Vaccinazioni antinfluenzali in farmacia: dati in aumento in tutte le Regioni censite da Federfarma. In Lombardia 55mila somministrazioni in più
A pochi giorni dalla fine della campagna vaccinale contro l’influenza 2025/2026 si può già delineare un andamento in crescita rispetto alla stagione 2024/2025. Lo sottolinea Federfarma in una nota. Un aumento avvenuto soprattutto grazie al contributo delle farmacie. I dati raccolti da Federfarma in diversi territori confermano la rete delle farmacie territoriali non solo come un presidio per la vaccinazione antinfluenzale, ma un hub vaccinale polivalente capace di rispondere con efficacia anche alla domanda di protezione contro il Covid-19 e altre patologie, anticipando quello che è previsto dalla legge sulle Semplificazioni, che prevede per la farmacia dei servizi la possibilità di somministrare ai maggiori di 12 anni tutti i vaccini previsti dal piano nazionale di prevenzione vaccinale.
Si inizia dalla Lombardia dove le somministrazioni di vaccino antinfluenzale in farmacia sono salite a 445.611 dosi nel 2025, con un incremento di 55.846 unità rispetto alla campagna 2024. Parallelamente, le farmacie lombarde hanno garantito una copertura importante anche per il vaccino anti-Covid19 con 121.438 somministrazioni in leggero, e ormai fisiologico, calo sull’anno precedente. Un andamento simile si registra in Piemonte dove, nel periodo ottobre-dicembre 2025, le somministrazioni di antinfluenzale in regime SSN sono cresciute del 22,4% (59.190 dosi) e quelle in regime privato del 9,6% (7.425 dosi), a fronte di 19.272 vaccinazioni anti-Covid effettuate nello stesso arco temporale, anche qui in lieve calo sul 2024. Anche il Veneto mostra una spinta decisa: al 4 gennaio 2026, dopo quattordici settimane dall’inizio della campagna, le 492 farmacie aderenti, in aumento rispetto alle 476 della precedente stagione, hanno somministrato 65.672 dosi di vaccino antinfluenzale, superando significativamente le 52.703 dello stesso periodo dell’anno precedente.
Spostandoci dal Nord al Centro, il Lazio si distingue per un’ampia articolazione dell’offerta vaccinale. Al 17 gennaio 2026, le farmacie hanno erogato ben 71.401 dosi di vaccini antinfluenzali. A queste si aggiungono 9.006 somministrazioni di vaccino anti-Covid effettuate fino al 16 gennaio 2026. Nelle Marche, l’attività delle farmacie ha permesso di raggiungere 20.000 dosi di antinfluenzale (con un aumento di 5.000 unità rispetto all’anno precedente) e 1.000 dosi anti-Covid, estendendo la protezione anche verso altre patologie con circa 350 somministrazioni di vaccino anti-pneumococco. In Umbria, i dati aggiornati al 7 gennaio 2026 evidenziano 2.618 vaccinazioni antinfluenzali e 527 anti-Covid erogate direttamente dai farmacisti. In Toscana, al 19 gennaio, si è arrivati a 19.162 dosi di antinfluenzale contro le 17.808 dello stesso periodo dell’anno precedente somministrate in farmacia. E anche qui si registra un calo per le vaccinazioni contro il Covid-19.
Il successo della campagna di quest’anno e del contributo delle farmacie è evidente anche nelle Regioni del Sud e nelle Isole. In Campania, i dati al 19 gennaio 2026 mostrano un totale complessivo di 26.273 vaccini antinfluenzali somministrati contro i 16.663 dello stesso periodo dell’anno precedente. In Calabria, sempre al 19 gennaio, le somministrazioni di antinfluenzale sono passate da 5.120 a 7.706 (+50,5%), mentre il vaccino anti-Covid ha visto un raddoppio delle adesioni con 954 somministrazioni (+111,1%). In Sicilia, la crescita è altrettanto marcata: al 27 gennaio 2026, le farmacie hanno già somministrato 16.542 dosi di vaccino antinfluenzale, superando ampiamente le 11.340 dosi totali raggiunte alla conclusione della scorsa campagna il 28 febbraio 2025.
Infine, l’esperienza della Liguria sintetizza efficacemente questa tendenza di crescita: i farmacisti hanno visto aumentare le proprie somministrazioni di 27.797 dosi rispetto all’anno precedente, segnando un incremento del 6%, superiore rispetto a quello degli altri professionisti sanitari attivi nella campagna e arrivando a coprire il 21% della quota totale di erogazione vaccinale regionale.
«Questi numeri dimostrano come la farmacia possa dare un contributo decisivo alla prevenzione sanitaria, favorendo un aumento della copertura vaccinale e offrendo ai cittadini un accesso rapido, sicuro e professionale ad una gamma di vaccini sempre più ampia» commenta Marco Cossolo, presidente Federfarma.