Nutri e Previeni 4 Giugno 2026 11:28

Cibo contaminato, Oms: “Virus, batteri e sostanze chimiche causano 1,5 milioni di morti l’anno”

I più vulnerabili sono i bambini sotto i cinque anni, che rappresentano un terzo di tutte le malattie alimentari pur costituendo appena il 9% della popolazione mondiale

di Isabella Faggiano
Cibo contaminato, Oms: “Virus, batteri e sostanze chimiche causano 1,5 milioni di morti l’anno”

Ogni anno nel mondo gli alimenti non sicuri provocano circa 866 milioni di malattie e 1,5 milioni di decessi. A pagare il prezzo più alto sono i bambini sotto i cinque anni, che corrono un rischio quasi triplo rispetto agli adulti e ai bambini più grandi. Pur rappresentando appena il 9% della popolazione globale, concentrano infatti quasi un terzo di tutti i casi di malattie trasmesse dagli alimenti. È il quadro delineato dall’Organizzazione mondiale della sanità nel nuovo rapporto pubblicato su The Lancet Global Health in vista della Giornata mondiale della sicurezza alimentare del 7 giugno, che quest’anno ha come slogan “From burden to solutions – Safe food everywhere”.

I bambini i più esposti

Le malattie diarroiche rappresentano una delle principali minacce per i più piccoli e possono avere conseguenze fatali. Ma non è l’unico pericolo. L’esposizione a contaminanti chimici presenti negli alimenti, come metilmercurio e piombo, può compromettere lo sviluppo cerebrale e causare problemi neurologici e cognitivi permanenti. Secondo l’Oms, gran parte di questo carico di malattia potrebbe essere evitato migliorando l’accesso all’acqua potabile, ai servizi igienico-sanitari, alle cure sanitarie per le popolazioni più vulnerabili e rafforzando le pratiche di sicurezza alimentare, come la pastorizzazione.

Virus e batteri causano più malattie, le sostanze chimiche più morti

L’analisi prende in esame 42 rischi alimentari biologici e chimici in 194 Paesi tra il 2000 e il 2021. Tra le nuove minacce incluse figurano i metalli pesanti, il rotavirus e il Trypanosoma cruzi, il parassita responsabile della malattia di Chagas. I rischi biologici, come batteri, virus e parassiti, sono responsabili della maggior parte delle malattie di origine alimentare: nel 2021 hanno provocato circa 860 milioni di casi. Diverso il quadro per la mortalità. Le sostanze chimiche hanno infatti avuto un impatto sproporzionato sui decessi: il 73% delle morti associate a cibo contaminato è stato attribuito a contaminanti chimici. Tra questi, l’arsenico inorganico è risultato responsabile del 42% dei decessi correlati a contaminazione chimica e il piombo del 31%. Entrambe le sostanze aumentano il rischio di malattie cardiovascolari e tumori.

Il peso nascosto dei metalli pesanti

Gli alimenti possono contaminarsi con arsenico, piombo e metilmercurio sia attraverso processi naturali sia a causa delle attività umane. Una volta entrati nella catena alimentare, questi contaminanti sono spesso difficili da eliminare. Per la prima volta il rapporto quantifica l’impatto delle malattie cardiovascolari, dei tumori e della disabilità intellettiva attribuibili all’esposizione alimentare ai metalli. Secondo le stime, arsenico inorganico e piombo sono associati a oltre un milione di decessi in un solo anno. Il metilmercurio, invece, rappresenta una minaccia particolare per i bambini perché può interferire con lo sviluppo del sistema nervoso causando danni permanenti.

Africa e Sud-Est asiatico le aree più colpite

Nonostante il carico globale delle malattie alimentari sia diminuito rispetto al 2000, persistono profonde disuguaglianze tra le diverse regioni del mondo. Africa e Sud-Est asiatico concentrano quasi tre quarti di tutti i casi di malattia trasmessa dagli alimenti e il 60% dei decessi globali. A essere maggiormente esposti sono i bambini e le persone che vivono in contesti caratterizzati da risorse limitate, soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito. Oltre alle conseguenze sulla salute, il fenomeno produce un impatto economico rilevante. Nel 2021 le malattie di origine alimentare hanno causato circa 310 miliardi di dollari di perdita di produttività per assenze dal lavoro. Considerando le differenze nel costo della vita tra i vari Paesi, la stima sale a 647 miliardi di dollari.

L’appello dell’Oms: serve un approccio One Health

“Questo rapporto è un campanello d’allarme, ma anche una tabella di marcia”, afferma Yuki Minato, funzionario tecnico dell’Oms per la sicurezza alimentare e autore senior dello studio. Secondo l’esperto, il problema è aggravato dai cambiamenti climatici, che aumentano il rischio di contaminazione degli alimenti, e dalla resistenza antimicrobica, che rende più difficile il trattamento delle infezioni. Per questo l’Oms invita i governi ad adottare un approccio One Health, che integri la salute umana, animale, vegetale e ambientale, rafforzando la sorveglianza, gli investimenti nella ricerca e la collaborazione tra i settori della salute, dell’agricoltura e dell’ambiente.

Le lacune nei dati

Gli autori sottolineano che il quadro potrebbe essere persino più grave di quanto stimato. Nel rapporto non sono stati inclusi alcuni rischi importanti, come i batteri resistenti agli antibiotici, i residui di pesticidi e le sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche (PFAS), a causa della scarsità di dati disponibili. Sono stati inoltre esclusi alcuni esiti sanitari, tra cui il ritardo della crescita legato all’esposizione all’aflatossina e la natimortalità associata alla listeriosi. Per l’Oms queste lacune evidenziano la necessità urgente di raccogliere più dati nazionali, investire nella ricerca e rafforzare i sistemi di sorveglianza per comprendere appieno il peso delle oltre 200 minacce biologiche e dei numerosi contaminanti chimici che possono raggiungere l’uomo attraverso gli alimenti.


Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato