Microinfusori e sensori per il monitoraggio continuo della glicemia sono strumenti essenziali nella gestione della malattia. A Cagliari le associazioni chiedono di partecipare alle procedure di acquisto pubblico
Non soltanto il prezzo più basso, ma anche la qualità dei dispositivi, la facilità di utilizzo, l’innovazione tecnologica e la capacità di garantire un accesso equo alle cure. È la richiesta delle associazioni delle persone con diabete, che chiedono un maggiore coinvolgimento nelle procedure pubbliche per l’acquisto delle tecnologie utilizzate nella gestione della malattia. Il tema è stato al centro dell’incontro “Sviluppo e diffusione delle linee guida sul Value based procurement nel diabete – Dalla parte dei pazienti”, organizzato il 22 ottobre a Cagliari da Health Engine, insieme a Diabete Zero e alla Federazione della rete sarda diabete. L’obiettivo è promuovere un modello di approvvigionamento basato sul valore complessivo delle tecnologie, superando un approccio che rischia di privilegiare soprattutto il costo iniziale. Una prospettiva che riguarda dispositivi come microinfusori e sensori per il monitoraggio continuo della glicemia, strumenti che possono incidere concretamente sulla gestione quotidiana della malattia e sulla qualità di vita.
Il value based procurement, ovvero l’acquisto pubblico basato sul valore, punta a valutare una tecnologia sanitaria considerando non soltanto la spesa necessaria per acquistarla, ma anche i benefici clinici, l’impatto sull’organizzazione dell’assistenza e la sostenibilità nel tempo. Per le associazioni, coinvolgere direttamente le persone con diabete nelle procedure di gara significa contribuire a individuare criteri di selezione più vicini alle esigenze di chi utilizza questi dispositivi ogni giorno. “Non ci si deve basare solo sul prezzo, ma anche su aspetti fondamentali per la vita delle persone: che il dispositivo sia di buona qualità, che sia distribuito in modo equo su tutto il territorio, che sia facilmente utilizzabile e che ci sia innovazione, perché non si rimanga indietro”, ha spiegato Teresa Petrangolini, presidente di Health Engine. La richiesta, quindi, non riguarda soltanto la scelta di una tecnologia rispetto a un’altra. In gioco ci sono anche la continuità dell’assistenza, le differenze territoriali nell’accesso ai dispositivi e la possibilità di beneficiare dell’evoluzione tecnologica.
La valutazione economica, secondo le associazioni, dovrebbe considerare anche le conseguenze di una gestione non adeguata della malattia. Un dispositivo meno costoso all’acquisto, infatti, non rappresenta necessariamente la soluzione più conveniente se non risponde alle esigenze della persona o non contribuisce a un buon controllo del diabete. “Al contrario, si spende meno, perché un diabetico con una cura non adeguata finisce in ospedale, e il ricovero costa molto più di un dispositivo”, ha sottolineato Petrangolini. Il principio è quello di valutare la spesa sanitaria nel suo complesso, considerando anche i possibili costi legati alle complicanze e alle ospedalizzazioni. L’obiettivo dichiarato non è aumentare la spesa, ma orientare le risorse verso soluzioni capaci di offrire benefici concreti e sostenibili nel tempo.
La scelta di avviare il confronto in Sardegna si inserisce in un contesto caratterizzato da una presenza significativa della malattia. Secondo i dati riferiti nel corso dell’iniziativa, nell’Isola vivono quasi 13mila persone con diabete di tipo 1, tra cui circa 1.400 minorenni. A queste si aggiungono oltre 110mila persone con diabete di tipo 2. Dopo le esperienze avviate in Toscana e Lazio, l’obiettivo è promuovere anche in Sardegna un percorso che porti alla definizione di procedure di gara capaci di valorizzare le caratteristiche delle tecnologie e i bisogni delle persone che le utilizzano. La sfida è dunque coniugare appropriatezza clinica, innovazione e sostenibilità economica, riconoscendo alle associazioni un ruolo concreto nella definizione dei criteri con cui vengono acquistati dispositivi essenziali per la gestione quotidiana del diabete.
Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato