L’esposizione a temperature estreme ha provocato negli Stati Uniti quasi 70mila decessi tra il 1999 e il 2024, pari a una vittima ogni mille persone. Lo rivela uno studio pubblicato su Annals of Internal Medicine
Caldo e freddo estremi non sono solo eventi meteorologici: sono cause reali di morte prevenibile. Negli Stati Uniti, tra il 1999 e il 2024, sono stati registrati oltre 69mila decessi attribuibili direttamente all’esposizione a temperature non ottimali, secondo uno studio guidato dai ricercatori del Mass General Brigham di Boston e pubblicato su Annals of Internal Medicine. La ricerca offre una valutazione nazionale, basata su dati concreti, dell’impatto delle temperature estreme sulla mortalità, evidenziando anche le differenze tra età, sesso ed etnia.
I dati della ricerca
Gli esperti hanno analizzato i dati della piattaforma WONDER dei Centers for Disease Control and Prevention, identificando i certificati di morte in cui la temperatura era indicata come causa contribuente o sottostante. In 26 anni, i decessi totali negli Stati Uniti sono stati 69.713.971, di cui 69.256 (1 su 1.000) legati a caldo o freddo estremi: 35% correlati al caldo e 65% al freddo. Le stime indicano un aumento dei tassi di mortalità correlata alla temperatura negli anni più recenti. “I nostri risultati mostrano che sia l’esposizione al caldo sia al freddo continuano a mietere migliaia di vittime ogni anno negli Stati Uniti, decessi che sono in gran parte prevenibili”, afferma Shady Abohashem, autore senior dello studio e docente alla Harvard Medical School.
Chi è più a rischio
Lo studio conferma che gli over 65 e gli uomini registrano i tassi più elevati di mortalità legata alle temperature estreme. Tra le differenze etniche, i neri presentano tassi di mortalità per il caldo più del doppio rispetto ai bianchi. Anche per il freddo, i neri risultano più colpiti, seguiti da bianchi e ispanici Secondo Abohashem, se la maggior parte dei decessi è ancora dovuta all’esposizione al freddo, i decessi correlati al caldo sono destinati ad aumentare con l’accelerazione del cambiamento climatico.
Un monito per la prevenzione
Lo studio mette in evidenza la necessità di strategie di prevenzione mirate: monitoraggio delle temperature, attenzione alle fasce più vulnerabili, campagne di sensibilizzazione e interventi sociali ed epidemiologici per ridurre l’impatto delle temperature estreme. In un contesto di clima sempre più imprevedibile, proteggere anziani, uomini e persone di colore diventa una priorità sanitaria.
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