Il nuovo report UNICEF Innocenti fotografa il legame tra disuguaglianze economiche e benessere infantile nei Paesi ricchi. In Italia quasi un minore su quattro vive sotto la soglia di povertà e il 27% dei bambini e adolescenti è in sovrappeso
La povertà economica continua a incidere profondamente sulla salute e sulle opportunità educative dei più giovani. A lanciare l’allarme è il nuovo report “Report Card 20: Unequal Chances – Children and economic inequality”, pubblicato dall’UNICEF Office of Strategy and Evidence – Innocenti, che analizza il rapporto tra disuguaglianze economiche e benessere dei bambini in 44 Paesi OCSE e ad alto reddito. Secondo il rapporto, quasi un bambino italiano su quattro vive sotto la soglia di povertà. Un dato che si riflette direttamente anche sulla salute: nel nostro Paese il 27% dei bambini e degli adolescenti tra i 5 e i 19 anni è classificato come in sovrappeso.
Italia 12esima per benessere dei bambini
Nel confronto internazionale, l’Italia occupa il 12esimo posto su 37 Paesi nella classifica generale del benessere dei bambini. Il nostro Paese si colloca al 10° posto per benessere mentale, al 17° per salute fisica e al 25° per competenze scolastiche. Ma dietro il posizionamento complessivo emergono profonde differenze sociali. L’Italia è infatti al 22° posto su 40 per disparità di reddito e al 30° per povertà minorile, con un tasso pari al 23,2%. In pratica, il 20% delle famiglie più ricche guadagna oltre cinque volte il reddito del 20% più povero. Secondo gli esperti UNICEF, queste differenze economiche influenzano direttamente il modo in cui i bambini crescono, imparano e si alimentano. “La disuguaglianza influisce profondamente sul modo in cui i bambini imparano, su ciò che mangiano e su come vivono la loro vita – spiega Bo Viktor Nylund, direttore di UNICEF Innocenti -.Per limitare gli effetti peggiori della disuguaglianza dobbiamo investire con urgenza nella salute, nella nutrizione e nell’istruzione dei bambini che vivono nelle comunità più svantaggiate”.
Più disuguaglianze, più obesità infantile
Il report evidenzia una correlazione netta tra disuguaglianza economica e peggiori condizioni di salute nei minori. Nei Paesi più diseguali i bambini hanno una probabilità 1,7 volte maggiore di essere in sovrappeso rispetto ai coetanei che vivono nei Paesi più equi. Secondo gli autori, a incidere sarebbero soprattutto la qualità dell’alimentazione, la difficoltà di accesso a cibi sani e nutrienti e, in alcuni casi, la tendenza a saltare i pasti. Anche all’interno dell’Unione Europea le differenze sono evidenti: solo il 58% dei bambini appartenenti alle famiglie con i redditi più bassi gode di ottima salute, contro il 73% dei bambini delle famiglie più benestanti.
Il peso delle disuguaglianze sulla scuola
Le differenze economiche si riflettono anche sui risultati scolastici. Nei Paesi caratterizzati da maggiori disparità sociali, infatti, i livelli medi di apprendimento risultano più bassi. Il report segnala che nei Paesi dove sussistono maggiori diseguaglianze i bambini hanno il 65% di probabilità di lasciare la scuola senza competenze di base in lettura e matematica, contro il 40% registrato nei Paesi più equi. Anche in Italia il divario è marcato. Tra i quindicenni appartenenti alle famiglie più ricche, l’84% possiede competenze di base in matematica e lettura. La quota scende a meno del 45% tra i coetanei provenienti dalle famiglie più povere. Il rapporto sottolinea inoltre che gli adolescenti italiani dedicano ai compiti a casa più tempo rispetto ai ragazzi di quasi tutti gli altri Paesi inclusi nell’analisi.
Salute mentale: Italia tra i Paesi migliori
Più incoraggiante il dato relativo al benessere mentale. L’Italia rientra nel primo terzo della classifica internazionale e registra uno dei tassi di suicidio adolescenziale più bassi d’Europa: tra i ragazzi di età compresa tra 15 e 19 anni il tasso è pari a 2,82 ogni 100mila giovani. Per ridurre l’impatto delle disuguaglianze sul benessere dei bambini, UNICEF invita governi e istituzioni ad adottare politiche mirate contro la povertà minorile. Tra le priorità indicate dal report figurano il rafforzamento delle reti di protezione sociale, il sostegno economico alle famiglie, investimenti nelle comunità più svantaggiate e interventi per ridurre le disuguaglianze educative. Particolare attenzione viene posta anche alla qualità dell’ambiente scolastico, alla disponibilità di pasti sani e nutrienti nelle scuole e alla necessità di coinvolgere direttamente bambini e adolescenti nella definizione delle politiche che riguardano il loro benessere.
Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato