Nutri e Previeni 10 Settembre 2026 09:52

Bevande zuccherate, una al giorno associata a un rischio più che doppio di cancro gastrico

Uno studio su oltre 112mila adulti statunitensi rileva un rischio 2,45 volte maggiore di cancro allo stomaco tra chi consuma almeno una bevanda zuccherata al giorno.

di Arnaldo Iodice
Bevande zuccherate, una al giorno associata a un rischio più che doppio di cancro gastrico

Una bevanda zuccherata al giorno è stata associata a un rischio di cancro allo stomaco oltre doppio rispetto a un consumo molto occasionale. È quanto emerge da uno studio del Mass General Brigham Cancer Institute, pubblicato sulla rivista Gastro Hep Advances, che ha analizzato i dati di 112.284 adulti statunitensi seguiti nell’ambito del Nurses’ Health Study e dell’Health Professionals Follow-Up Study.

Nel corso del follow-up, protratto per diversi decenni, 278 partecipanti hanno sviluppato un tumore gastrico. Dopo aver considerato altri fattori potenzialmente associati alla malattia, le persone che riferivano di consumare almeno una porzione di bevanda zuccherata al giorno presentavano un rischio 2,45 volte maggiore rispetto a chi ne consumava meno di una al mese. L’associazione è stata osservata sia negli uomini sia nelle donne.

“Questo è il primo studio a dimostrare un’associazione tra l’assunzione di bevande zuccherate e il cancro gastrico in una popolazione statunitense”, ha affermato l’autore senior Andrew T. Chan, MD, MPH, gastroenterologo ed epidemiologo del Mass General Brigham Cancer Institute. Il dato, sottolineano i ricercatori, indica un’associazione e non dimostra un rapporto di causa-effetto.

Un’associazione osservata nel lungo periodo

La ricerca si inserisce in un quadro di studi che hanno già collegato il consumo di bevande zuccherate a un maggiore rischio di alcuni tumori, tra cui quelli del colon-retto, della mammella e del fegato. Sul possibile rapporto con il cancro gastrico, invece, le evidenze erano finora più limitate. Per approfondire la questione, i ricercatori hanno utilizzato i dati di due grandi studi statunitensi di coorte, che hanno raccolto per molti anni informazioni dettagliate sull’alimentazione, sullo stile di vita e sulle condizioni di salute dei partecipanti.

L’analisi ha considerato 112.284 persone. Nel periodo di osservazione sono stati registrati 278 casi di cancro gastrico. I ricercatori hanno quindi confrontato l’incidenza della malattia in relazione alle abitudini di consumo delle bevande zuccherate, tenendo conto di altri elementi che potevano influenzare il rischio.

Nel gruppo che consumava almeno una bevanda zuccherata ogni giorno, la probabilità di sviluppare un tumore dello stomaco è risultata 2,45 volte superiore rispetto a quella osservata tra chi ne consumava meno di una porzione al mese. L’associazione non sembrava riguardare esclusivamente uno dei due sessi. Un ulteriore elemento emerso dall’analisi riguarda il fruttosio, principale zucchero presente in queste bevande: anche un consumo complessivamente più elevato di fruttosio è risultato associato a una maggiore incidenza di cancro gastrico.

Per Chan, il risultato è particolarmente rilevante perché il cancro gastrico rappresenta la quinta causa di morte per cancro nel mondo, mentre resta ancora poco chiaro in che misura l’alimentazione possa contribuire allo sviluppo della malattia.

Più forte l’associazione nelle donne, nessun segnale per le bevande light

L’associazione osservata non è stata identica in tutti i gruppi analizzati. Tra le donne incluse nel Nurses’ Health Study, per esempio, il consumo di più di una bevanda zuccherata al giorno è risultato associato a un rischio 3,04 volte maggiore di cancro gastrico rispetto a un consumo molto raro. Il dato rafforza il segnale complessivo dello studio, pur non permettendo di stabilire che siano le bevande zuccherate a determinare direttamente l’aumento del rischio.

I ricercatori hanno infatti distinto le bevande contenenti zuccheri da quelle dolcificate artificialmente. Nel primo gruppo rientravano bibite gassate, punch, limonate e bevande sportive. Le bevande dolcificate artificialmente erano invece definite, nello studio, come bevande gassate a basso contenuto calorico.

Per queste ultime non è emersa un’associazione analoga: dopo l’aggiustamento per gli altri potenziali fattori di rischio, un consumo maggiore di bevande dolcificate artificialmente non è risultato collegato a una maggiore incidenza di cancro gastrico.

Un’altra parte dell’analisi ha riguardato l’Helicobacter pylori, batterio noto per essere un importante fattore di rischio per il tumore dello stomaco. I ricercatori disponevano delle informazioni relative all’infezione per un sottogruppo di 940 partecipanti. Poco più di un terzo presentava segni di infezione, ma non è stata rilevata un’associazione tra il consumo di bevande zuccherate e la presenza di H. pylori. Il risultato non chiarisce quindi il meccanismo attraverso il quale le bevande zuccherate potrebbero essere collegate al cancro gastrico. L’associazione con il fruttosio rappresenta un ulteriore elemento da approfondire, ma non consente di attribuire al consumo della sostanza un ruolo causale.

I limiti dello studio: un’associazione non è una causa

Gli stessi autori invitano a interpretare i risultati con cautela. Lo studio è di tipo osservazionale: può evidenziare una relazione statistica tra due fenomeni, ma non dimostrare che il consumo di bevande zuccherate provochi il cancro gastrico. Non si può quindi concludere, sulla base di questi dati, che una bevanda zuccherata al giorno sia responsabile dell’insorgenza della malattia.

È possibile, infatti, che altri fattori non completamente misurati o controllati abbiano contribuito alla maggiore incidenza di tumore osservata tra i consumatori più frequenti. Tra le limitazioni indicate dai ricercatori figura anche la disponibilità limitata di informazioni sull’infezione da H. pylori e sulla storia familiare di cancro gastrico.

Un ulteriore elemento riguarda la composizione della popolazione studiata, costituita prevalentemente da partecipanti caucasici. Questo rende difficile stabilire se l’associazione osservata possa variare tra differenti gruppi razziali ed etnici.

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