Advocacy e Associazioni 24 Febbraio 2025 15:29

Tumore al seno: problemi sessuali per il 90% donne, ma il 66% non ne parla

Oltre il 90% delle pazienti riscontra problemi nella sfera sessuale, ma 2 su 3 non ne parlano. Europa Donna Italia lancia un appello per far cadere i tabù che impediscono una presa in carico delle pazienti anche psicologica
Tumore al seno: problemi sessuali per il 90% donne, ma il 66% non ne parla

L’intervento e le cure per il tumore al seno possono avere un forte impatto sulla sfera emotiva e sessuale della donna. Il bisogno di recuperare femminilità e intimità, così come il desiderio di maternità, sono molto sentiti dalle pazienti, che però non ne parlano. Lo confermano i dati dell’indagine condotta da IQVIA e promossa da Europa Donna Italia per comprendere l’impatto della malattia sull’identità femminile e la relazione di coppia. I risultati indicano che oltre il 90% delle donne riscontra problemi legati alla sfera sessuale in seguito a interventi e trattamenti per il tumore al seno, ma il 66% non ne parla con nessuno e il 42% rinuncia a gestirli.

Emozioni e sessualità sono considerate ancora un tabù

La ricerca ha coinvolto 382 donne con diagnosi di tumore al seno di diverse fasce di età e a diverso stadio di malattia. I risultati indicano che le tematiche relative a emozioni sessualità sono percepite importanti per il 72% del campione, ma restano taciute non solo dalle donne stesse – principalmente per timore, vergogna, idea che siano aspetti secondari rispetto alle priorità dettate dalla malattia – ma anche dai medici. “Rispetto agli esordi del mio essere oncologa – dichiara Manuelita Mazza, oncologa della Senologia Medica dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) – la vita delle pazienti è cambiata. In poco più di vent’anni ho assistito a grandi passi avanti nella capacità di curare il tumore al seno, anche nelle forme metastatiche; tuttavia, se si guarisce sempre di più e l’aspettativa di vita è più lunga, non sono certa sia anche più larga, più piena, più densa di vita stessa.

Fornire alla paziente informazioni chiare sugli effetti collaterali sessuali

“La salute sessuale – continua Mazza – è un aspetto puntualmente trascurato del benessere di chi ha una diagnosi impegnativa come il tumore al seno, specie se metastatico, ma è parte integrante del benessere di ciascuna donna e non può essere un argomento omesso a fronte di una diagnosi di tumore al seno. Fornire alla paziente informazioni chiare sugli effetti collaterali sessuali dei trattamenti e, se desiderato, includere il partner nelle discussioni cliniche può fare una grande differenza. Questa apertura non solo supporta meglio la paziente, ma le permette di sentirsi compresa in una delle sfere più intime e vulnerabili della sua vita”.

Solo 3 pazienti su 4 parlano del desiderio di maternità

I dati presentati confermano quanto un cambio di passo sia necessario: appena il 22% delle donne intervistate ha un alto livello di consapevolezza dell’impatto delle terapie sulla propria sessualità, l’11% ha interrotto la relazione con il proprio partner dopo la diagnosi di tumore al seno e 2 coppie su 3 hanno interrotto i rapporti sessuali. Anche sul fronte della maternità emergono dati significativi: solo 3 pazienti su 4 parlano del desiderio di diventare madri con il proprio medico di riferimento, e la comunicazione risulta chiara e rassicurante appena per la metà di esse, con il risultato che troppo spesso si rinuncia al proprio progetto di vita perché non si sono ricevute informazioni adeguate.

Necessaria presa in carico anche dei bisogni psicologici

“È il momento di promuovere un cambiamento – dichiara Rosanna D’Antona, presidente di Europa Donna Italia – e far sì che i problemi riscontrati dalle pazienti nella sfera emotiva e sessuale escano dal cono d’ombra del tabù. Le donne chiedono un supporto specifico da parte dei medici e vorrebbero essere affiancate anche dagli psiconcologi. L’impegno di Europa Donna in queste direzioni non mancherà. Già dal 2022 abbiamo avviato il progetto “Come Prima”, dedicato al recupero della femminilità e al desiderio di maternità delle donne con tumore del seno, coinvolgendo le pazienti, i loro partner e i medici con materiale informativo e appuntamenti dedicati, e proseguono i nostri sforzi per promuovere e normalizzare il dialogo tra pazienti e professionisti sanitari, medici in primis, anche su questi aspetti. Non dimentichiamo che la presa in carico delle pazienti deve prendere in considerazione non solo la malattia di per sé, ma la donna nella sua interezza, con i suoi bisogni fisici e psicologici”.

 

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