Spot in onda su radio, televisione Rai e social per promuovere la vaccinazione antinfluenzale e contrastare dubbi e disinformazione. Schillaci: "Un gesto di protezione per sé e per gli altri"
Con l’avvio della stagione influenzale, torna al centro dell’attenzione la prevenzione. Il Ministero della Salute lancia una nuova campagna di comunicazione per promuovere la vaccinazione e rispondere alle domande più frequenti dei cittadini sulla sua efficacia, sulla sicurezza e sulla capacità di ridurre il rischio di complicanze. Lo slogan scelto è “Il vaccino: la risposta che ti protegge”. La campagna sarà diffusa attraverso le radio, le televisioni Rai e i canali social del dicastero. L’iniziativa punta a rafforzare la consapevolezza del ruolo della vaccinazione nella protezione della salute individuale e collettiva, con un’attenzione particolare alle persone più esposte alle conseguenze dell’influenza stagionale. “Vaccinarsi contro l’influenza è un gesto di protezione per sé e per gli altri, soprattutto per chi è più fragile”, afferma il ministro della Salute Orazio Schillaci. L’invito è rivolto a tutta la popolazione per cui la vaccinazione è raccomandata, con particolare attenzione agli anziani, alle persone con patologie croniche e a chi presenta un rischio maggiore di complicanze. “La prevenzione è un impegno che si rinnova ogni anno: con la vaccinazione possiamo contribuire a tutelare la salute delle persone e delle nostre comunità”, aggiunge il ministro.
La vaccinazione antinfluenzale è raccomandata e offerta gratuitamente alle categorie individuate dalle indicazioni nazionali, soprattutto a quelle maggiormente esposte al rischio di complicanze. In questo contesto, la campagna ministeriale vuole rendere più accessibili le informazioni e aiutare i cittadini a orientarsi tra dubbi, domande e notizie spesso non verificate. “Come istituzioni abbiamo una duplice responsabilità: rendere la prevenzione concretamente accessibile e fornire alle persone gli strumenti per comprenderne il valore”, sottolinea il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato. Un obiettivo che, spiega, passa anche dal rafforzamento della fiducia nella scienza e dalla capacità di offrire informazioni affidabili nei luoghi in cui le persone cercano risposte, compresi gli ambienti digitali.
A evidenziare l’importanza di una comunicazione chiara è anche un’indagine condotta dall’Istituto Demopolis per conto del Ministero della Salute. Il 40% degli intervistati dichiara di aver iniziato, negli ultimi tre-quattro anni, a informarsi maggiormente sui temi sanitari. Quando si parla di vaccinazione antinfluenzale, le domande riguardano soprattutto la protezione offerta dal vaccino e la sua capacità di limitare le conseguenze della malattia. Il 48% dei partecipanti all’indagine vorrebbe ricevere maggiori informazioni sulla protezione dal contagio, mentre il 44% chiede chiarimenti sull’efficacia nel ridurre le possibili complicanze. Il 33% desidera approfondire il tema degli eventuali effetti indesiderati. L’esigenza di informazioni appare ancora più rilevante tra chi non ha ancora deciso se aderire alla campagna vaccinale. Un dato che richiama l’importanza di mettere a disposizione contenuti comprensibili e basati sulle evidenze scientifiche, in grado di rispondere ai dubbi senza minimizzare le preoccupazioni delle persone.
Tra i risultati dell’indagine emerge anche il ruolo centrale dei professionisti sanitari nella comunicazione vaccinale. Otto italiani su dieci indicano medici di medicina generale e specialisti come principali riferimenti di fiducia quando si tratta di vaccinazioni. È anche da questa evidenza che prende forma la campagna ministeriale: negli spot, le domande più comuni sulla vaccinazione diventano il punto di partenza di un dialogo in cui il medico è chiamato a fornire risposte chiare e comprensibili. Al centro del messaggio c’è la vaccinazione antinfluenzale, presentata come uno degli strumenti fondamentali per prevenire l’influenza stagionale e ridurre il rischio delle sue complicanze. L’obiettivo è quindi duplice: favorire l’adesione alla vaccinazione da parte delle persone per cui è raccomandata e rafforzare la qualità dell’informazione sanitaria, valorizzando il rapporto di fiducia tra cittadini e professionisti della salute.
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