One Health 23 Ottobre 2026 09:43

Cosmetici e sostanze chimiche: l’Europa semplifica le regole, ma resta il nodo degli effetti cancerogeni

Il Parlamento europeo approva il pacchetto che modifica le norme su cosmetici, fertilizzanti ed etichettatura delle sostanze chimiche: 477 voti favorevoli, 59 contrari e 41 astensioni

di I.F.
Cosmetici e sostanze chimiche: l’Europa semplifica le regole, ma resta il nodo degli effetti cancerogeni

Meno burocrazia per le imprese, regole più flessibili per il settore chimico e cosmetico, informazioni sui prodotti più leggibili per i consumatori. Ma, soprattutto, una questione che riguarda direttamente la salute pubblica: come semplificare la normativa senza indebolire le garanzie contro l’esposizione a sostanze pericolose? È su questo equilibrio che si gioca la nuova riforma europea dei prodotti chimici. Il 22 ottobre il Parlamento europeo ha approvato l’accordo raggiunto con il Consiglio dell’Unione europea sulle modifiche alle disposizioni che regolano cosmetici, fertilizzanti e classificazione, imballaggio ed etichettatura delle sostanze chimiche. Il risultato della votazione è netto: 477 voti a favore, 59 contrari e 41 astensioni. Il provvedimento rientra nel cosiddetto Chemicals Omnibus, il pacchetto con cui la Commissione europea punta a semplificare alcuni obblighi normativi e a ridurre i costi amministrativi per le imprese. Secondo le stime della Commissione, le misure dovrebbero consentire al settore chimico un risparmio di almeno 363 milioni di euro all’anno. La semplificazione, tuttavia, non riguarda soltanto le procedure industriali. Le modifiche interessano anche i tempi di uscita dal mercato dei cosmetici contenenti sostanze pericolose e le modalità con cui vengono comunicate ai consumatori le informazioni sui rischi chimici.

Cosmetici con sostanze cancerogene: sei mesi per fermare la vendita

Uno dei punti più rilevanti riguarda i cosmetici contenenti sostanze classificate come cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione, indicate con la sigla CMR. L’accordo raggiunto a giugno da Parlamento e Consiglio ha previsto tempi di eliminazione dal mercato più brevi rispetto a quelli inizialmente proposti dalla Commissione europea. Quando entra in vigore un divieto e non viene autorizzata una deroga per continuare a utilizzare la sostanza, le aziende hanno sei mesi per interrompere l’immissione sul mercato dei prodotti interessati e dodici mesi perché questi non siano più disponibili sul mercato. La proposta iniziale della Commissione prevedeva rispettivamente dodici e ventiquattro mesi. Il compromesso riduce quindi i tempi di transizione, pur introducendo una fase durante la quale i prodotti già commercializzati possono ancora rimanere disponibili. Il sistema contempla anche procedure di deroga per le aziende che intendono continuare a utilizzare una determinata sostanza. Le imprese possono presentare una richiesta entro dodici mesi dalla nuova classificazione; i tempi per l’eliminazione dal mercato decorrono dopo la decisione sulla richiesta. In caso di diniego, le scadenze cambiano a seconda della motivazione. Se la deroga viene respinta per ragioni di sicurezza, sono previsti tre mesi per interrompere l’immissione sul mercato e nove mesi per la cessazione della disponibilità dei prodotti. Se il diniego dipende invece dalla disponibilità di un’alternativa adeguata, i tempi salgono rispettivamente a ventiquattro e trentasei mesi. L’accordo ha inoltre escluso l’esenzione generalizzata che la Commissione aveva proposto per alcune sostanze CMR in funzione dell’esposizione orale o per inalazione. È stato anche reintrodotto l’obbligo di notificare alla Commissione europea la presenza di nanomateriali nei prodotti cosmetici prima della loro immissione sul mercato, senza però mantenere l’anticipo di sei mesi previsto dalle regole attuali. La Commissione dovrà infine elaborare, entro un anno dall’entrata in vigore della nuova normativa, indicazioni per orientare l’analisi delle alternative alle sostanze pericolose.

Il ritiro dei cosmetici con sostanze pericolose sarà graduale

La normativa europea sui cosmetici già prevede restrizioni per le sostanze classificate CMR, con possibilità di deroghe in condizioni specifiche. Il nuovo accordo interviene soprattutto sulle procedure e sui tempi di eliminazione dal mercato, senza introdurre un divieto generalizzato di tutte le sostanze chimiche potenzialmente nocive. È una distinzione importante anche per i consumatori: l’approvazione del pacchetto non significa che tutti i cosmetici contenenti sostanze considerate pericolose saranno automaticamente ritirati il giorno dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni. Le scadenze dipenderanno dalla classificazione della sostanza, dall’eventuale divieto e dalle procedure di deroga previste.

