L'aumento delle temperature, le alluvioni e la siccità modificano la diffusione di batteri, virus e parassiti, ma ogni agente patogeno reagisce in modo diverso
Il cambiamento climatico non sta modificando soltanto il pianeta, ma anche il comportamento di alcune delle malattie infettive più diffuse e pericolose. Le infezioni trasmesse dall’acqua, responsabili ogni anno di circa 1,2 milioni di decessi per diarrea infettiva, soprattutto tra i bambini più piccoli, potrebbero infatti diventare sempre più difficili da controllare se le strategie di prevenzione non terranno conto del diverso modo in cui batteri, virus e parassiti rispondono alle trasformazioni del clima. È quanto emerge da una review pubblicata su Nature Reviews Microbiology, coordinata da Elizabeth Carlton, della Colorado School of Public Health dell’Università del Colorado Anschutz, insieme ai ricercatori della University of Washington School of Public Health. Secondo gli autori si tratta della più completa e aggiornata analisi disponibile sul rapporto tra cambiamento climatico e malattie trasmesse dall’acqua.
Un problema che colpisce soprattutto i più piccoli
Le malattie trasmesse dall’acqua sono causate da agenti patogeni che si diffondono attraverso l’ingestione di acqua contaminata e continuano a rappresentare una delle principali cause di morte a livello globale, in particolare nei bambini sotto i cinque anni. Negli ultimi decenni il miglioramento dell’accesso all’acqua potabile, dei servizi igienico-sanitari e delle vaccinazioni ha contribuito a ridurre il peso di molte di queste infezioni. Tuttavia, avvertono gli autori, il cambiamento climatico rischia di compromettere questi progressi, modificando le condizioni ambientali che favoriscono la sopravvivenza, la diffusione e la capacità dei microrganismi di infettare nuovi ospiti. “Vogliamo che le persone comprendano che il cambiamento climatico modifica le condizioni che permettono ai patogeni di diffondersi – spiega Elizabeth Carlton -. Sta rendendo più difficile controllare alcune delle malattie infettive più letali del mondo, creando condizioni sempre più favorevoli alla loro trasmissione”.
Temperature, alluvioni e siccità cambiano la diffusione dei patogeni
Nella review i ricercatori analizzano come le principali conseguenze del cambiamento climatico – aumento delle temperature, precipitazioni intense, alluvioni, siccità ed eventi meteorologici estremi – influenzino la biologia e la trasmissione degli agenti patogeni, con particolare attenzione a quelli che si diffondono per via fecale-orale. L’analisi evidenzia che non esiste una risposta uguale per tutti. Ogni microrganismo reagisce in maniera diversa ai cambiamenti climatici e, proprio per questo, non è più possibile pensare a un’unica strategia di prevenzione valida per tutte le malattie idrotrasmesse. Se le piogge torrenziali e le alluvioni possono contaminare le fonti di acqua potabile favorendo la comparsa di epidemie, anche la siccità rappresenta un fattore di rischio. La riduzione della disponibilità di acqua sicura costringe infatti molte persone a ricorrere a fonti alternative, spesso contaminate, aumentando così le probabilità di infezione.
Batteri e virus non reagiscono allo stesso modo
Uno degli aspetti più interessanti messi in luce dalla review riguarda il diverso comportamento dei patogeni. Temperature più elevate tendono generalmente a favorire la proliferazione dei batteri, mentre alcuni virus enterici, come norovirus, rotavirus e adenovirus, si diffondono più facilmente in condizioni fresche e secche e potrebbero addirittura ridurre la propria circolazione in un clima più caldo. Secondo gli autori, comprendere queste differenze è essenziale anche per migliorare i modelli che cercano di prevedere l’andamento futuro delle epidemie. Le stime, spiegano, dovranno integrare non solo le variabili climatiche, ma anche fattori come la vulnerabilità sociale delle popolazioni e le caratteristiche biologiche dei singoli patogeni, così da stimare con maggiore precisione il futuro carico di malattia.
Le tre priorità indicate dagli esperti
Per affrontare questa nuova sfida sanitaria, gli autori individuano tre priorità. La prima consiste nel rafforzare i sistemi WASH (Water, Sanitation and Hygiene), rendendo acquedotti, reti fognarie e infrastrutture igienico-sanitarie più resistenti agli eventi climatici estremi. La seconda è il potenziamento della sorveglianza epidemiologica, con sistemi in grado di identificare rapidamente quali batteri, virus o parassiti stanno circolando. Un monitoraggio mirato, sottolineano gli autori, permette di intervenire in modo molto più efficace rispetto a strategie uniformi. La terza priorità riguarda il consolidamento dei programmi vaccinali. Vaccini efficaci sono già disponibili contro numerose malattie trasmesse dall’acqua, tra cui colera, rotavirus, poliomielite, epatite A e febbre tifoide. Tuttavia, alluvioni e altri eventi estremi possono interrompere le campagne vaccinali, danneggiare le infrastrutture sanitarie, limitare l’accesso alle popolazioni colpite e compromettere la catena del freddo necessaria per la conservazione dei vaccini.
Investire oggi per proteggere la salute di domani
Gli autori definiscono questi interventi “investimenti senza rimpianti” (no-regret investments), perché producono benefici indipendentemente dall’entità futura del cambiamento climatico. Rafforzare i sistemi idrici, migliorare la sorveglianza e garantire la continuità delle vaccinazioni significa infatti ridurre l’incidenza delle malattie oggi e, allo stesso tempo, rendere i sistemi sanitari più resilienti alle sfide dei prossimi decenni. “La buona notizia – osserva Carlton – è che disponiamo già di molti strumenti per ridurre il rischio. La sfida consiste ora nell’adattarli alle condizioni climatiche attuali e a quelle che dovremo affrontare in futuro”. Il messaggio conclusivo della review è chiaro: nessun intervento sarà sufficiente da solo. Per proteggere la salute pubblica in un clima che cambia sarà necessario sviluppare strategie di adattamento basate sulle caratteristiche dei singoli agenti patogeni, così da prevedere con maggiore precisione le future epidemie, proteggere le popolazioni più vulnerabili e preservare i progressi ottenuti negli ultimi decenni nella lotta contro le malattie trasmesse dall’acqua.
Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato