Lavoro e Professioni 16 Febbraio 2015 10:35

Il mondo delle assicurazioni

La Rc personale del responsabile di prevenzione e protezione 
di Assicurazione

Sono un medico odontoiatra che opera come dipendente di un grande centro dentistico. Nella mia qualità di responsabile della sicurezza sono stato sanzionato dalla autorità competente con un’ammenda  per una mia erronea interpretazione ed applicazione di una norma sulla sicurezza. La compagnia di assicurazione alla quale la mia azienda ha presentato la denuncia  ha rifiutato il risarcimento; anche la mia azienda  non ha inteso risarcirmi quanto da me pagato asserendo che si è trattato di una mia responsabilità personale. Chiedo se sia legittimo e corretto questo comportamento dell’Assicuratore ed anche del mio datore di lavoro.

Le due posizioni vanno innanzitutto distinte. Cominciamo dal rifiuto del datore di lavoro: in effetti la responsabilità della sicurezza è di carattere personale e conseguentemente, dal punto di vista puramente giuridico, la risposta negativa del suo datore di lavoro risulta legittima.
Quanto al rifiuto espresso dell’Assicuratore, è necessaria una precisazione: la polizza di Responsabilità civile ha un contenuto risarcitorio; ciò significa che l’Assicuratore si impegna a sostituirsi all’Assicurato nel risarcimento di un danno cagionato da quest’ultimo a terzi. Non è questo il caso dell’ammenda, la quale non ha un profilo risarcitorio, bensì sanzionatorio. Non si commina, infatti, una ammenda poiché si è tenuto un comportamento dannoso, ma al fine di ammonire, tramite la sanzione, sulla necessità di assumere un comportamento corretto. E’ pertanto giustificato e corretto il rifiuto dell’Assicuratore.
Ciò precisato, è doveroso anche ricordare che alcune compagnie, in deroga al principio sopra illustrato, riconoscono il rimborso di alcuni tipi di sanzioni ricevute dall’Assicurato.

Ennio Profeta – consulente SanitAssicura 

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy 2030

Dati clinici e “dati di esperienza”: così Novartis porta la voce dei pazienti dentro le decisioni

Dalle barriere organizzative al burden su caregiver: l’advocacy come leva per una valutazione più completa del valore e per percorsi di cura più equi. Chiara Gnocchi per Advocacy 2...
di Corrado De Rossi Re
Advocacy e Associazioni

Giornata Mondiale del Malato: “Il prendersi cura sia responsabilità condivisa”

Il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere la cura oggi. Un invito alla compassione che diventa responsab...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Fibromialgia nei LEA, FIRA: “Un passo avanti, ma resta cruciale migliorare la diagnosi”

L’inserimento della fibromialgia nei LEA rappresenta un primo riconoscimento istituzionale per i pazienti, ma resta cruciale migliorare diagnosi, percorsi di cura e personalizzazione terapeutica
di I.F.
Pandemie

Long Covid e cervello: il ruolo dell’infezione nelle complicanze neurologiche e psicologiche

Una collaborazione tra il Centro di ricerca coordinata Aldo Ravelli dell’Università Statale di Milano e università internazionali come Yale, University of California e University o...
di Viviana Franzellitti