One Health 7 Luglio 2026 09:25

“Animal Health Law” promossa dalla Commissione Ue: “Migliorate prevenzione e risposta alle epidemie”

A dieci anni dall'adozione del regolamento europeo sulla sanità animale, Bruxelles traccia un bilancio positivo: migliorati prevenzione, biosicurezza e gestione delle emergenze. Restano però molte sfide aperte

di Isabella Faggiano
“Animal Health Law” promossa dalla Commissione Ue: “Migliorate prevenzione e risposta alle epidemie”

A dieci anni dalla sua adozione, l’Animal Health Law, il regolamento europeo che disciplina la prevenzione e il controllo delle malattie trasmissibili degli animali, supera l’esame della Commissione europea. La valutazione pubblicata da Bruxelles evidenzia come la normativa abbia rafforzato la capacità dell’Unione di prevenire e contenere le principali emergenze sanitarie veterinarie, contribuendo a tutelare la salute animale, quella pubblica e il mercato unico europeo. Le malattie animali, ricorda la Commissione, possono avere conseguenze pesanti non solo per allevatori e comunità rurali, ma anche per la salute umana, gli scambi commerciali e l’economia. In questo contesto, la normativa entrata in vigore nel 2016 e pienamente applicabile dal 2021 ha introdotto un approccio profondamente diverso rispetto al passato, puntando soprattutto sulla prevenzione, sulla valutazione del rischio e sulla responsabilizzazione di tutti gli attori coinvolti.

Più prevenzione, meno emergenze

Secondo il documento della Commissione, uno dei principali risultati raggiunti è il passaggio da un sistema prevalentemente reattivo, che interveniva soprattutto durante le epidemie, a un modello fondato sulla prevenzione. La normativa ha rafforzato gli obblighi di biosicurezza negli allevamenti, migliorato i sistemi di sorveglianza epidemiologica e chiarito i compiti di allevatori, veterinari e autorità competenti. Tra le innovazioni introdotte figurano anche un sistema europeo di classificazione delle malattie basato sul rischio, una maggiore tracciabilità degli animali e la possibilità di utilizzare la vaccinazione non soltanto come misura d’emergenza, ma anche come strumento preventivo.

Risposta più efficace alle epidemie

La valutazione riconosce che l’Animal Health Law ha contribuito a migliorare il coordinamento europeo durante le recenti emergenze sanitarie, come l’influenza aviaria ad alta patogenicità, la peste suina africana e la dermatite nodulare contagiosa dei bovini. La disponibilità di strumenti comuni, come il sistema europeo di notifica delle malattie (ADIS), la regionalizzazione delle aree colpite e le banche europee di vaccini e antigeni, ha consentito una gestione più rapida e coordinata dei focolai, limitando al tempo stesso le ripercussioni sugli scambi commerciali. La Commissione sottolinea inoltre che il mantenimento di elevati standard sanitari rappresenta uno dei fattori che consentono all’Unione europea di confermarsi il principale esportatore mondiale di prodotti agricoli.

Le criticità ancora aperte

Il giudizio complessivo è positivo, ma Bruxelles evidenzia anche alcuni aspetti da migliorare. La principale criticità riguarda l’applicazione non sempre uniforme delle norme nei diversi Stati membri. Differenze nell’attuazione delle misure di biosicurezza, nella capacità dei servizi veterinari e nell’interpretazione delle deroghe possono infatti compromettere l’efficacia complessiva del sistema e creare disparità all’interno del mercato unico. La Commissione ritiene inoltre necessario rendere più dinamico il sistema di classificazione delle malattie, così da adattarlo più rapidamente all’emergere di nuove minacce, comprese quelle legate ai cambiamenti climatici, ai vettori e alla fauna selvatica. Tra le priorità individuate figura anche un utilizzo più ampio della vaccinazione come misura preventiva, oltre a un ulteriore rafforzamento delle capacità operative e amministrative dei servizi veterinari nazionali.

Un quadro destinato a evolvere

La Commissione sottolinea che la valutazione arriva in una fase ancora relativamente iniziale dell’applicazione della normativa e che molti degli effetti strutturali potranno essere misurati solo nei prossimi anni. Per questo motivo ritiene fondamentale proseguire il monitoraggio dell’attuazione dell’Animal Health Law e continuare ad aggiornare il quadro normativo sulla base delle più recenti evidenze scientifiche e dell’evoluzione epidemiologica. La valutazione sarà al centro della conferenza ad alto livello organizzata a Bruxelles l’8 luglio per celebrare i dieci anni dell’Animal Health Law. L’evento sarà aperto dal commissario europeo per la Salute e il benessere degli animali, Oliver Várhelyi.

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