Nutri e Previeni 14 Gennaio 2026 16:51

Bevande zuccherate, il risparmio alla cassa si paga con la salute. L’appello OMS

L’appello ai governi dell’OMS: “Rafforzare e ripensare le tasse per proteggere la salute e prevenire malattie evitabili”

di I.F.
Bevande zuccherate, il risparmio alla cassa si paga con la salute. L’appello OMS

Entrano nelle nostre case ogni giorno, sugli scaffali dei supermercati e nei distributori automatici, spesso a prezzi irrisori. Bibite zuccherate, drink alcolici, bevande “pronte da bere” sono diventati sempre più economici, mentre il loro impatto sulla salute continua a crescere. Un corto circuito che l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) denuncia apertamente, chiedendo ai governi di intervenire con decisione sulla leva fiscale. Il messaggio è semplice quanto scomodo: quando prodotti nocivi costano poco, se ne consuma di più. E il prezzo reale non si paga alla cassa, ma negli ambulatori, negli ospedali e nei bilanci pubblici.

Bevande a basso costo, malattie ad alto impatto

Secondo l’OMS, il progressivo abbassamento dei prezzi relativi di bevande zuccherate e alcoliche sta contribuendo in modo diretto all’aumento di obesità, diabete, malattie cardiovascolari e tumori. Senza contare gli effetti indiretti, come gli incidenti e i danni sociali, che colpiscono in modo particolare bambini e giovani adulti. Il problema non è solo sanitario, ma strutturale: sistemi fiscali deboli permettono a questi prodotti di rimanere economicamente accessibili, mentre i sistemi sanitari sono sempre più sotto pressione per curare malattie che, in larga parte, potrebbero essere prevenute.

Le tasse come strumento di prevenzione

“Le tasse per la salute sono uno degli strumenti più efficaci a nostra disposizione”, sottolinea il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus. Aumentare la tassazione su prodotti come tabacco, bevande zuccherate e alcol non serve solo a scoraggiarne il consumo, ma anche a generare risorse da reinvestire in servizi sanitari essenziali. Un punto chiave, perché il mercato globale di queste bevande genera profitti miliardari, mentre solo una piccola parte di questo valore viene intercettata dagli Stati attraverso politiche fiscali orientate alla salute. Il resto del costo — economico e sociale — ricade sulle collettività.

Zuccheri sotto tassazione, ma non tutti

I nuovi rapporti mostrano che almeno 116 Paesi nel mondo applicano una qualche forma di tassa sulle bevande zuccherate, soprattutto sulle bibite gassate. Ma il quadro è tutt’altro che omogeneo. Molti prodotti ad alto contenuto di zucchero sfuggono ancora alla tassazione: succhi di frutta al 100%, bevande a base di latte zuccherato, caffè e tè pronti da bere restano spesso esclusi, nonostante un profilo nutrizionale tutt’altro che innocuo. Anche sul fronte delle bevande energetiche, tassate nel 97% dei Paesi, la situazione è ferma: nessun progresso rispetto al 2023.

Alcol: diffuso, tassato poco

Sul versante alcolico, almeno 167 Paesi applicano tasse, mentre 12 hanno scelto il divieto totale. Eppure, nella maggior parte del mondo, l’alcol è diventato più accessibile o ha mantenuto prezzi stabili negli ultimi anni. Il motivo? Le accise non tengono il passo con l’inflazione e con la crescita dei redditi. Fa discutere anche il caso del vino, che resta esente da tassazione in almeno 25 Paesi, in prevalenza europei, nonostante i rischi per la salute siano ampiamente documentati. Nel complesso, le aliquote restano basse: la tassazione mediana globale è del 14% per la birra e del 22,5% per i superalcolici. Ancora più debole quella sulle bevande zuccherate, che rappresenta in media solo il 2% del prezzo finale.

L’iniziativa “3 by 35”: meno accesso, più salute

A fronte di questo scenario, l’OMS rilancia la sua iniziativa “3 by 35”, che punta ad aumentare progressivamente i prezzi reali di tre prodotti chiave — tabacco, alcol e bevande zuccherate — entro il 2035. L’obiettivo non è fare cassa, ma rendere nel tempo meno accessibili beni che alimentano malattie prevenibili.


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