Salute 20 Ottobre 2026 12:37

Disturbo ossessivo-compulsivo, 4 giorni di cure intensive riducono i sintomi più della terapia online

Uno studio randomizzato pubblicato su JAMA Network Open ha confrontato il trattamento di Bergen, un programma intensivo basato sull’esposizione concentrato in quattro giorni, con la terapia cognitivo-comportamentale via i nternet

di Isabella Faggiano
Disturbo ossessivo-compulsivo, 4 giorni di cure intensive riducono i sintomi più della terapia online

Il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) può compromettere profondamente la qualità della vita, limitando le attività quotidiane e il funzionamento sociale. Eppure, nonostante siano disponibili trattamenti psicologici efficaci, l’accesso alle cure può essere ostacolato dalla carenza di professionisti specializzati, dalle liste d’attesa e dalle difficoltà a portare a termine percorsi terapeutici che si sviluppano nell’arco di mesi. Una possibile alternativa arriva dal trattamento di Bergen in quattro giorni (B4DT), un programma intensivo basato sull’esposizione, che concentra in pochi giorni una parte importante del lavoro terapeutico. Secondo uno studio clinico randomizzato pubblicato il 19 ottobre 2026 su JAMA Network Open, questo approccio ha ottenuto risultati superiori rispetto a un programma di terapia cognitivo-comportamentale via Internet (iCBT) non guidato.

Lo studio su 119 adulti

La ricerca è stata condotta presso lo University Medical Center Hamburg-Eppendorf, in Germania, e ha coinvolto 119 adulti con una diagnosi primaria di disturbo ossessivo-compulsivo. I partecipanti, con un’età media di 33,5 anni, sono stati assegnati in modo casuale a due gruppi: 60 persone hanno seguito il trattamento di Bergen, mentre 59 hanno avuto accesso a un programma digitale di otto settimane. I ricercatori hanno valutato la gravità dei sintomi prima dell’inizio del percorso, durante il trattamento, alla sua conclusione e a tre mesi di distanza. L’obiettivo era capire se il programma intensivo producesse una riduzione dei sintomi maggiore rispetto alla terapia digitale.

Come funziona la terapia concentrata in quattro giorni

Il trattamento di Bergen prevede due sedute individuali preparatorie, seguite da quattro giornate consecutive di intervento. Il primo giorno è dedicato alla psicoeducazione e alla pianificazione di esercizi personalizzati. Nei due giorni successivi, le persone affrontano gradualmente situazioni e stimoli che alimentano le proprie ossessioni e compulsioni, con il supporto dei terapeuti. Sono previsti anche esercizi autonomi e momenti di confronto sulle difficoltà incontrate. L’ultima giornata è dedicata al consolidamento dei progressi, alla prevenzione delle ricadute e alla pianificazione delle attività da svolgere autonomamente nel mese successivo. Il programma coinvolge piccoli gruppi, ma prevede un terapeuta per ogni partecipante, un elemento importante da considerare quando si valuta la possibilità di applicarlo su larga scala. Il principio alla base della terapia è l’esposizione con prevenzione della risposta: affrontare le situazioni temute senza ricorrere ai comportamenti compulsivi utilizzati per ridurre l’ansia. Il programma digitale di confronto, invece, proponeva otto moduli con contenuti di terapia cognitivo-comportamentale, esercizi specifici per il DOC e un modulo dedicato all’esposizione.

Riduzione dei sintomi più marcata con il trattamento di Bergen

I risultati hanno mostrato una riduzione significativamente maggiore dei sintomi nel gruppo sottoposto al trattamento intensivo. Alla fine del percorso, la differenza media nella scala utilizzata per misurare la gravità del DOC era di 7,9 punti a favore del B4DT. A tre mesi, il vantaggio si manteneva a 5,6 punti. Anche i dati relativi alla risposta e alla remissione confermavano il risultato. Al follow-up a tre mesi, il 61,4% delle persone trattate con il programma di Bergen aveva risposto alla terapia, rispetto al 25% di chi aveva seguito il percorso online. La remissione, definita nello studio attraverso un punteggio specifico della scala clinica, è stata raggiunta dal 42,1% del gruppo B4DT e dal 13,6% del gruppo iCBT. I benefici non riguardavano soltanto i sintomi ossessivo-compulsivi: nel gruppo sottoposto al trattamento intensivo sono stati osservati miglioramenti anche per quanto riguarda i sintomi depressivi, la qualità della vita, il funzionamento globale, l’autostima e alcune convinzioni associate al disturbo. Anche la soddisfazione per il trattamento è risultata più elevata.

La terapia online può avere comunque un ruolo

La superiorità del trattamento intensivo non significa che la terapia digitale sia inefficace. Anche le persone che hanno seguito il programma online hanno mostrato miglioramenti clinicamente significativi, sebbene più contenuti. Secondo gli autori, le due modalità potrebbero svolgere funzioni complementari all’interno di un sistema di assistenza graduale. La terapia digitale non guidata potrebbe rappresentare una prima possibilità di intervento per ampliare l’accesso alle cure, mentre i percorsi intensivi e guidati da un terapeuta potrebbero essere presi in considerazione quando è necessario un trattamento più strutturato. La scelta dovrebbe comunque tenere conto delle esigenze cliniche, delle preferenze delle persone e delle risorse disponibili. Lo studio, infatti, ha confrontato il B4DT con un programma digitale non guidato, non con una terapia cognitivo-comportamentale in presenza condotta da un terapeuta. Non è quindi possibile concludere che il trattamento concentrato sia superiore a tutte le altre forme di psicoterapia disponibili per il DOC.

I limiti e le prospettive future

I risultati sono promettenti, ma devono essere interpretati considerando alcuni limiti. La ricerca è stata condotta in un solo centro e il periodo di osservazione presentato nello studio si ferma a tre mesi. Saranno necessarie valutazioni più lunghe per capire se i benefici persistano nel tempo; i dati relativi al follow-up a 12 mesi saranno analizzati separatamente. Resta inoltre da valutare il rapporto tra costi, risorse impiegate e risultati ottenuti. Concentrare il trattamento in quattro giorni può ridurre la durata complessiva del percorso, ma richiede una presenza terapeutica particolarmente intensa e un professionista per ogni partecipante. Serviranno anche confronti diretti con percorsi di esposizione guidati da un terapeuta e distribuiti su un periodo più lungo, per comprendere meglio quanto dei benefici dipenda dall’intensità e quanto dalle specifiche caratteristiche dell’intervento. Per gli autori, il trattamento di Bergen rappresenta dunque una possibile opzione da integrare nell’offerta terapeutica per il disturbo ossessivo-compulsivo. La sfida, per i sistemi sanitari, resta quella di ampliare l’accesso a cure efficaci, individuando percorsi flessibili e sostenibili, senza rinunciare alla personalizzazione dell’assistenza.

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