Nutri e Previeni 28 Giugno 2016 11:03

Com’è rappresentato il cibo nel cervello? Il quadro è ancora frammentario

Com’è rappresentato il cibo nel cervello? Il quadro è ancora frammentario

cibo cervelloLa conoscenza sulla rappresentazione del cibo a livello cerebrale è basata su diverse teorie ancora non completamente chiare. Per approfondire proprio questo tema fino ad oggi scarsamente esplorato, Raffaella Rumiati, che dirige il laboratorio INSuLa della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA), e Francesco Foroni, ricercatore della SISSA, hanno analizzato i lavori disponibili, prendendo in considerazione anche quelli su pazienti con lesioni cerebrali, inserendoli nelle teorie oggi usate per spiegare la categorizzazione semantica.

Il lavoro, che è stato pubblicato sulla rivista Psychonomic Bulletin Review, mostra che il quadro è ancora troppo frammentario per far prevalere un’impostazione teorica sull’altra. “La ricerca legata al cibo nell’ambito alla categorizzazione semantica è ancora troppo scarsa – spiega Rumiati – Osserviamo però di importante che è proprio la categoria ‘cibo’ che può aiutare la ricerca a districare le ambiguità fra le varie impostazioni anche nel quadro più generale: il cibo è stimolo trasversale, che possiede caratteristiche degli oggetti animati e anche di quelli inanimati, in più è fondamentale per la sopravvivenza e quindi ha un valore importante a livello evolutivo”.

Un database per le ricerche future
Nella rassegna gli autori hanno fornito una visione delle previsioni, coerenti con le teorie indicate. Così “chi farà ricerca in futuro avrà un riferimento nel progettare esperimenti e stimoli”, conclude Rumiati. Il gruppo di lavoro alla SISSA ha messo a punto un database chiamato FRIDA, gratuito e aperto a tutti, dove sono disponibili immagini di cibo standardizzate rispetto ad alcune variabili, che può essere molto utile a chi fa ricerca in questo campo.

Tra le teorie affrontate, c’è quella “sensoriale-funzionale” di Elizabeth Warrington, Rosaleen McCarthy e Tim Shallice, per la quale gli oggetti sono divisi in base al tipo di analisi che viene fatta sullo stimolo: gli oggetti animati sono esaminati principalmente in base alle loro caratteristiche sensoriali, i manufatti sono analizzati in base alla loro funzione. E c’è anche la teoria “dominio-specifica”, di Alfonso Caramazza, per la quale i nostri meccanismi di categorizzazione semantica sono stati plasmati dalla selezione naturale. Rumiati e Foroni hanno inoltre esaminato i dati alla luce della categorizzazione semantica delle teorie embodeid cognition (la categorizzazione degli oggetti è fondata sull’attivazione del sistema sensoriale e motorio).

Articoli correlati
Psicoanalisi e neuroscienze: nasce la scuola di specializzazione unica
Nell’I.R.C.C.S. Neuromed nasce PSICOMED, scuola di specializzazione in Psicoterapia Psicoanalitica aperta a medici e psicologi. La sfida di creare figure professionali innovative, capaci di essere un ponte tra psicologia e neurologia, per un approccio innovativo al paziente
Roma, il Gemelli entra nella Rete IRCCS delle Neuroscienze e della Neuroriabilitazione
La Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS è entrata a far parte della Rete IRCCS delle Neuroscienze e della Neuroriabilitazione, il più grande network di ricerca italiano d’ambito fondato nel 2017 dal Ministero della Salute per stimolare la collaborazione tra gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS). «Tra i propri obiettivi la Rete ha anche […]
Alzheimer, in Italia 700 mila malati. Ferrarese (neuroscienziato): «Nel 2050 i casi di demenza triplicheranno»
Il direttore scientifico del centro di Neuroscienze Milano-Bicocca : «Se la patologia è conclamata non si può intervenire. Con una diagnosi precoce, invece, è possibile ridurre i livelli della proteina che, accumulandosi, danneggia il cervello»
di Isabella Faggiano
Il cervello sceglie il cibo dal colore. Quello rosso attira di più
I neuroscienziati della Scuola internazionale superiore di studi avanzati (Sissa) di Trieste, grazie a uno studio, pubblicato su Scientific Reports, hanno evidenziato che il nostro cervello è attratto dai cibi colorati di rosso, mentre diffida di quelli verdi. Dunque, proprio attraverso questo meccanismo ancestrale, sviluppato ancora prima della scoperta del fuoco, il cervello ci guida […]
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy e Associazioni

Giornata Mondiale del Malato: “Il prendersi cura sia responsabilità condivisa”

Il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere la cura oggi. Un invito alla compassione che diventa responsab...
di Isabella Faggiano
Nutri e Previeni

Non solo il prosciutto cotto è cancerogeno: quattro cibi da consumare con moderazione

Carni lavorate sotto la lente dell’Oms e inserite nella stessa categoria del tabacco. L’immunologo Mauro Minelli spiega i rischi, le corrette abitudini e quali altri quattro alimenti merit...
di Viviana Franzellitti
Salute

Scrivere a mano non è un vezzo: salva memoria, concentrazione e fantasia

Rinunciare alla scrittura manuale significa perdere un prezioso allenamento per mente e linguaggio. Scopri perché gli esperti ritengono carta e penna insostituibili per il cervello
di Viviana Franzellitti
Advocacy e Associazioni

Caregiver familiari, approvato il disegno di legge dal Consiglio dei Ministri

Tutele, riconoscimento e risorse per chi si prende cura dei propri cari
di Redazione