Prevenzione 15 Ottobre 2026 16:36

Giornata mondiale del lavaggio delle mani, UNICEF: 611 milioni di persone senza accesso a strutture per l’igiene

In occasione della Giornata mondiale del lavaggio delle mani, l’UNICEF richiama l’attenzione su una misura di prevenzione semplice ma fondamentale: lavarsi con acqua e sapone. Ogni anno, milioni di persone sono esposte a malattie prevenibili anche a causa della mancanza di servizi igienici adeguati

di Viviana Franzellitti
Giornata mondiale del lavaggio delle mani, UNICEF: 611 milioni di persone senza accesso a strutture per l’igiene

Lavarsi le mani è un gesto quotidiano che può contribuire a prevenire infezioni e malattie, ma non tutti nel mondo hanno la possibilità di farlo in condizioni adeguate. In occasione della Giornata mondiale del lavaggio delle mani, che si celebra il 15 ottobre e che quest’anno ha come tema “Diventa un eroe nel lavaggio delle mani!”, l’UNICEF richiama l’attenzione sull’importanza dell’igiene per la salute pubblica. Secondo le stime internazionali, ogni anno 1,4 milioni di persone muoiono per malattie prevenibili attribuibili a condizioni inadeguate di acqua, igiene e servizi igienico-sanitari, tra cui quasi 400.000 bambini sotto i cinque anni. Il lavaggio delle mani con il sapone può ridurre del 30% le malattie legate alla diarrea e fino al 20% le infezioni respiratorie acute.

Quanto può ridurre il rischio il lavaggio delle mani

Lavarsi le mani con acqua e sapone è una delle misure più semplici per limitare la diffusione di numerosi agenti patogeni. Le mani possono entrare in contatto con microrganismi presenti sulle superfici, negli alimenti o nelle secrezioni respiratorie e trasferirli alla bocca, al naso e agli occhi. Una corretta igiene contribuisce a interrompere alcune delle principali vie di trasmissione delle infezioni. Secondo le stime riportate dall’UNICEF, il lavaggio delle mani con il sapone può ridurre del 30% le malattie diarroiche e fino al 20% le infezioni respiratorie acute. Si tratta di benefici rilevanti soprattutto per i bambini piccoli, che possono andare incontro a complicanze più gravi in caso di infezioni. Perché questa misura sia efficace, tuttavia, non basta conoscere le corrette abitudini: occorre poter disporre regolarmente di acqua e sapone.

Oltre 600 milioni di persone non hanno un luogo dove lavarsi le mani

L’accesso ai servizi per l’igiene resta diseguale nel mondo. Nel 2024, 1,7 miliardi di persone non disponevano di servizi igienici di base per il lavaggio delle mani, compresi 611 milioni che non avevano alcuna struttura dedicata. La mancanza di lavandini, acqua e sapone rende difficile adottare una pratica essenziale per la prevenzione delle infezioni, soprattutto nelle comunità più vulnerabili. Le conseguenze possono riguardare la salute, la frequenza scolastica e le condizioni di vita delle famiglie. Garantire servizi adeguati significa quindi non soltanto migliorare l’igiene quotidiana, ma anche ridurre le disuguaglianze nell’accesso alla prevenzione. Scuole, abitazioni e luoghi pubblici devono poter disporre di punti per lavarsi le mani funzionanti e accessibili.

In ospedale l’igiene delle mani può prevenire fino al 50% delle infezioni

La corretta igiene delle mani è fondamentale anche nelle strutture sanitarie, dove la trasmissione dei microrganismi può mettere a rischio pazienti già fragili. Un’igiene delle mani appropriata può prevenire fino al 50% delle infezioni correlate all’assistenza sanitaria, che possono essere contratte durante un ricovero o una prestazione medica. La disponibilità di acqua, sapone e strutture adeguate è quindi una componente essenziale della sicurezza delle cure. Secondo un rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità e dell’UNICEF, l’89% delle strutture sanitarie disponeva di strutture funzionanti per l’igiene delle mani nei punti di cura, mentre il 75% aveva strutture per lavarsi le mani con acqua e sapone nei servizi igienici. I due dati si riferiscono a servizi differenti e mostrano quanto sia importante garantire l’igiene sia durante l’assistenza ai pazienti sia negli altri ambienti delle strutture sanitarie.

Scuole e strutture sanitarie, gli interventi UNICEF nel 2025

Promuovere il lavaggio delle mani richiede campagne di sensibilizzazione, ma anche investimenti nelle infrastrutture. Nel 2025, l’azione umanitaria dell’UNICEF ha raggiunto 34 milioni di persone con acqua potabile, 17 milioni con servizi igienico-sanitari di base e 15 milioni con accesso ai servizi igienici di base, secondo gli indicatori distinti riportati nel comunicato. Nello stesso anno, oltre 5.500 scuole e 2.750 strutture sanitarie hanno ricevuto supporto per l’accesso all’acqua e ai servizi igienico-sanitari di base. Questi interventi sono particolarmente importanti nei contesti colpiti da crisi umanitarie, conflitti o disastri, dove l’interruzione dei servizi essenziali aumenta il rischio di diffusione delle malattie infettive. Nelle scuole, la disponibilità di punti per lavarsi le mani permette di consolidare abitudini preventive fin dall’infanzia; negli ospedali, contribuisce invece a proteggere pazienti e operatori sanitari.

Quando lavarsi le mani per prevenire le infezioni

Per ridurre il rischio di trasmissione dei microrganismi è importante lavarsi le mani nei momenti chiave: prima di preparare o consumare il cibo, dopo essere andati in bagno, dopo aver cambiato un pannolino, dopo aver tossito o starnutito e dopo aver assistito una persona malata. Il lavaggio deve coinvolgere palmi, dorsi, spazi tra le dita, pollici e unghie, dedicandogli almeno 40-60 secondi. Quando acqua e sapone non sono disponibili e le mani non sono visibilmente sporche, può essere utile una soluzione idroalcolica, seguendo le indicazioni per il suo corretto utilizzo. La prevenzione, tuttavia, non può essere affidata soltanto alla responsabilità individuale: perché lavarsi le mani diventi una protezione concreta per tutti, occorre garantire a ogni persona accesso all’acqua e a servizi igienici adeguati.

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