Salute 14 Ottobre 2025 13:16

Alzheimer: nel mesencefalo un meccanismo chiave per la progressione della malattia

Un nuovo studio dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, insieme a Santa Lucia IRCCS, individua nel mesencefalo un meccanismo chiave per la progressione dell'Alzheimer
Alzheimer: nel mesencefalo un meccanismo chiave per la progressione della malattia

Un nuovo studio dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, insieme a Santa Lucia IRCCS, individua nel mesencefalo un meccanismo chiave per la progressione dell’Alzheimer. Il meccanismo, descritto sulla rivista Molecular Neurodegeneration, associa la perdita combinata di dopamina e serotonina all’attivazione di processi infiammatori. Tali eventi scatenano l’iperfosforilazione della proteina tau, e accelerano la deposizione di placche amiloidi, determinando un peggioramento dei sintomi cognitivi tipici della malattia.

Una nuova strategia per ridurre la neuroinfiammazione

La ricerca ha dimostrato, che il danno a carico di specifici nuclei del mesencefalo, deputati alla produzione di dopamina (Area Tegmentale Ventrale e Sostanza Nera) e di serotonina (Nucleo Interpeduncolare), innesca potenti processi di neuroinfiammazione nell’ippocampo, una delle aree cerebrali più colpite nell’Alzheimer, la cui degenerazione porta alla perdita di memoria, segno clinico della malattia. Dal punto di vista terapeutico i ricercatori hanno osservato che, aumentando i livelli di dopamina o di serotonina è possibile ridurre in maniera significativa la neuroinfiammazione e l’iperfosforilazione della proteina tau. Queste evidenze, di grande rilevanza traslazionale, aprono la strada a strategie di medicina di precisione mirate a rallentare la progressione dell’Alzheimer in pazienti con vulnerabilità mesencefalica.

L’importanza dell’equilibrio tra dopamina e serotonina nell’Alzheimer

“Questo studio si aggiunge ai precedenti risultati ottenuti dalla nostra équipe e contribuisce ad interpretare il ruolo della degenerazione dell’Area Tegmentale Ventrale e di altre aree del mesencefalo nell’Alzheimer – spiega D’Amelio – chiarendo perché, nei pazienti che presentano una riduzione del volume di questa importante area e del relativo circuito anatomo-funzionale cerebrale, si osservi una progressione più rapida dall’invecchiamento fisiologico al decadimento cognitivo. Ripristinare l’equilibrio dei sistemi dopaminergico e serotoninergico potrebbe quindi rappresentare un nuovo approccio terapeutico per contribuire a rallentare l’evoluzione della malattia”.

La degenerazione del mesencefalo alimenta l’infiammazione

“Negli ultimi anni – prosegue D’Amelio – gli studi di risonanza magnetica e di connettività cerebrali condotti sui pazienti hanno indicato che il mesencefalo è coinvolto precocemente nel continuum dell’Alzheimer. Con questo lavoro mostriamo come la sua degenerazione possa alimentare l’infiammazione e i processi tau-correlati nell’ippocampo. Non è una cura, ma una conoscenza in più su una fase in cui intervenire potrebbe fare la differenza”. I risultati di questa ricerca non solo gettano nuova luce sui meccanismi patogenetici dell’Alzheimer, ma aprono anche prospettive di studio applicabili ad altre malattie neurodegenerative, nelle quali i sistemi dopaminergico e serotoninergico svolgono un ruolo chiave, come altre forme di demenza e la malattia di Parkinson.

In Italia l’Alzheimer colpisce circa 1,2 milioni di persone

Questo approccio integrato, secondo i ricercatori, potrà contribuire in futuro allo sviluppo di strategie diagnostiche e terapeutiche più mirate, favorendo l’avanzamento verso una neuroscienza di precisione al servizio del paziente.  La malattia di Alzheimer colpisce in Italia circa 1,2 milioni di persone e rappresenta la principale causa di demenza. Ogni anno vengono diagnosticati oltre 150.000 nuovi casi, con un impatto notevole sulle famiglie: più dell’80% dell’assistenza quotidiana ricade infatti sui familiari e sui caregiver che affrontano la malattia insieme al paziente.

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

 

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Sanità

Legge Caregiver, Locatelli: “Chi ama e cura non vuole essere sostituito, ma accompagnato”

Dopo oltre 15 anni di attesa, arriva il disegno di legge che riconosce tutele, diritti e dignità a chi si prende cura ogni giorno di una persona non autosufficiente. La ministra Locatelli a San...
di Isabella Faggiano
Salute

L’uso prolungato di melatonina può far male al cuore

L'uso prolungato di integratori a base di melatonina  potrebbe comportare un rischio più elevato di diagnosi di insufficienza cardiaca, ricovero ospedaliero connesso e morte per qualsiasi ...
di Valentina Arcovio
Salute

“Ogni ora di schermo è un rischio”: la SIP aggiorna le linee guida sui bambini digitali

Troppi device, troppo presto. I pediatri: “Lo smartphone? Non prima dei 13 anni”
di I.F.