Salute 7 Luglio 2026 13:28

Cardiomiopatia ipertrofica, oltre 1.100 interventi con la tecnica del taglio delle corde

I dati pubblicati su JACC confermano l’efficacia a lungo termine dell’approccio chirurgico associato alla miectomia, oggi adottato anche da centri esteri specializzati.

di Redazione
Cardiomiopatia ipertrofica, oltre 1.100 interventi con la tecnica del taglio delle corde

È stata pubblicata sul Journal of the American College of Cardiology (JACC), tra le riviste scientifiche più autorevoli in ambito cardiologico, la ricerca sui risultati a lungo termine di una tecnica chirurgica innovativa per il trattamento della cardiomiopatia ipertrofica: il cosiddetto “taglio delle corde tendinee secondarie” associato alla miectomia. La tecnica è stata ideata dal dott. Paolo Ferrazzi, Direttore Scientifico dell’International Heart School Foundation L. Parenzan, ed è stata applicata per la prima volta a Bergamo nel 2009.

La cardiomiopatia ipertrofica colpisce una persona su 500 e si manifesta con un ispessimento del muscolo cardiaco e anomalie della valvola mitralica, che ostacolano la normale fuoriuscita del sangue dal ventricolo sinistro. Le conseguenze possono essere rilevanti per la vita del paziente, con rischio di scompenso cardiaco, fibrillazione atriale e conseguente ictus. La patologia è inoltre una delle cause più frequenti di morte cardiaca improvvisa nei giovani atleti sotto sforzo, anche in agonisti apparentemente sani. Nei casi con ostruzione sintomatica, la chirurgia resta spesso l’unica soluzione efficace, nonostante i recenti progressi della terapia medica nei casi meno gravi.

Oltre 1.100 interventi e sopravvivenza sovrapponibile alla popolazione generale

La tecnica del taglio delle corde è stata sviluppata dal dott. Paolo Ferrazzi presso gli Ospedali Riuniti di Bergamo, oggi ASST Papa Giovanni XXIII, ed è stata poi applicata per oltre dieci anni al Policlinico di Monza, diventato il centro più importante in Europa per il trattamento chirurgico di questa patologia. Complessivamente sono stati eseguiti più di 1.100 interventi. I dati pubblicati su JACC indicano che la sopravvivenza a lungo termine dei pazienti operati è sovrapponibile a quella della popolazione generale della stessa età e sesso, mentre la qualità della vita migliora in modo significativo in oltre il 90% dei casi. “Vedere giovani pazienti che prima dell’intervento non riuscivano a salire pochi gradini senza affanno riprendere una vita normale è un’emozione difficile da descrivere”, dichiara il dott. Paolo Ferrazzi. “Questo lavoro corona anni di impegno multidisciplinare di cardiochirurghi, cardiologi e anestesisti, tra cui il dott. Paolo Spirito, uno dei massimi esperti internazionali sulla malattia. I risultati rappresentano oggi un punto di riferimento scientifico per tutti i pazienti sottoposti a questo intervento e dovranno essere considerati anche nello sviluppo di nuove terapie, incluse quelle non chirurgiche”.

La diffusione internazionale della tecnica nata in Lombardia

Un elemento rilevante riguarda la diffusione internazionale della tecnica. Attraverso l’attività formativa dell’International Heart School Foundation L. Parenzan – J.W. Kirklin, dedicata alla formazione di giovani medici provenienti da paesi in via di sviluppo, chirurghi in Ucraina, Romania, Siberia e Kazakistan hanno appreso e adottato questo approccio, contribuendo alla nascita di nuovi centri specializzati e riportando risultati favorevoli su oltre 4.000 pazienti aggiuntivi. Tra i centri di eccellenza che hanno adottato la tecnica figura l’Amosov National Institute of Cardiovascular Surgery di Kiev, diretto dal dott. Vasyl Lazoryshynets, dove il responsabile della cardiomiopatia ipertrofica Kostantyn Rudenko conta più di 1000 casi. Rientra tra i centri attivi anche quello di Bucarest, guidato dal dott. Lucian Dorobantu, con più di 200 interventi.

Ad oggi, 14 centri nel mondo hanno adottato questa tecnica chirurgica, nata in Lombardia, e hanno pubblicato risultati eccellenti a breve termine. Il dato conferma il ruolo della sanità lombarda come luogo di origine dell’innovazione e come riferimento per la sua diffusione internazionale, attraverso un lavoro continuativo di trasferimento delle conoscenze verso la comunità scientifica mondiale.

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato