Pubblicata su Cancer Immunology Research, la ricerca mostra come il tumore sfrutti le cellule T regolatorie e il recettore P2RX7 per spegnere il sistema immunitario e favorire la propria crescita.
Un gruppo di ricercatori della Mayo Clinic ha individuato un meccanismo finora sconosciuto che aiuta il tumore polmonare a sfuggire all’immunoterapia. Lo studio, pubblicato su Cancer Immunology Research, spiega perché molti pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule non rispondono ai trattamenti immunologici.
Al centro della scoperta vi sono le cellule T regolatorie, normalmente deputate a evitare che il sistema immunitario diventi eccessivamente aggressivo. Nel contesto tumorale, però, queste cellule vengono “riprogrammate” dal tumore stesso per proteggerlo, anziché contrastarlo.
Il ruolo di P2RX7 e l’inganno del sistema immunitario
Analizzando i dati dei pazienti, i ricercatori hanno osservato che le cellule T regolatorie presenti nei tumori esprimono livelli elevati di P2RX7, una proteina capace di rilevare l’ATP, molecola rilasciata in abbondanza dalle cellule stressate all’interno dell’ambiente tumorale. Quando percepiscono l’ATP, queste cellule si accumulano nel tumore e sopprimono l’attività delle cellule immunitarie che dovrebbero attaccarlo. Inoltre, P2RX7 stimola la produzione di CTLA-4, una molecola che attenua ulteriormente la risposta immunitaria. In pratica, il tumore sfrutta un meccanismo di sicurezza fisiologico e lo trasforma in uno scudo protettivo contro il sistema immunitario.
L’ATP, che in condizioni normali segnala un danno o una minaccia e contribuisce ad attivare le difese, nel microambiente tumorale diventa quindi un segnale paradossale: invece di favorire l’attacco contro le cellule maligne, richiama e potenzia le cellule T regolatorie che “spengono” la risposta immunitaria.
L’elevata espressione di P2RX7 è risultata inoltre associata a esiti di sopravvivenza peggiori nei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule, suggerendo che questo recettore non sia solo un marcatore biologico, ma un vero e proprio nodo funzionale nella rete di protezione del tumore. Attraverso l’aumento di CTLA-4 e di altri segnali inibitori, le cellule T regolatorie creano un ambiente ostile per le cellule T citotossiche, impedendo loro di infiltrarsi efficacemente nel tumore e di svolgere la loro azione distruttiva. È così che il sistema immunitario, pur presente, viene progressivamente disarmato dall’interno.
Cosa accade bloccando P2RX7
Gli esperimenti hanno mostrato che eliminando o inibendo P2RX7 nelle cellule T regolatorie, i tumori crescono più lentamente. Le cellule immunitarie citotossiche riescono a infiltrarsi più facilmente nel tessuto tumorale e risultano più attive.
Non solo: il blocco di P2RX7 favorisce una maggiore collaborazione tra cellule T e linfociti B, con un aumento della produzione di anticorpi diretti contro il tumore e la formazione di strutture immunitarie organizzate all’interno della massa tumorale, associate a prognosi migliori. Si tratta di un cambiamento significativo nell’equilibrio tra soppressione e attivazione del sistema immunitario.
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