L’associazione APRI denuncia il divario tra le celebrazioni pubbliche sull’autismo e la mancanza di interventi strutturali, chiedendo l’attuazione degli impegni già assunti su diagnosi, scuola e terapie
Ogni anno il 2 aprile l’Italia si illumina di blu per la Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo. Monumenti accesi, parole sull’inclusione, dichiarazioni istituzionali. Poi, il giorno dopo, il silenzio. È da questa contraddizione che parte il nuovo appello dell’associazione APRI – Associazione per la ricerca sull’autismo Cimadori, che richiama l’attenzione su ritardi e mancate attuazioni di impegni già assunti a livello politico e istituzionale. “Il silenzio che segue le celebrazioni non è neutro – sottolinea l’associazione – ma il risultato di anni di rinvii su problemi strutturali già noti”.
Impegni annunciati, attuazioni incomplete
APRI ricorda come, negli anni, siano stati approvati documenti e mozioni parlamentari con impegni unanimi sulle politiche per l’autismo. Tuttavia, molti di questi punti restano ancora disattesi. Tra le principali criticità segnalate c’è l’aggiornamento del nomenclatore tariffario, necessario per includere i trattamenti basati sull’Applied Behavior Analysis (ABA). L’esclusione di questi interventi dal sistema nazionale continua a generare forti disuguaglianze territoriali nell’accesso alle cure.
Scuola e inclusione: il nodo del protocollo scaduto
Un secondo punto riguarda il mancato rinnovo del protocollo d’intesa tra Ministero dell’Istruzione e Ministero della Salute, strumento ritenuto fondamentale per garantire continuità nei percorsi scolastici e di inclusione degli studenti con autismo. Il protocollo, scaduto a gennaio 2025, non è stato ancora rinnovato nonostante le richieste formali avanzate dalle associazioni del settore.
Professioni e terapie: il tema della qualità degli interventi
Tra le priorità indicate da APRI figura anche la proposta di legge per il riconoscimento delle professioni ABA, considerata essenziale per garantire standard formativi chiari e tutelare famiglie e professionisti. In assenza di una regolamentazione, il rischio è quello di una forte frammentazione degli interventi e di una qualità disomogenea sul territorio.
Linee guida e criticità scientifiche
Infine, l’associazione richiama l’attenzione sulle Linee guida 2023 per la diagnosi e il trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei minori, attualmente oggetto di ricorso al Consiglio di Stato. APRI segnala due criticità: l’indicazione di alcuni trattamenti farmacologici nei bambini e l’assenza di distinzione tra le diverse tipologie di terapie psicoeducative, elementi che – secondo l’associazione – non sarebbero in linea con la letteratura scientifica internazionale.
“La consapevolezza senza diritti è retorica”
Nel suo appello finale, APRI chiede a maggioranza e opposizione un impegno concreto e continuativo. “Non servono nuove promesse – conclude l’associazione – ma l’attuazione di quanto già approvato. La consapevolezza senza diritti è solo retorica. E per le persone con autismo il silenzio dopo le celebrazioni è una realtà quotidiana che non può più essere ignorata”.
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