Sanità 31 Gennaio 2025 12:28

Covid, l’Iss al Senato: “I numeri pubblicati sono veritieri e verificabili”

Grazie al primo lockdown durante la pandemia è stato possibile ridurre in due settimane l’indice di trasmissibilità R0 da circa tre a meno di uno
di I.F.
Covid, l’Iss al Senato: “I numeri pubblicati sono veritieri e verificabili”

“Non è stato mai chiesto a me, né al  gruppo coinvolto, di addomesticare i dati. I numeri pubblicati sono veritieri e verificabili”. Sono chiare e dirette le parole con sui Anna Teresa Palamara, direttore del Dipartimento Malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, in audizione in Commissione Covid, ha risposto al senatore Claudio Borghi che aveva chiesto se l’Iss avesse subito influenze sulla modalità di presentazione dei dati durante la pandemia. Patrizio Pezzotti, direttore del reparto di Epidemiologia, Biostatistica e Modelli Matematici dello stesso Istituto, ha risposto, invece, esternando anche le sue personali emozioni: “Questa domanda mi ferisce. Non rispondiamo mai alla politica e non c’è mai stato un tentativo di addomesticare i dati”.

L’utilità del primo lockdown è nei numeri

Il direttore Pezzotti ha poi ricordato che “il primo lockdown durante la pandemia ha consentito di ridurre in due settimane l’indice di trasmissibilità R0 da circa tre a meno di uno. Naturalmente ci siamo posti la domanda se valesse la pena fare il lockdown, oppure se fosse sufficiente limitarlo alla Lombardia e al Veneto. Su questo abbiamo condotto un’analisi pubblicata sulla rivista Emerging Infectious Diseases – ha aggiunto Pezzotti -. Nella gran parte delle Regioni, l’indice di trasmissibilità era intorno a tre. Con il lockdown in due settimane si è sceso sotto uno, il numero chiave per contenere un’epidemia. La differenza che vedevamo in quel momento in Lombardia e Veneto era la diffusione di base dei contagi. Se non avessimo chiuso, quella diffusione che al Nord era già così elevata in breve tempo avrebbe raggiunto il Centro-Sud”, ha evidenziato Pezzotti.

Il ruolo dell’Oms nel post-pandemia

Durante l’audizione si è poi parlato dell’Organizzazione mondiale della Sanità, il cui ruolo, secondo Palamara “necessita di essere revisionato. Dopo questo stress – ha aggiunto, riferendosi alla pandemia – abbiamo capito che ci sono pregi, ma anche molti difetti. È però fondamentale che ci sia un coordinamento tra i vari Paesi”. Nel corso della pandemia, ha ricordato anocra Palamara, “il  coordinamento a livello dell’Oms c’è stato, ci sono stati seminari con Paesi, a cui tutti si partecipava, per discutere, uniformare le cose. Anche a livello europeo c’erano riunioni ogni 15 giorni tra i vari tecnici dei Paesi europei per discutere i diversi aspetti, come la trasmissibilità del virus, le misure e così via. Il livello di coordinamento è molto utile, però, è essenziale anche che ci un sistema Paese in grado di governare in modo forte e sicuro la circolazione dei patogeni”, ha concluso.

 

 

 

 

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