In occasione della Giornata Mondiale del Malato Reumatico e della Giornata Mondiale dell’Osteoporosi, UCB Pharma richiama l’attenzione su diagnosi precoce, innovazione terapeutica ed equità nell’accesso alle cure. Al centro anche il ruolo delle Associazioni Pazienti
I progressi della ricerca hanno ampliato le possibilità di trattamento delle malattie reumatologiche e dell’osteoporosi, migliorando il controllo delle patologie, la prevenzione delle complicanze e le prospettive di qualità di vita. Restano tuttavia sfide importanti: riconoscere tempestivamente la malattia, garantire un accesso equo alle cure, assicurare percorsi assistenziali appropriati e accompagnare le persone nel tempo.
È su questi obiettivi che UCB Pharma richiama l’attenzione in occasione della Giornata Mondiale del Malato Reumatico, celebrata il 12 ottobre, e della Giornata Mondiale dell’Osteoporosi, che ricorre oggi, martedì 20 ottobre, confermando il proprio impegno nella ricerca di soluzioni terapeutiche innovative e nel sostegno a iniziative volte a migliorare la qualità dell’assistenza.
Le malattie reumatologiche comprendono condizioni croniche, spesso infiammatorie e immunomediate, che possono compromettere la mobilità, l’autonomia e la partecipazione alla vita sociale e lavorativa. L’osteoporosi è invece una delle principali cause di fragilità scheletrica, con conseguenze potenzialmente gravi in caso di frattura. Pur nelle diverse manifestazioni cliniche, queste patologie condividono la necessità di intervenire precocemente, individuare il trattamento più appropriato e costruire percorsi di cura su misura delle caratteristiche e delle esigenze individuali.
L’innovazione terapeutica rappresenta una risorsa fondamentale, ma deve accompagnarsi a un’organizzazione dell’assistenza capace di intercettare i bisogni delle persone, ridurre le disuguaglianze territoriali e favorire la collaborazione tra specialisti, medicina del territorio e servizi sociosanitari.
UCB Pharma sostiene questo impegno attraverso gli investimenti in ricerca e sviluppo e promuovendo il confronto tra comunità scientifica, Istituzioni e Associazioni pazienti. In questa prospettiva si inserisce il supporto non condizionante dell’azienda all’evento istituzionale promosso da APMARR – Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare, svoltosi il 15 ottobre presso il Ministero della Salute a Roma. L’incontro ha offerto un’occasione di confronto sui progressi della reumatologia e sulle sfide ancora aperte per tradurre i risultati della ricerca in benefici concreti, dalla diagnosi tempestiva all’equità di accesso, dalla continuità assistenziale alla presa in carico multidisciplinare.
“Il valore dell’innovazione si misura anche nella capacità di renderla concretamente accessibile alle persone che ne hanno bisogno – afferma Federico Chinni, Amministratore Delegato di UCB Italia – Negli ultimi anni la ricerca ha contribuito a modificare profondamente le prospettive di trattamento di numerose patologie croniche, ma sappiamo che il percorso di cura non si esaurisce nella disponibilità di una terapia. Occorre favorire diagnosi sempre più tempestive, accompagnare i pazienti nelle diverse fasi della malattia e contribuire a superare le disuguaglianze che ancora caratterizzano l’accesso all’assistenza. Come UCB crediamo nel valore della collaborazione tra tutti gli attori del sistema salute e nel ruolo fondamentale delle Associazioni pazienti, la cui esperienza rappresenta un contributo essenziale per comprendere i bisogni ancora insoddisfatti e orientare le risposte future”.
Questa visione trova espressione anche nel sostegno a iniziative dedicate all’evoluzione dei modelli assistenziali. Tra queste, il Manifesto Futurista delle Malattie Reumatologiche, sviluppato nell’ambito della Rheuma Care Academy in collaborazione con MediArt e con il contributo scientifico del professor Roberto Poli, propone un approccio integrato alla gestione delle patologie reumatologiche.
Il documento pone l’accento sulla tempestività diagnostica, sulla formazione dei professionisti sanitari, sull’impiego delle tecnologie digitali e sulla valorizzazione del percorso di cura, anche attraverso gli strumenti del Fascicolo Sanitario Elettronico. Una prospettiva che riconosce alle Associazioni un ruolo attivo nel dialogo con le Istituzioni e nella definizione di modelli assistenziali più rispondenti alle esigenze delle persone.
La Giornata Mondiale dell’Osteoporosi richiama l’attenzione su una patologia che rappresenta una sfida crescente per la salute pubblica, anche alla luce del progressivo invecchiamento della popolazione. In Italia si stima che circa 5 milioni di persone convivano con l’osteoporosi; nell’80% dei casi si tratta di donne in post-menopausa. Secondo i dati ISTAT relativi al 2023, il 7,7% della popolazione italiana dichiara di esserne affetto. La percentuale sale al 30,7% tra gli over 74 e raggiunge il 45,4% nella popolazione femminile di questa fascia d’età.
Si tratta di una patologia spesso silenziosa, che può manifestarsi per la prima volta con una frattura da fragilità, compromettendo l’autonomia e la qualità di vita. Secondo i dati riportati dal Ministero della Salute, dopo una frattura del femore circa una persona su cinque perde definitivamente la capacità di camminare autonomamente. Diventa quindi fondamentale riconoscere precocemente la fragilità ossea e intervenire tempestivamente, soprattutto dopo una prima frattura, per ridurre il rischio di nuovi eventi.
Le conoscenze scientifiche e la disponibilità di diverse opzioni terapeutiche consentono oggi di definire strategie sempre più personalizzate in base al rischio individuale di frattura. Altrettanto importante è garantire la continuità assistenziale attraverso percorsi multidisciplinari che coinvolgano specialisti e medicina del territorio, favorendo il monitoraggio e l’aderenza ai trattamenti. In questa direzione si collocano anche i Fracture Liaison Services, modelli organizzativi finalizzati a rafforzare la prevenzione secondaria e la presa in carico delle persone che hanno già subito una frattura da fragilità.
Accanto alla ricerca scientifica, UCB Pharma riconosce il valore dell’informazione e della sensibilizzazione nel promuovere una maggiore consapevolezza della salute ossea. In questa direzione si collocano la campagna “Fai la tua mossa”, dedicata alla conoscenza dell’osteoporosi e alla prevenzione delle fratture da fragilità, e il progetto digitale “Genere Donna“, rivolto alla salute femminile. L’azienda è attenta anche a realtà come come OFF Italia – Osservatorio Fratture da Fragilità, attive nell’analisi dei bisogni e nella promozione di politiche sanitarie più efficaci.
Dalle malattie reumatologiche all’osteoporosi,, quindi, la sfida è trasformare i progressi della ricerca in cure accessibili e tempestive. Servono terapie innovative, percorsi assistenziali integrati e ascolto dei pazienti. UCB Pharma conferma il proprio impegno per un sistema salute più equo e sostenibile, capace di migliorare la qualità di vita delle persone.