Advocacy e Associazioni 23 Luglio 2026 15:39

Cittadinanzattiva su liste di attesa: la Piattaforma Agenas restituisce una fotografia con “più ombre che luci”.

"Prioritario inserire informazioni sui percorsi di garanzia, incrementare il numero di prestazioni monitorate, fornire una analisi sulle singole Asl e sui tempi delle visite di controllo"

di Redazione
Cittadinanzattiva su liste di attesa: la Piattaforma Agenas restituisce una fotografia con “più ombre che luci”.

“Sebbene si registri un oggettivo incremento del numero di prestazioni erogate dal SSN, che passano da 13,3 milioni del primo semestre 2025 a 14,9 milioni nel 2026, anche per effetto dell’aumento di quelle erogate nel fine settimana, siamo ancora ben al sotto della percentuale di rispetto dei tempi di attesa che, come indicato dal Piano nazionale di Governo sulle liste di attesa, deve essere garantito nel 90% per ogni singola prestazione. A fine giugno, invece, a rispettare questo vincolo è il 78,5% delle prime visite e all’84,6% degli esami diagnostici”. 

“Si tratta di numeri in miglioramento rispetto al primo semestre 2025, ma le inefficienze del sistema rimangono evidenti, a partire dall’elevato numero di prestazioni erogate oltre le soglie di garanzia, che sono circa 1,44 milioni di prime visite e circa 759 mila esami diagnostici.  Su 14 prime visite monitorate, solo quella oncologica supera lo standard del 90% di rispetto dei tempi di garanzia e ben 6 – visita endocrinologica, neurologica, gastroenterologica, urologica, oculistica e dermatologica – restano ancora al di sotto anche dell’80%. Su 22 esami diagnostici monitorati, 5 superano la soglia del 90% di rispetto dei tempi stabiliti dai codici di priorità, e 3 – elettromiografia, esofagogastroduodenoscopia, colonscopia –  si collocano al di sotto dell’80%”. 

È questa l’analisi di Cittadinanzattiva sui dati forniti nei giorni scorsi da Agenas nel Bollettino sulle liste di attesa che mette a confronto i tempi di attesa fra il primo semestre 2025 e l’analogo periodo del 2026.

“Il numero di prestazioni soggette a monitoraggio è limitato: la piattaforma fornisce dati esclusivamente su 14 tipologie di prime visite e 22 esami ed esclude dall’analisi molte altre prestazioni (tra cui RX torace, ecografia tiroidea, RM colonna vertebrale, la visita geriatrica o fisiatrica, reumatologica, psichiatrica ematologica) e soprattutto i dati sulle visite di controllo, fondamentali per la gestione dei malati cronici. Inoltre la Piattaforma non fornisce i dati disaggregati per singola Azienda Sanitaria Locale e manca ancora – dato fondamentale per i cittadini – la possibilità di ottenere le informazioni relative all’attivazione dei percorsi di garanzia o ai motivi delle mancate accettazioni che nella maggioranza dei casi dipendono da rinuncia per luoghi lontani o tempi incompatibili con le esigenze di cura del cittadino.

Persistono inoltre marcate disuguaglianze territoriali. A fronte di Regioni che mostrano progressi significativi, territori come Abruzzo, Sicilia, Sardegna e la Provincia Autonoma di Trento registrano un arretramento delle performance, e ben cinque Regioni non riescono a garantire il 70% di tempestività nell’erogazione delle prime visite. Sempre a livello territoriale, il bollettino Agenas mostra una forte eterogeneità nell’attribuzione delle classi di priorità. L’anomala concentrazione di prescrizioni per visite programmabili (Classe P, con attesa fino a 120 giorni) in territori come Basilicata (87,7%), Campania (84,4%), Molise (75,1%) e Calabria (69,7%) e Lombardia (57,3%) induce a pensare che, per far quadrare le agende e risultare adempienti sulla carta, si utilizzi impropriamente la classe P  poiché non si è in grado di garantire i tempi delle altre priorità”.

Accanto a questi importanti elementi di criticità, Cittadinanzattiva segnala la positiva introduzione della mappatura delle buone pratiche per contenere i tempi di attesa. “Soluzioni come l’algoritmo sviluppato in Piemonte per la riassegnazione automatica degli slot inutilizzati e l’intervento della Toscana sull’appropriatezza prescrittiva in ambito dermatologico sono esperienze utili che dimostrano la bontà di alcuni interventi organizzativi. 

Perché la piattaforma risulti davvero utile per i cittadini e diventi uno strumento efficace e trasparente di monitoraggio e di superamento delle difformità regionali, riteniamo indispensabile che si introducano ulteriori indicatori– in primis i dati su percorsi di garanzia, sui tempi di attesa per le visite di controllo, una analisi sui tempi nelle singole Asl e l’estensione delle prestazioni monitorate –  conclude la nota – e che si punti davvero a replicare le buone pratiche su scala nazionale”.