Salute 20 Aprile 2026 11:01

Cancro in UE: 1,3 milioni di morti e 56mila evitabili

Uno studio europeo coordinato da Alleanza Contro il Cancro analizza la mortalità oncologica 2024 nell’Unione europea, evidenziando forti differenze tra Paesi, squilibri di genere e un peso significativo di decessi potenzialmente evitabili legati a prevenzione e accesso alle cure

di Viviana Franzellitti
Cancro in UE: 1,3 milioni di morti e 56mila evitabili

Nel 2024 il cancro ha causato nell’Unione europea circa 1,3 milioni di decessi, pari a quasi un quarto della mortalità complessiva. L’analisi, coordinata dall’epidemiologo Diego Serraino (Alleanza Contro il Cancro – IRCCS oncologici del Ministero della Salute) nell’ambito della Joint Action europea EUnetCCC e del European Beating Cancer Plan, è in corso di pubblicazione su Cancer Epidemiology. Emergono forti disomogeneità tra Paesi, con differenze nei tassi di mortalità che arrivano fino a circa il 50%. Uno degli elementi più rilevanti è la presenza di circa 56mila decessi “in eccesso”, potenzialmente evitabili se tutti gli Stati raggiungessero i livelli medi europei. Lo studio evidenzia infine il ruolo decisivo di fattori organizzativi, sociali e culturali, oltre all’accesso a prevenzione e screening, nel determinare gli esiti sanitari.

Una mortalità oncologica ancora molto distante tra Paesi UE

Il dato medio europeo nasconde una forte eterogeneità. Nei Paesi dell’Europa occidentale i tassi risultano generalmente più bassi, mentre in diverse nazioni dell’Est Europa si registrano livelli significativamente più elevati. Le differenze tra estremi arrivano a circa 1,5 volte, indicando una profonda disuguaglianza nella capacità dei sistemi sanitari di prevenire e trattare le patologie oncologiche. In termini concreti, la probabilità di morire di tumore varia in modo sostanziale a seconda del Paese di residenza.

Decessi evitabili e peso dei sistemi sanitari

Un punto centrale dell’analisi riguarda i 56mila decessi in eccesso nell’UE, attribuiti a differenze nei sistemi sanitari e nella prevenzione. Non è solo il livello di spesa a incidere, ma soprattutto l’organizzazione dei servizi, la diffusione degli screening e la tempestività della diagnosi. Dove la prevenzione è più strutturata, la sopravvivenza migliora sensibilmente; dove è più debole, la mortalità cresce. Questo conferma che una quota significativa dei decessi oncologici non è inevitabile.

Il ruolo dell’Italia nel confronto europeo

Nel confronto tra Paesi, l’Italia mostra una performance migliore rispetto alla media europea, con circa 14mila decessi in meno rispetto ai livelli attesi. Il dato si articola in -9.671 tra gli uomini e -4.722 tra le donne, segnalando un vantaggio sia maschile sia femminile. Questo risultato è associato a una maggiore efficacia di alcuni percorsi di prevenzione e alla tenuta complessiva del sistema oncologico nazionale, pur con differenze territoriali interne.

Disuguaglianze di genere e differenze territoriali

Lo studio evidenzia anche nuovi squilibri tra uomini e donne. Negli uomini l’eccesso di mortalità si concentra soprattutto nei Paesi dell’Europa orientale, mentre tra le donne emergono criticità anche in sistemi sanitari avanzati come Germania, Paesi Bassi e Danimarca. Il fenomeno suggerisce che non solo le risorse economiche, ma anche fattori comportamentali, culturali e di accesso alla prevenzione influenzano gli esiti.

Tumori più impattanti e ruolo della prevenzione

Tra le principali patologie oncologiche, il tumore al polmone resta il più letale, con oltre 162mila decessi negli uomini e 87mila nelle donne, seguito dal tumore al seno, responsabile di oltre 92.700 morti. Sono proprio queste neoplasie, strettamente legate alla prevenzione e alla diagnosi precoce, a mostrare le maggiori differenze tra Paesi. Il dato rafforza il ruolo centrale della prevenzione nella riduzione della mortalità.

Disuguaglianze sanitarie come sfida europea

Nel complesso, l’analisi conferma che le disuguaglianze oncologiche rappresentano una delle principali criticità della sanità europea. Le differenze tra Paesi e tra gruppi sociali derivano da un insieme di fattori organizzativi, culturali e sanitari. Il rafforzamento delle reti oncologiche europee e dei programmi di prevenzione resta quindi un obiettivo chiave per ridurre la mortalità evitabile e rendere più omogeneo l’accesso alle cure.

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