Salute 17 Febbraio 2026 16:28

Connessioni digitali, vuoti reali: quanto i social alimentano la solitudine

Una ricerca della University of Cincinnati su quasi 65.000 studenti tra i 18 e i 24 anni mostra che l’uso intensivo dei social media aumenta il rischio di solitudine: oltre due ore al giorno online la percezione di isolamento cresce, mentre chi supera le 30 ore settimanali ha fino al 38% di probabilità in più di sentirsi solo, con oltre la metà del campione già isolato

di Viviana Franzellitti
Connessioni digitali, vuoti reali: quanto i social alimentano la solitudine

Nonostante la promessa di connessione, i social sembrano allontanare. Una ricerca su quasi 65.000 studenti universitari tra i 18 e i 24 anni mostra che chi trascorre molto tempo online rischia di sentirsi più solo, non meno. Lo studio, guidato da Madelyn Hill – all’epoca dottoranda all’Università di Cincinnati e oggi docente alla Ohio University – evidenzia come oltre due ore al giorno sui social possano aumentare la percezione di isolamento, con effetti ancora più marcati per chi supera le 30 ore settimanali.

Oltre 16 ore a settimana: la soglia critica

Secondo i dati, la soglia critica per la solitudine è di circa 16 ore settimanali, poco più di due ore al giorno. Gli studenti che superano questo limite mostrano un aumento significativo della percezione di isolamento. Chi arriva a 30 ore o più settimanali ha fino al 38% di probabilità in più di sentirsi solo rispetto a chi non utilizza le piattaforme. Questi dati confermano come l’uso eccessivo dei social possa avere effetti negativi sul benessere emotivo dei giovani adulti.

Vita reale vs. social

Non tutte le esperienze offline sono uguali. Gli studenti che vivono nei campus o partecipano a gruppi e confraternite risultano meno isolati, probabilmente grazie a occasioni di socializzazione diretta, feste e attività di gruppo. Chi vive a casa o ha meno contatti faccia a faccia percepisce invece livelli più alti di solitudine, dimostrando che le relazioni reali continuano a essere fondamentali per il benessere sociale.

I social come doppio filo

Instagram, Facebook e Snapchat restano le piattaforme più frequentate dai giovani adulti. Tuttavia, le interazioni tendono a rimanere superficiali: scorrere post e controllare la vita altrui online può sostituire momenti di socializzazione reale, aumentando la percezione di esclusione e distanza emotiva. La connessione digitale, quindi, non sempre corrisponde a vicinanza emotiva.

Bilanciare vita online e offline

Per ridurre la solitudine, gli esperti suggeriscono di bilanciare le ore trascorse online con attività offline e relazioni autentiche. Limitare il tempo sui social, partecipare ad eventi collettivi e coltivare amicizie solide sono strategie efficaci. Le università possono avere un ruolo chiave, promuovendo consapevolezza sugli effetti dell’uso intensivo dei social e incoraggiando iniziative che favoriscano legami concreti e duraturi. La solitudine giovanile è collegata a stress, ansia e rischio di depressione, rendendo ancora più urgente bilanciare il tempo online.

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