Advocacy e Associazioni 25 Novembre 2025 10:01

Contro la violenza sulle donne: il ruolo delle Ostetriche nella prevenzione e nel sostegno

Per amplificare il proprio messaggio, la FNOPO ha aderito alla campagna Unite 2025 - Orange the World, promossa dalla Nazioni Unite: 16 giorni di attivismo per dire insieme '#NoExcuse, basta alla violenza contro le donne' 

di Redazione
Contro la violenza sulle donne: il ruolo delle Ostetriche nella prevenzione e nel sostegno

Il 25 novembre è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, un appuntamento che richiama l’attenzione sull’urgenza di combattere un fenomeno ancora troppo diffuso. Per Silvia Vaccari, Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini della Professione Ostetrica (FNOPO), però, questa ricorrenza non può rimanere un momento simbolico: deve trasformarsi in un impegno duraturo, quotidiano e concreto. “Il 25 novembre rappresenta un momento importante per accendere i riflettori su un tema delicato, ma non deve essere percepito come un giorno isolato. È un monito che ci ricorda quanto sia fondamentale impegnarsi ogni giorno, per promuovere il rispetto della donna e relazioni familiari sane”, afferma Vaccari. E aggiunge uno slogan che diventa guida per tutto l’anno: “Non se ne deve parlare solo nella giornata, ma tutti i giorni deve essere un nostro obiettivo”. Per amplificare il proprio messaggio, la FNOPO ha aderito alla campagna Unite 2025 – Orange the World, promossa dalla Nazioni Unite: 16 giorni di attivismo per dire insieme ‘#NoExcuse, basta alla violenza contro le donne’. Da oggi (25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne) fino al 10 dicembre (Giornata dei diritti umani) le Ostetriche italiane si uniranno alla mobilitazione di milioni di persone in tutto il mondo.

Ostetriche: professioniste di prossimità e prevenzione

Le ostetriche, secondo Vaccari, hanno un ruolo strategico non solo come professioniste sanitarie, ma come figure di prossimità. Spesso sono al fianco della donna in momenti cruciali della vita e possono intercettare segnali di disagio o dinamiche disfunzionali dentro il nucleo familiare. “L’ostetrica è presente in momenti molto delicati: grazie a quella vicinanza si costruisce fiducia, si individuano segnali di pericolo e si può offrire supporto concreto. Abbiamo la possibilità di promuovere rispetto reciproco all’interno della famiglia e prevenire situazioni di violenza”, spiega.

Il contesto: dati drammatici sulla violenza di genere in Italia

L’urgenza di un impegno costante è confermata dai dati più recenti:

·        Secondo l’Istat, il 31,5% delle donne italiane ha subìto nel corso della vita una forma di violenza fisica o sessuale.

·        Nel 2023, gli accessi al Pronto Soccorso legati a casi di violenza da parte di partner o ex sono aumentati: 16.947 donne hanno dichiarato violenza durante la visita, rispetto ai 14.448 casi del 2022 (+17,3%).

·        Il numero verde 1522, attivo per la violenza di genere, continua a svolgere un ruolo essenziale nella rete di protezione.

Questi numeri mostrano una realtà allarmante: la violenza contro le donne rimane un’emergenza sociale, ma è anche un problema di sanità pubblica e di welfare familiare.

Ostetriche come “sentinelle” della prevenzione

Per Vaccari, la FNOPO porta avanti un progetto più ampio di prevenzione ed educazione:
“Il nostro lavoro non si limita all’assistenza sanitaria: siamo educatrici, punti di riferimento, custodi della salute psicofisica della donna. Attraverso l’ascolto attento e la nostra presenza, possiamo riconoscere segnali di disagio e intervenire tempestivamente, favorendo contesti familiari più sicuri”.

Le ostetriche possono diventare figure chiave nella lotta alla violenza di genere perché:

1.     Conoscono da vicino le donne durante momenti vulnerabili (gravidanza, parto, post parto), quando il sostegno e l’osservazione sono particolarmente importanti.

2.     Hanno competenze sanitarie ed educative che permettono non solo di curare, ma di offrire orientamento e prevenzione.

3.     Possono collaborare con istituzioni e centri antiviolenza, rafforzando la rete di protezione e contribuendo alla segnalazione precoce.

Un impegno che dura tutto l’anno

Secondo la presidente della FNOPO, la vera sfida è trasformare il simbolo della giornata in un’attività strutturata e continuativa: “Educare, prevenire, sostenere: questi sono i nostri obiettivi. Non basta un giorno l’anno. Ogni ascolto, ogni controllo, ogni segnale colto può salvare vite e ricostruire storie. La presenza dell’ostetrica nel percorso di cura della donna è un’opportunità per fare davvero la differenza”. Per questo, la Federazione chiede un’azione sistemica che coinvolga non solo le professioniste sanitarie, ma anche scuole, servizi sociali e istituzioni: un impegno che metta la prevenzione e l’educazione al rispetto al centro delle politiche contro la violenza. La Giornata del 25 novembre è dunque un momento importante per alzare la voce contro la violenza di genere, ma come ricorda Silvia Vaccari, “non se ne deve parlare solo nella giornata, ma tutti i giorni deve essere un nostro obiettivo”. Le ostetriche rappresentano una risorsa preziosa per intercettare il disagio, costruire relazioni di fiducia, educare al rispetto e prevenire la violenza, con uno sguardo attento, quotidiano e professionale.

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy 2030

Dati clinici e “dati di esperienza”: così Novartis porta la voce dei pazienti dentro le decisioni

Dalle barriere organizzative al burden su caregiver: l’advocacy come leva per una valutazione più completa del valore e per percorsi di cura più equi. Chiara Gnocchi per Advocacy 2...
di Corrado De Rossi Re
Advocacy e Associazioni

Giornata Mondiale del Malato: “Il prendersi cura sia responsabilità condivisa”

Il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere la cura oggi. Un invito alla compassione che diventa responsab...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Fibromialgia nei LEA, FIRA: “Un passo avanti, ma resta cruciale migliorare la diagnosi”

L’inserimento della fibromialgia nei LEA rappresenta un primo riconoscimento istituzionale per i pazienti, ma resta cruciale migliorare diagnosi, percorsi di cura e personalizzazione terapeutica
di I.F.
Pandemie

Long Covid e cervello: il ruolo dell’infezione nelle complicanze neurologiche e psicologiche

Una collaborazione tra il Centro di ricerca coordinata Aldo Ravelli dell’Università Statale di Milano e università internazionali come Yale, University of California e University o...
di Viviana Franzellitti