fatto in condizioni croniche che richiedono un’assistenza continuativa. “Oggi molte neoplasie ematologiche sono diventate patologie croniche – sottolinea Gaetano Biallo, direttore generale di AIL -. I progressi della ricerca ci hanno consegnato pazienti che vivono più a lungo, in molti casi con un’aspettativa di vita sovrapponibile a quella della popolazione sana. È una conquista straordinaria. Ma la programmazione sanitaria deve progredire velocemente. L’ingresso nel Piano della cronicità è indispensabile per garantire continuità assistenziale e supporto ai pazienti e alle famiglie”. AIL evidenzia inoltre come queste patologie comportino costi elevati non soltanto per il sistema sanitario, ma anche per i nuclei familiari, tra spese assistenziali, perdita di giornate lavorative e riduzione della produttività.

Psoriasi, una malattia sistemica che attende riconoscimento

Anche per APIAFCO l’inserimento della psoriasi nel Piano rappresenta una priorità. La patologia interessa circa il 3% della popolazione italiana e non riguarda soltanto la pelle, ma può associarsi a numerose altre condizioni, tra cui malattie cardiovascolari, metaboliche e autoimmuni. “La psoriasi, oggi denominata malattia psoriasica, non è una semplice patologia della pelle, ma una malattia cronica sistemica con una importante rilevanza epidemiologica e un significativo impatto clinico ed economico – afferma Valeria Corazza, presidente di APIAFC-. Oggi più che mai è fondamentale riconoscere alla psoriasi la piena dignità normativa: una patologia troppo a lungo ignorata, che deve essere trattata al pari delle altre malattie croniche già incluse nel Piano nazionale della cronicità”. Secondo i dati presentati durante l’incontro, le persone con malattia psoriasica presentano un maggiore utilizzo di risorse sanitarie rispetto alla popolazione generale e una frequente presenza di comorbilità che rendono necessaria una presa in carico strutturata e continuativa.

Le richieste

Le associazioni chiedono l’inclusione formale delle neoplasie ematologiche croniche e della psoriasi nella parte dedicata alle singole patologie del Piano nazionale della cronicità, la definizione di percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali condivisi e monitorabili e un rafforzamento dell’integrazione tra ospedale e territorio. Tra le richieste figura anche un maggiore coinvolgimento delle associazioni dei pazienti nei processi di programmazione e valutazione dei percorsi di cura, con l’obiettivo di costruire modelli assistenziali più vicini ai bisogni reali delle persone che convivono ogni giorno con queste patologie.


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