Bologna, Firenze, Roma e Torino raggiungono il livello massimo di rischio per la salute. Nella Capitale il Comune corre ai ripari con un'ordinanza che impone soste nelle fasce orarie più critiche per chi lavora all'aperto e mette a disposizione spazi climatizzati per la popolazione più fragile
Mancano ancora quasi quattro settimane al solstizio d’estate, ma il caldo ha già fatto scattare il massimo livello di rischio in quattro città italiane. Domani Bologna, Firenze, Roma e Torino saranno contrassegnate dal bollino rosso del Ministero della Salute, che segnala condizioni meteorologiche potenzialmente pericolose non solo per le persone più fragili, ma per l’intera popolazione. L’ondata di calore che sta interessando gran parte della Penisola arriva dopo una giornata in cui ben 16 città sono state classificate con il bollino arancione, indicatore di temperature elevate associate a possibili effetti negativi sulla salute, soprattutto per anziani, bambini piccoli, persone con patologie croniche e lavoratori esposti all’aperto.
Quattro città al massimo livello di allerta
Secondo il bollettino del Ministero della Salute, domani il quadro generale tenderà a migliorare in molte aree del Paese, ma quattro grandi città vedranno peggiorare il proprio livello di rischio passando dall’arancione al rosso: Bologna, Firenze, Roma e Torino. Molti dei capoluoghi oggi interessati dall’allerta arancione passeranno invece al livello giallo di pre-allerta. È il caso di Bolzano, Brescia, Frosinone, Latina, Milano, Perugia, Rieti, Trieste, Venezia, Verona e Viterbo. Rimarranno invece in condizioni di attenzione diverse città del Centro-Sud, mentre Bari, Cagliari, Messina, Palermo e Reggio Calabria passeranno dal verde al giallo. Le previsioni indicano tuttavia un progressivo attenuarsi dell’ondata di calore già a partire da venerdì, quando aumenterà il numero delle città in bollino verde e il caldo estremo dovrebbe ridurre la propria intensità su gran parte del territorio nazionale.
Perché il bollino rosso preoccupa
Il livello 3, identificato dal bollino rosso, viene attribuito quando le condizioni climatiche possono produrre effetti sulla salute anche nelle persone sane e attive, oltre ad aggravare situazioni cliniche preesistenti. Le alte temperature, soprattutto se associate a elevati livelli di umidità e a una ridotta ventilazione, possono aumentare il rischio di disidratazione, colpi di calore, scompensi cardiovascolari e peggioramento delle malattie respiratorie. Particolarmente vulnerabili sono gli anziani soli, i pazienti affetti da patologie croniche, le persone che assumono determinate terapie farmacologiche, i bambini molto piccoli e chi svolge attività lavorative all’aperto nelle ore centrali della giornata.
A Roma pause obbligatorie per chi lavora all’aperto
Proprio per fronteggiare gli effetti delle temperature elevate, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha firmato un’ordinanza che introduce misure straordinarie di tutela per i lavoratori esposti al caldo e per la popolazione più fragile. Da oggi e fino al 15 settembre, nella fascia oraria compresa tra le 12.30 e le 16.00, i datori di lavoro dei cantieri e del settore agricolo dovranno garantire pause obbligatorie in aree ombreggiate o raffrescate. L’ordinanza prevede inoltre l’utilizzo di sistemi di ventilazione o nebulizzazione quando necessario, in linea con le disposizioni regionali sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. L’obiettivo è ridurre il rischio di stress termico e colpi di calore tra i lavoratori maggiormente esposti alle alte temperature, un fenomeno che negli ultimi anni è diventato sempre più frequente con l’aumento degli eventi climatici estremi.
Biblioteche e centri anziani come rifugi climatici
L’ordinanza capitolina introduce anche una misura rivolta alla popolazione generale. Nei giorni classificati dal Ministero della Salute come “Livello 3 – Ondata di calore”, Roma Capitale metterà a disposizione una rete di spazi climatizzati in cui trovare refrigerio durante le ore più calde. Tra le strutture individuate figurano biblioteche, centri anziani, aule studio e spazi culturali dotati di sistemi di raffrescamento. Il Comune realizzerà una mappatura dedicata per consentire ai cittadini di individuare facilmente i luoghi disponibili sul territorio. Si tratta di un modello già adottato in diverse città europee e nordamericane, dove i cosiddetti “rifugi climatici” rappresentano uno degli strumenti più efficaci per proteggere le fasce più vulnerabili durante le ondate di calore.
Le raccomandazioni degli esperti
In presenza di temperature elevate, il Ministero della Salute raccomanda di evitare l’esposizione diretta al sole nelle ore più calde della giornata, bere frequentemente anche in assenza dello stimolo della sete, consumare pasti leggeri e privilegiare ambienti freschi e ventilati. Particolare attenzione va riservata agli anziani che vivono soli, alle persone non autosufficienti e ai pazienti con malattie croniche, che possono andare incontro più facilmente a complicanze legate al caldo. L’arrivo dei primi bollini rossi della stagione rappresenta un promemoria di come le ondate di calore stiano diventando un’emergenza sanitaria sempre più rilevante. Non a caso il Piano nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute, coordinato dal Ministero della Salute, monitora quotidianamente l’andamento delle temperature nelle principali città italiane fino al mese di settembre, quando il rischio associato alle alte temperature tende generalmente a diminuire.
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