Etichette più leggibili, ma più spazio al digitale

Un altro capitolo riguarda la classificazione, l’imballaggio e l’etichettatura delle sostanze chimiche, disciplinati dal regolamento CLP. L’obiettivo dichiarato è rendere le informazioni di sicurezza più accessibili e leggibili, introducendo al tempo stesso maggiore flessibilità per le aziende. Il testo stabilisce requisiti minimi per la dimensione dei caratteri: per le sostanze destinate al pubblico, l’altezza della lettera “x” dovrà essere di almeno 1,2 millimetri. Per le confezioni con un contenuto non superiore a 125 millilitri, la soglia minima scende a 0,9 millimetri. Sono previste inoltre maggiori possibilità di ricorrere alle etichette digitali per alcuni elementi informativi. Per i prodotti chimici contenuti in confezioni da 10 millilitri o meno, alcune informazioni potranno essere fornite attraverso un’etichetta digitale, mentre i pittogrammi di pericolo non potranno essere sostituiti in questo modo. L’accordo introduce anche un termine di quindici mesi per aggiornare le etichette quando una nuova valutazione determina una classificazione più severa della sostanza. L’obiettivo è rendere più prevedibili gli obblighi per i fornitori e ridurre le incertezze applicative. La sfida sarà garantire che la digitalizzazione non renda più difficile accedere alle informazioni essenziali. Un’etichetta elettronica può ampliare lo spazio disponibile per le indicazioni di sicurezza, ma non deve diventare un ostacolo per chi non dispone di uno smartphone, ha difficoltà nell’utilizzo degli strumenti digitali o necessita di consultare immediatamente un’avvertenza.

Fertilizzanti, agricoltura e competitività europea

Il pacchetto interviene anche sulla disciplina dei fertilizzanti, con l’obiettivo di sostenere gli agricoltori, favorire l’innovazione e rafforzare la competitività delle imprese europee. La semplificazione riguarda il regolamento europeo sui prodotti fertilizzanti e alcuni obblighi di registrazione delle sostanze. Su questo punto, Parlamento e Consiglio hanno scelto di mantenere un obbligo specifico di registrazione per le sostanze con una classificazione armonizzata come particolarmente pericolose, anziché sostituirlo integralmente con il regime ordinario previsto dal regolamento REACH. Anche in questo caso, il compromesso cerca di ridurre gli oneri amministrativi senza eliminare le garanzie considerate necessarie per la salute umana e l’ambiente. La riforma si inserisce nel più ampio programma europeo per la semplificazione normativa e il rafforzamento della competitività industriale, sviluppato anche alla luce delle raccomandazioni del rapporto Draghi. Il settore chimico europeo comprende circa 29mila imprese, con 1,2 milioni di occupati diretti e un ruolo rilevante nelle filiere produttive.

Che cosa succede adesso

Il voto del 22 ottobre rappresenta un passaggio decisivo, ma non coincide ancora con l’entrata in vigore della nuova normativa. Dopo l’approvazione del Parlamento europeo, è necessaria anche l’approvazione formale del Consiglio dell’Unione europea. Successivamente, il testo dovrà essere pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’UE. Le nuove disposizioni entreranno in vigore venti giorni dopo la pubblicazione, mentre l’applicazione concreta delle singole misure seguirà le scadenze previste dal regolamento. Per la maggior parte delle modifiche relative all’etichettatura, il calendario concordato prevede un periodo transitorio di diciotto mesi. Il risultato parlamentare mostra un sostegno trasversale alla semplificazione: hanno votato a favore 140 deputati del Partito popolare europeo, 106 del gruppo dei Socialisti e Democratici, 65 di Renew Europe e 63 dei Conservatori e Riformisti europei. Anche una parte dei Verdi ha sostenuto il testo, mentre il gruppo della Sinistra ha votato compatto contro. Il gruppo dei Patrioti per l’Europa ha espresso 55 voti favorevoli e 14 astensioni. La riforma è stata quindi approvata con una maggioranza ampia, ma il confronto sulla tutela della salute non si esaurisce con il voto. Ridurre gli adempimenti e rendere più chiara la normativa può favorire imprese e consumatori; resta però essenziale verificare che la maggiore flessibilità non si traduca in ritardi nell’eliminazione delle sostanze pericolose o in una minore accessibilità delle informazioni sui rischi. È su questo equilibrio che si misurerà l’efficacia delle nuove regole: non soltanto sulla capacità di ridurre i costi per le aziende, ma anche su quella di mantenere elevato il livello di protezione della salute pubblica e dell’ambiente.

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