Advocacy e Associazioni 18 Novembre 2025 11:03

CAR-T, il futuro è già qui: a Firenze la nuova tappa della campagna AIL e l’impegno accanto ai pazienti

La campagna itinerante di AIL “CAR-T – Il futuro è già qui” arriva a Firenze per aggiornare pazienti, caregiver e clinici su una delle innovazioni più dirompenti della medicina contemporanea

di I.F.
CAR-T, il futuro è già qui: a Firenze la nuova tappa della campagna AIL e l’impegno accanto ai pazienti

L’arrivo a Firenze della campagna itinerante “CAR-T – Il futuro è già qui”, promossa da AIL – Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma, è l’occasione per raccontare una delle trasformazioni più profonde della medicina degli ultimi decenni. Una trasformazione che non riguarda solo la scienza, ma tocca le vite dei pazienti, i percorsi di cura, l’organizzazione dei centri e il ruolo delle associazioni. A più di sei anni dalla prima terapia CAR-T somministrata in Italia, queste terapie cellulari avanzate basate sulla modificazione dei linfociti T sono ormai una realtà clinica consolidata: oltre 40 centri autorizzati, tra 1.500 e 1.800 pazienti trattati, indicazioni in espansione e risultati che fino a pochi anni fa sembravano irraggiungibili nei tumori del sangue aggressivi e refrattari. Eppure, come spesso accade nella scienza, ogni passo avanti apre nuove domande.

Le CAR-T oggi: un paradigma che cambia

La tappa fiorentina della campagna AIL porta con sé un messaggio chiaro: la rivoluzione delle CAR-T è iniziata, ma non si è affatto conclusa. Le relazioni degli specialisti presenti – dall’Ematologia di Careggi all’Università di Siena, fino ai centri di ricerca di Firenze – restituiscono un quadro fatto di progressi tangibili e sfide ancora aperte:

  • efficacia crescente nei linfomi, con risposte che cambiano la storia naturale della malattia;
  • risultati significativi nel mieloma multiplo, dove la terapia diventa potenzialmente “disease-modifying”;
  • allargamento delle indicazioni, già dalla seconda o terza linea in molti sottotipi;
  • necessità di un team multidisciplinare per gestire tossicità complesse come CRS e ICANS;
  • modelli organizzativi che devono evolvere, perché le CAR-T sono terapie personalizzate, complesse, esigenti in termini di risorse e competenze.

Accanto all’innovazione scientifica, il nodo dell’accesso rimane centrale: per somministrare le CAR-T è indispensabile un accreditamento specifico (JACIE 7.0 o superiore) e un’infrastruttura ospedaliera capace di sostenere un percorso articolato che inizia con la raccolta dei linfociti T e si conclude con una sorveglianza a lungo termine.

L’impegno di AIL: “Il viaggio nel futuro continua”

A raccontare senso e obiettivi della campagna è Giuseppe Toro, presidente nazionale AIL, che spiega come l’Associazione abbia scelto di raddoppiare la propria presenza su questo tema. “L’arrivo delle CAR-T in Italia ha generato molte aspettative e domande – ricorda Toro – e da subito AIL ha sentito la responsabilità di offrire informazioni chiare e corrette”. È così che nel 2021 nasce la campagna itinerante e online dedicata alle CAR-T, un modello di informazione diretta che ha attraversato l’Italia da nord a sud. Oggi, con la seconda edizione, AIL consolida il proprio ruolo: “Il viaggio nel futuro delle CAR-T continua. Anche se restano interrogativi importanti e sfide aperte, queste terapie rappresentano più che una speranza per quei pazienti che non rispondono alle cure convenzionali. E AIL vuole essere al loro fianco, offrendo informazione, ascolto e sostegno”. Toro richiama anche un punto decisivo: le CAR-T non sono disponibili per tutti, perché si tratta di terapie altamente personalizzate, prodotte a partire dai linfociti T del singolo paziente, e somministrabili solo a chi rientra in criteri clinici specifici. Ecco perché l’informazione aggiornata, corretta e realistica diventa un elemento essenziale.

Accoglienza, supporto, reti: cosa significa essere accanto ai pazienti

Nell’intervista, Toro torna su un tema identitario per AIL: la prossimità ai malati. “AIL è da sempre accanto ai pazienti e alle loro famiglie grazie a 17.000 volontari, alle Case alloggio, al sostegno psicologico, alle cure domiciliari”, ricorda. Un impegno che diventa ancora più prezioso per chi affronta il percorso delle CAR-T, che richiede spostamenti verso centri altamente specializzati, periodi di sorveglianza intensiva e un follow-up prolungato. Le Case di Accoglienza AIL – come quella di Firenze, che nel 2025 ha ospitato oltre 7.300 persone solo nei primi nove mesi dell’anno – rappresentano un tassello fondamentale per garantire accesso equo alle terapie e ridurre il peso emotivo e logistico sulle famiglie. “Possiamo migliorare concretamente la qualità di vita dei pazienti durante e dopo il trattamento con CAR-T – sottolinea Toro – grazie ai nostri volontari e alle strutture di accoglienza”. Un lavoro che vale quanto l’informazione e che accompagna la crescita dell’intero sistema ematologico nazionale.

Una campagna che racconta un cambiamento

“CAR-T – Il futuro è già qui” non è soltanto un ciclo di incontri: è un progetto di divulgazione strutturata che mette a disposizione una landing page dedicata, una mappa dei Centri autorizzati, materiali aggiornati, video-racconti e dialoghi con esperti. Ogni tappa è un momento di confronto tra clinici, pazienti, caregiver e volontari, utile a fotografare criticità regionali, potenzialità dei percorsi assistenziali e prospettive della ricerca.

Una rivoluzione in cammino

Le CAR-T non sono più un’anticipazione sul futuro: sono il presente di centinaia di pazienti che oggi vivono più a lungo e meglio grazie a una terapia capace di cambiare il destino di malattie considerate incurabili. Eppure, la storia non è scritta: ricerca, organizzazione e formazione continueranno a ridisegnare i confini di ciò che sarà possibile. A Firenze, AIL ribadisce un messaggio semplice e potente: la rivoluzione delle CAR-T è un viaggio che non si affronta da soli. Servono centri preparati, ricerca solida, informazione corretta. Ma servono, soprattutto, quella rete di accoglienza, volontariato e ascolto che da oltre cinquant’anni accompagna ogni passo dei pazienti con tumori del sangue.


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