Coinvolte nove Regioni, società scientifiche e associazioni dei pazienti
Un modello di assistenza che accompagni il paziente dalla prevenzione alla diagnosi, fino al trattamento e al monitoraggio della malattia cronica, superando la frammentazione dei servizi e valorizzando le opportunità offerte dalle nuove tecnologie. È questa la prospettiva alla base dei tre nuovi modelli di riferimento per i Percorsi Preventivi Diagnostici Terapeutici Assistenziali (PPDTA) dedicati agli adulti con diabete mellito, asma grave e broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), i cui lavori di definizione sono stati completati da AGENAS, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali.
L’iniziativa si inserisce nel progetto di ricerca sviluppato da AGENAS in collaborazione con ALTEMS, dedicato alla valutazione degli approcci alla gestione della cronicità e, in particolare, all’impatto delle innovazioni tecnologiche e organizzative sugli esiti di salute. L’obiettivo è mettere a disposizione dei sistemi sanitari regionali strumenti metodologici condivisi per rendere la presa in carico più appropriata, integrata e orientata ai bisogni della persona, in linea con la riforma dell’assistenza territoriale prevista dal DM 77/2022 e con la Missione 6 Salute del PNRR.
Uno degli aspetti più significativi dei nuovi PPDTA riguarda il ruolo attribuito alla prevenzione, che non viene più considerata soltanto come un insieme di interventi precedenti alla comparsa della malattia, ma come una componente trasversale dell’intero percorso assistenziale. I modelli elaborati da AGENAS integrano infatti la riduzione dei fattori di rischio, l’individuazione precoce della patologia e la gestione delle condizioni croniche in un’unica prospettiva organizzativa. Un’impostazione particolarmente rilevante per patologie come diabete, asma grave e BPCO, nelle quali la tempestività della diagnosi, l’aderenza terapeutica e la continuità dei controlli possono incidere sull’evoluzione clinica e sul rischio di complicanze. Il passaggio dai tradizionali Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA) ai PPDTA punta quindi a rafforzare il collegamento tra prevenzione e cura, favorendo una gestione proattiva della cronicità e una maggiore integrazione tra professionisti e servizi sanitari.
In questo scenario, un ruolo importante è affidato anche alle tecnologie digitali. Telemedicina e soluzioni di intelligenza artificiale vengono infatti individuate come strumenti a supporto della continuità, dell’appropriatezza e della prossimità delle cure, con l’obiettivo di rendere l’assistenza sempre più vicina ai bisogni delle persone. Il loro impiego può contribuire a migliorare il monitoraggio dei pazienti cronici, facilitare la comunicazione tra i diversi professionisti coinvolti e sostenere l’individuazione tempestiva di eventuali criticità cliniche. L’innovazione tecnologica, tuttavia, non rappresenta un obiettivo a sé stante, ma si inserisce in un disegno organizzativo più ampio, che attribuisce centralità alla presa in carico e all’integrazione dei servizi. È proprio questo uno degli aspetti centrali dell’approccio della Value Based Healthcare, richiamato da AGENAS, che propone di valutare i percorsi assistenziali non soltanto in termini di prestazioni erogate, ma anche in relazione agli esiti di salute e al valore generato per i cittadini e per il Servizio sanitario nazionale.
A contribuire alla definizione dei tre modelli è stato un percorso di confronto che ha coinvolto diversi protagonisti del sistema sanitario. Ai lavori hanno preso parte un Comitato esecutivo composto da AGENAS e ALTEMS e un Comitato consultivo con rappresentanti delle aziende sponsor, associazioni dei pazienti, società scientifiche ed esperti clinici. Sono stati inoltre coinvolti i referenti di nove Regioni: Basilicata, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Sicilia, Umbria e Veneto. I documenti sono stati sottoposti a consultazioni interne e a una fase di consultazione pubblica, con l’obiettivo di consolidare un’impostazione metodologica condivisa e favorire un confronto tra le diverse competenze ed esperienze coinvolte.
Particolarmente significativo, in questo percorso, è il coinvolgimento delle associazioni dei pazienti, soprattutto nella prospettiva di un’organizzazione dei servizi maggiormente attenta all’esperienza delle persone che convivono quotidianamente con una patologia cronica. La sfida sarà ora tradurre questa partecipazione anche nella fase di applicazione dei percorsi, valorizzando aspetti che incidono concretamente sulla vita dei pazienti, come l’accessibilità delle prestazioni, la disponibilità di informazioni chiare, il supporto all’autogestione della malattia e la qualità della vita.
Il lavoro condotto da AGENAS tiene conto anche delle differenze che caratterizzano l’organizzazione dei servizi sanitari sul territorio nazionale. I nuovi PPDTA, infatti, non sono stati concepiti come percorsi rigidamente uniformi, da applicare indistintamente in tutte le realtà, ma come riferimenti metodologici che possono essere adattati alle caratteristiche dei diversi contesti regionali e aziendali. Questa flessibilità dovrà però accompagnarsi alla possibilità di misurare e confrontare i risultati raggiunti. Per questo AGENAS evidenzia l’importanza di mantenere un sistema uniforme di indicatori per il monitoraggio e la valutazione degli esiti, così da garantire una base comune di riferimento pur nel rispetto delle specificità organizzative locali.
Si tratta di un elemento particolarmente importante in un Servizio sanitario nazionale caratterizzato da differenze territoriali nell’organizzazione e nell’accessibilità dell’assistenza. La disponibilità di indicatori condivisi potrà infatti favorire il confronto tra i diversi contesti, contribuendo a individuare eventuali criticità, valutare l’efficacia dei percorsi adottati e orientare gli interventi di miglioramento. In questa prospettiva, l’adozione di modelli comuni non punta tanto a rendere identica l’organizzazione dei servizi, quanto a promuovere una maggiore omogeneità negli obiettivi di salute e nella capacità di rispondere ai bisogni dei pazienti.
Il completamento dei tre documenti rappresenta dunque un passaggio nella costruzione di un sistema di assistenza alle cronicità più integrato e orientato agli esiti. La loro effettiva capacità di migliorare la qualità delle cure dipenderà, però, dalle modalità con cui i modelli saranno recepiti e applicati nei territori. Saranno determinanti, in particolare, il coordinamento tra medicina generale, specialistica e servizi territoriali, la disponibilità di personale e strumenti tecnologici adeguati e il coinvolgimento attivo dei pazienti, affinché i principi alla base dei nuovi percorsi possano trovare un’applicazione concreta nell’organizzazione quotidiana dell’assistenza.
Per le persone con diabete mellito, asma grave e BPCO, l’obiettivo è poter contare su un sistema capace di intercettare precocemente i bisogni, garantire continuità nel tempo e ridurre il rischio di percorsi frammentati, nei quali il paziente è spesso chiamato a orientarsi autonomamente tra servizi e professionisti diversi. La vera sfida sarà quindi trasformare i nuovi riferimenti metodologici in miglioramenti concretamente misurabili nell’esperienza di cura e negli esiti di salute, valorizzando la prevenzione come parte integrante della gestione delle malattie croniche e rendendo la presa in carico sempre più coordinata, accessibile e vicina alle persone.